DIARIO DI VIAGGIO ON THE ROAD: DANIMARCA – quarto giorno

Il capriccioso tempo danese oggi da dimostrazione di sé. Una pioggerella insistente, infatti, torna spesso a rinfrescarci le idee.
Armati di mantelline impermeabili, eccoci varcare le soglie del Castello di Egeskov. Non si tratta “solo” di un castello.


L’attrazione principale è il bellissimo palazzo della metà del ‘500 costruito su un laghetto e che conserva ancora l’arredo originale.
Come se questo già non fosse sufficiente per venire fin qui, il parco attorno al castello è pieno di attrazioni per tutta la famiglia: l’immensa esposizione di veicoli d’epoca (inclusi aerei, camper e mezzi di soccorso) per la gioia dei papà, un piccolo museo di ricchi abiti nobiliari per le mamme e un’infinità di giochi per i bambini (alcuni tanto belli che ho rimpianto di non avere più 10 anni). Ad un certo punto non abbiamo più resistito e ci siamo arrampicati anche noi a 15 metri dal suolo dove, tramite ponti traballanti, abbiamo attraversato un boschetto.

C’erano una volta la Sirenetta, il brutto anatroccolo, il soldatino di piombo, la piccola fiammiferaia e molti altri. No, non sto dando i numeri né facendo un frullato di fiabe. Tutti questi personaggi sono nati dalla penna di Hans Christian Andersen, uno degli scrittori danesi più amati. Chi non ha mai sentito raccontare le sue fiabe da bambino?


Nel pomeriggio siamo stati ad Odense, la sua città natale. Tra le antiche casette basse e colorate, i vicoli acciottolati e all’ombra del duomo del XIV secolo (con esposto lo scheletro di san Canuto dai discutibili trascorsi), si trovano molti riferimenti allo scrittore e qualche monumento a lui dedicato.
Altrettanto monumentale la merenda di Giorgio. Andersen potrebbe scriverci una nuova fiaba (speriamo dal lieto fine).

Questa sera mi sento un borghese di inizio XX secolo in villeggiatura estiva lungo le tranquille acque del fiordo. L’hotel, anzi il palazzo in cui sono ospitato, è lo splendido Koldingfjord. Non è magnifico?

Abbiamo riscontrato che cenare negli hotel danesi è piuttosto limitativo (il menù ha spesso solo 5 portate) oltre che costoso. Ne approfittiamo per andare alla scoperta di Kolding, una cittadina poco distante e collocata all’estremità di un fiordo. Sono tutto gasato per essere riuscito a convincere Gio ad accompagnarmi. Per di più il posto é molto carino e, dopo la desolazione di ieri sera, è bello vedere movimento (seppur pacato) lungo le strade.


Ceniamo in un “all you can eat” giapponese (spesa circa 35€ a testa) che, pur essendo decisamente poco tipico, è una valida alternativa per chi non magia carne (nei ristoranti si fa fatica a trovare piatti di pesce o vegetariani).


Risaliamo la collina del castello, un interessante esempio di recupero moderno, ed ammiriamo il panorama dall’alto. Il cielo la sera è luminoso e la luce del tramonto dipinge di rosa e viola le nuvole che, finalmente, hanno perso quell’aria minacciosa che assumono durante il giorno.

Questa voce è stata pubblicata in Diario di viaggio, I miei tour. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *