DIARIO DI VIAGGIO: Andalusia

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La Spagna non delude mai e l’Andalusia è sicuramente una delle sue regioni più belle e pittoresche. Diciamo che è quello che ciascuno di noi si aspetta di trovare nella penisola iberica: stretti vicoli che si aprono su cortili carichi di fiori, stucchi e maioliche che rimandano al passato arabo di queste terre, buon cibo dai marcati sapori mediterranei, grandi cattedrali gotiche e un bel sole che splende alto nel cielo.
Avendo già visitato l’indimenticabile città di Siviglia durante un weekend primaverile di qualche anno fa, abbiamo trascorso questi 4 giorni alla scoperta di Granada e Cordoba mentre per l’ultimo giorno abbiamo ritagliato qualche ora per un tuffo in mare nei pressi di Malaga.
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Tutti parlano del caldo che troveremo nei mesi estivi da quelle parti. Ma ho pensato anche a questo! Durante le ore più calde della giornata abbiamo oziato presso la piscina dei vari hotel mentre, nel tardo pomeriggio, avevamo prenotato delle visite un po’ particolari per far fronte alla calura (tour in segway e a bordo di un piccolo mezzo full electric).
La Spagna è un paese piuttosto economico. Noi abbiamo speso comunque circa 700 euro a persona ma bisogna ammettere che non ci siamo fatti mancare nulla (hotel di 4 stelle, cene in ristoranti caratteristici, visite guidate, etc).
Ecco il mio programma di viaggio:

PRIMO GIORNO: lunedì 18 luglio
La sveglia suona prima dell’alba questa mattina ma, a differenza degli altri lunedì, è di gran lunga più piacevole. Ci dirigiamo verso l’aeroporto, facciamo colazione, un buon libro tra le mani e quasi non mi accorgo che sono già le 9.30 e stiamo atterrando a Malaga (volo Ryanair da Bergamo). Eccoci in Andalusia!
La Mini Cooper che abbiamo noleggiato (Goldcar Rental) corre veloce tra gli uliveti che separano la costa da Granada (durata viaggio 1.30h). È sufficiente la seconda colazione in un localino lungo l’autostrada, dove nessuno pare conoscere l’inglese (o forse non vogliono parlarlo preferendo quella curiosa interazione ispanico-italica che tanto mi piace), per realizzare di essere in Spagna.
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Il centro storico di Granada, proprio fuori l’hotel Five Senses Rooms & Suites (molto bello e centralissimo) nel quale alloggiamo, è tipicamente andaluso: una luce accecante che sbianca strade e palazzi, negozietti che paiono bazar arabi, casette bianche perse tra i vicoli, maioliche colorate negli androni delle case e un profumo di paste appena sfornate che giunge alle narici.
La visita culturale inizia dal cinquecentesco monastero di San Jeronimos, un luogo magico e tranquillo con un chiostro dominato dagli aranci e una splendida chiesa nella quale brilla un immenso retabolo dorato.
Sono le 18 ed è arrivato il momento che attendevamo con curiosità: il tour in segway della città (Ensegway – tour di 2.15h a 40€)! Avete presente quel mezzo a due ruote su cui si sta in piedi? Ecco, per riuscire a visitare la città anche con questa calura, abbiamo preferito giocare sporco. E come avremmo fatto altrimenti a salire e scendere per i caratteristici quartieri dell’Albaycin e del Sacromonte?
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Piazzette alberate, scorci pittoreschi, terrazze inondate di sole, gerani, maioliche colorate e, oltre i tetti delle case imbiancate, la possente mole dell’Alhambra, la meravigliosa fortezza rossa che visiteremo domani. Joan, la nostra guida, è fenomenale: scherza e ci fa da cicerone. Noi parliamo in italiano, lui in spagnolo e ci capiamo alla perfezione. I misteri delle lingue!
La città non dorme mai ma noi siamo cotti quando, dopo un momento di relax in camera, usciamo per cena. Un piatto fugace, due passi lungo viette colorate che pare di essere in un bazar marocchino, un gelato e finalmente si va a letto. Che poi, a voler ben guardare, abbiamo comunque raggiunto la mezzanotte.

