SRI LANKA – DIARIO ON THE ROAD: nono giorno

Il mio diario di viaggio on-the-road in Sri Lanka. Ecco cosa ho fatto giorno per giorno.

Il diario di viaggio completo in Sri Lanka, non quello on the road, lo trovi qui.

 

Diario di viaggio on-the-road in Sri Lanka

La strada che costeggia tutta la costa sud dell’isola e che ci porterà a Galle è un susseguirsi di villaggi colorati. Le alte onde dell’oceano, oltre il verde brillante della giungla e delle palme, si infrangono sugli scogli o su tratti di spiaggia dorata.

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Fa una certa impressione pensare che nel 2004 tutto questo venne spazzato via dallo tsunami le cui onde, alte fino a 30 metri, si spinsero all’intero per due chilometri. I pescatori arrampicati sopra pali di legno, una delle immagini simbolo dello Sri Lanka, sono ormai solo una trappola ben congeniata per turisti. Scattiamo una foto veloce dal finestrino e riprendiamo il viaggio.

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Attraversare le mura del forte di Galle è un po’ come fare un salto all’epoca coloniale di Ceylon. Case con verande colorate, chiese cristiane, palazzi in stile europeo e negozietti rimandano ad un passato glorioso.

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Passeggiando lungo le antiche mura secentesche vediamo da un lato il mare (l’acqua è limpida ed invitante) e dall’altro i tetti della città e il suo faro. Ma fa troppo caldo per continuare a camminare sotto il sole di mezzogiorno così beviamo un succo di frutta fresca in un localino pittoresco. Ristorati, curiosiamo tra i numerosi negozi di souvenir e antiquariato.

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Risaliamo sul nostro pullmino e, nei pressi della costa, incontriamo altri monumenti commemorativi per le vittime dello tsunami. Ascoltare le storie raccontate della guida mi mette i brividi.

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L’ultima tappa del nostro viaggio insieme è la tenerissima nursery per tartarughe nei pressi di Bentota. Questa struttura acquista le uova depositate dalle tartarughe sulla spiaggia, le ripone sotto la sabbia e, una volta che queste si dischiudono, si prende cura dei piccoli tartarughini finché, dopo pochi giorni, non vengono restituiti all’oceano.

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In alcune vasche si trovano anche degli esemplari di grandi dimensioni che, per problemi vari, non possono essere rilasciati in libertà. Qualche tartaruga si lascia accarezzare la testa mentre le piccoline, venute al mondo un paio di giorni fa, si bloccano impaurite tra le nostre mani. Come sono tenere!

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Arriva purtroppo il momento di separarsi. Cristian, Moira, Claudia e Maria si fermano in un hotel sulla costa mentre io e Gio voleremo verso le Maldive. Salutarsi risulta così strano dopo una settimana in cui ci siamo scoperti forse più affiatati di quello che credevamo. Siamo davvero un bel gruppo.

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Salutare Siri e Rajit, invece, è quasi doloroso. Sembra sciocco ma è così. Ci siamo davvero affezionati a loro. E mentre ne parlo con Gio mi diventano anche gli occhi lucidi. Ok, sono sciocco e pure sentimentale.

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Il motore dell’aereo romba sotto il mio sedile. Tra poco ci alzeremo in volo e lasceremo questa terra fantastica, questa “isola paradisiaca”, come la definiscono i pannelli pubblicitari in aeroporto. Ayubowan.

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