DIARIO DI VIAGGIO ON THE ROAD: GIAPPONE – 10° giorno

Un torii rosso fluttuante (ovvero che emerge dal mare) è il biglietto da visita di Miyajima, un’isoletta fatta di cime boscose a poca distanza da Hiroshima. Usciti dal battello, tutti i turisti percorrono il lungomare fino al torii per immortalarlo in selfie e foto di gruppo. C’è perfino chi sfida la marea e la spiaggia fangosa.

Ma a Miyajima ci sono anche templi antichi (uno dei quali è un insieme di palafitte dipinte di bianco ed arancione), file di lanterne di pietra, una pagoda che sfida il cielo e piccoli cervi affamati che scrutano tra le borse dei passanti.

Inutile ricordare il motivo per cui la città di Hiroshima, nel sud del Giappone, è tristemente nota. Quello che oggi rimane da visitare, dopo che la prima bomba nucleare esplose sopra la città radendola al suolo, è ben poco e ruota attorno a quel drammatico giorno del 1945.

Una manciata di monumenti commemorativi si susseguono su un’asse che attraversa il Parco della Pace e tocca, tra gli altri, l’Atomic Bomb Dome (considerato il simbolo della città), il commovente monumento ai bambini vittime della bomba, la fiaccola della pace e il museo. In un silenzio surreale, qui sono raccolti oggetti, storie e documenti. Per non dimenticare.

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