SECONDO GIORNO: martedì 19 luglio
La visita dell’Alhambra, il gioiello di Granada, richiede almeno tre ore. Bisognerebbe alzarsi presto e visitarla quando le temperature sono un po’ più accettabili ma il ritmo di vita spagnolo non contempla la levataccia!
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Gasatissimi, scendiamo dal pulmino alla Puerta de la Justicia (minibus C3 da Plaza Isabel la Catolica a 1.20€), il più bello tra i portali che permettono di accedere alla fortezza rossa. Ma non è un caso se qui c’è poca gente. L’unico punto in cui ritirare i biglietti, prenotati on-line mesi prima (15.40€), è da tutt’altra parte! Panico. Come lo spiego a Giorgio che bisogna camminare per 20 minuti e fare code sotto al sole? Analizzo la situazione: ha con se il suo cellulare. Ottimo, lo abbandono su un muretto all’ombra e vado di corsa a sbrigare le formalità da solo. Quando ritorno, lo trovo sorridente e rilassato. Visitiamo rapidamente l’Alcazaba, la fortezza che costituisce la parte più antica del complesso e che risale all’XI secolo. La visita, dalle sue torri poderose, spazia su tutta la città.
I Palacios Nazaires sono senza ombra di dubbio la parte più spettacolare e incantevole dell’Alhambra. Si tratta di palazzi del XIV secolo affacciati su giardini gorgoglianti e pieni di fiori. Ma la loro particolarità sta nell’elaborato stile islamico, di una finezza ed eleganza incomparabili, con cui sono stati realizzati. Stucchi, fregi, cupole, ceramiche e intarsi si specchiano nell’acqua e nelle fontane che gorgogliano silenziose. Alcune spuntano dal pavimento delle sale e c’è quasi il rischio di scivolarci dentro (il che non sarebbe male dato il caldo).
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I biglietti di ingresso ai Palacios Nazaires sono limitati ma è possibile prenotarli on-line, con l’acquisto del biglietto generico dell’Alhambra, già tre mesi prima. Venire a Granada e non visitare tale meraviglia sarebbe davvero un peccato per cui non fatevi trovare impreparati!
Attraversando alcuni splendidi giardini tutto fiori, fontane e siepi ornamentali, si raggiunge il Generalife, la residenza estiva. Alcune piante nascondono la famosa scala d’acqua, sul cui passamano scorrono rivoletti d’acqua che producono un suono armonioso e rilassante. La visita all’Alhambra è terminata e scendiamo, sempre tramite il pullmino, verso il centro città. Un piatto di pesce fritto e uno di gamberetti crudi (non l’avrei mai detto ma sono deliziosi) è tutto ciò che ci separa dalla siesta pomeridiana. Il massimo sforzo, con questo caldo, consiste nel raggiungere la mini piscina sul tetto dell’hotel.
Il nostro tour riparte verso le 17 con la visita dell’immensa Cattedrale (biglietto 5€). L’audioguida è di una noia mortale (basta spegnerla dopo un po’) ma, per fortuna, la bellezza e la grandiosità delle opere contenute ci tengono impegnati. Poco oltre, entriamo nella bella Capilla Real (biglietto 4€) di inizio ‘500 in cui, sotto delicati mausolei in marmo bianco, riposano le spoglie di Giovanna la Pazza e Filippo il Bello. I nomi fanno capolino nella mia memoria. Li avevo di certo studiati in qualche libro di storia (i nomi sono accattivanti) ma purtroppo non ricordo altro.
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Passeggiando lungo le strade del centro incontriamo Plaza Bib Rambra (uno spiazzo molto vivo sul quale si affacciano ristoranti e locali), l’Alcaiceria (un mercatino in stile arabo molto suggestivo) e il Corral del Carbon (nulla di che). Ad un certo punto vengo però attratto dalla vetrina di una bella pasticceria. Prendiamo un dolcetto, lo addento e… che buonooo! Riconosco solo canditi e qualche spezia ma è veramente straordinario.
Prendiamo un pulmino (linea C1) che passa davanti ai luoghi visti ieri in seegway (la Real Chancilleria, la chiesa di Santa Ana y San Gil, gli antichi Bagni Arabi e il  Paseo de los Tristers) e ci catapultiamo nuovamente nel quartiere arabo dell’Albaycin. Ci sediamo ad un bel tavolino all’aperto di un trafficatissimo ristorante in Plaza de San Miguel Bajo. La chiesa, le casette basse e bianche, un crocifisso al centro della piazza e numerosi bar di tapas creano un’atmosfera molto pittoresca.
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“Quelli sono flash o lampi?”, chiedo. La risposta non tarda ad arrivare: mentre siamo in attesa della cena, uno scroscio d’acqua ci fa correre al riparo (per fortuna la paella è arrivata in tavola una volta terminato il temporale). Per facilitare la digestione, facciamo due passi verso il vicino Mirador de San Nicolas dal quale la vista sull’Alhambra è davvero magica: le mura rosse illuminate, i palazzi che troneggiano sulla collina e una grande luna piena che illumina il cielo. E poco importa, a questo punto, se l’ultima bus della giornata ci è passato sotto il naso costringendoci a rientrare in hotel a piedi, seguendo le indicazioni di Google Maps e scovando stradine addormentate.

TERZO GIORNO: mercoledì 20 luglio
La strada che questa mattina ci condurrà a Cordoba (viaggio di 2 ore) attraversa una distesa di ulivi. Salgono e scendono lungo i pendii e occupano l’orizzonte in ogni direzione. Ecco spiegato come la Spagna sia la maggiore produttrice di olio!
La temperatura in città oscilla trai 40 e i 45 gradi. Scivoliamo tra le tranquille stradine imbiancate dell’antico quartiere ebraico di Cordoba (la Juderia) alla ricerca di cibo e, nel frattempo, ammiriamo la cinta muraria, la Puerta de Almodovar e Calle Cairuan. Dopo aver assaggiato qualche piatto locale (“Gio, forse la torta de queso è un po’ pesante con il caldo che c’è fuori…!”) ci dirigiamo verso la Mezquita (biglietto 8€), la principale attrazione della città. È impossibile non essere attratti da questa cattedrale che fino alla Reconquista fu un’immensa moschea.
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All’interno, oltre il giardino degli aranci, conserva ancora l’aspetto di un edificio arabo con le sua sterminate ed eleganti colonne sovrastate da doppi archi, così caratteristici con le loro strisce bianche e rosse alternate. La Chiesa Cattolica, pur mantenendone l’aspetto originario, apportò numerose trasformazioni e modifiche all’edificio come la costruzione di una Cattedrale tra gli archi, cappelle barocche e affreschi. L’imperatore Carlo V, terminati i lavori, disse però “avete trasformato qualcosa di unico in qualcosa che si può trovare anche altrove”. Avrà avuto probabilmente ragione ma il connubio di stili è comunque armonioso, spettacolare ed unico al mondo.
Raccolgo Giorgio con un cucchiaino mentre sta terminando di sciogliersi su di un  banco della Mezquita e ritorniamo all’estero. Veniamo invasi da una luce accecante e da un caldo soffocante. Le strette vie ci risucchiano e noi camminiamo rasente i muri, nella speranza di un po’ di ombra, fino all’Eurostars Palace, un hotel ultramoderno in cui trascorreremo la notte.
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Alle 18 in punto, dopo un tuffo rigenerante nella piscina sul tetto dell’hotel, Rafael ci attende con il suo curioso mezzo fuori dall’hotel. Si tratta di un risciò elettrico che offre tour insoliti della città (VisualAxes Private Tours – tour a soli 32€ complessivi). Le due ore che seguono sono state divertentissime! Abbiamo visitato il quartiere Ferdinandino e altre zone nelle quali solitamente i turisti non si spingono. Nonostante la giovanissima età, Rafael ci spiega non solo i monumenti che visitiamo ma anche la storia della città. E il tutto con quiz (ho vinto contro Gio!), battute e scherzi. Grazie a questa simpatica soluzione e alla mitica guida, Giorgio recupera un po’ di energie. E, al termine del tour in risciò, io ne approfitto per fargli fare qualche faticoso passo tra le infinite bellezze di Cordoba (Palazzo des Exposiciones y Congresos, Triunfo de San Rafael, Porta del Puente, Puente Romano e Alcazar de los Reyes Cristianos). Ma quanto è bella questa città?
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Giunta l’ora di cena, ci accomodiamo in un bel patio, ordiniamo qualche buon piatto e di lì a poco un duetto di strumenti a corda inizia a suonare. Rientriamo in hotel allungando un po’ la passeggiata, deviando verso il fiume. Dal bellissimo ponte romano, la vista sulla Mezquita, sull’arco di trionfo e sulla città è davvero unica.

QUARTO GIORNO: giovedì 21 luglio
È giunto il momento di risalire sulla Mini Cooper, lasciare Cordoba e puntare verso sud. Lungo la strada per Malaga (durata viaggio 1.40h), c’è chi non rinuncia al dolcetto dell’Autogrill locale pentendosene poi subito dopo per l’acidità di stomaco creata.
Oggi ci concediamo una giornata di relax al Parador Malaga Golf. Ho scoperto solo prima di partire che i Paradores sono hotel di medio-alto livello gestiti dallo Stato per preservare e tutelare dei luoghi particolari. È una cosa molto curiosa!
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L’hotel è circondato da un prato perfettamente curato (per i giocatori di golf) ma noi ci concentriamo unicamente sulla spiaggia dove facciamo qualche passeggiata e un tuffo in mare (l’acqua è decisamente meglio del previsto). Per raggiungerla è necessario attraversare il campo da gioco e un cartello avvisa gli ospiti di prestare attenzione alle “palline volanti”.
Per cena lasciamo l’hotel e puntiamo verso il centro di Malaga (viaggio in auto di 20 min). Le aspettative non sono alte ma vengono subito ribaltate: per le strade si affolla un sacco di gente, il sole è caldo ma la brezza rende le temperature accettabili e la città è molto ben tenuta. Passeggiamo nei pressi della Cattedrale e dell’Alcazaba, il castello arroccato sulla collina, finché non troviamo un posticino dove cenare. Stasera finalmente si va di tapas!
La vita notturna di Malaga ci spinge prima sulla ruota panoramica del porto che, dai sui 70 metri di altezza, offre un panorama davvero mozzafiato (biglietto 10€).
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Tutti esaltati passeggiamo lungo il porto turistico, recentemente ristrutturato, e curiosiamo tra giardini, locali con musica live, negozi e costruzioni avveniristiche. Giorgio stasera pare insolitamente inesauribile (la torta ai fichi pare avergli dato la carica). Meglio approfittarne!
Il faro, al termine della passeggiata lungo il porto turistico, ci segnala che è ora di tornare indietro. Domattina la sveglia suonerà presto perché ci attenderà il volo di rientro in Italia.

www.tusoperator.it

Diario di viaggio in versione pdf: Andalusia – diario di viaggio (con foto)
Programma di viaggio (pdf): Andalusia – programma di viaggio

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