DIARIO DI VIAGGIO ON THE ROAD: GIAPPONE – 5° giorno

La puntualità dei mezzi di trasporto giapponesi è ormai proverbiale. E difatti il nostro shinkansen (treno ad alta velocità) parte in perfetto orario dalla stazione JR di Tokyo. Ma prima viene ripulito ad una velocità impressionante da una schiera di addetti con tanto di cappello infilzato da un rametto di fiori di ciliegio finti. Poco sobri ma assolutamente efficienti. E non è finita qui. Mentre siamo diligentemente in coda per salire sul nostro vagone, i sedili ruotano su se stessi, pronti per il cambio di marcia. Fantastico!

Gli splendidi templi di Nikko, una cittadina nei dintorni di Tokyo entrata nell’elenco dei beni patrimonio dell’Unesco, compaiono come funghi nel sottobosco. All’ombra di alberi antichi, il muschio ricopre le lanterne di pietra e i muretti.

Risalendo la collina, oltre i grandi torii (portali di ingresso ai luoghi sacri), ecco comparire la pagoda e i primi templi del Tosho-gu. Sono tutti in legno laccato e dipinto in colori vivaci. Gli intagli, le statue e gli ornamenti sono minuziosi e anch’essi colorati. Ci sono anche le famosissime scimmiette “non vedo, non sento e non parlo” (vengono proprio da qui!).

Poi gli occhi vengono rapiti dallo splendore dorato del Yomei-mon, la porta di accesso al recinto sacro del tempio vero e proprio. Ad un certo punto non si capisce più dove posare gli occhi. È tutto così bello che esco dal sentiero e per poco non inciampo rovinosamente su qualche sasso. Il tutto con la bocca ancora aperta.

Un viaggio in bus più lungo del previsto ci porta, attraverso i monti, oltre Nikko fino a raggiungere le Cascate Kegon. Sarà per il bosco ancora pelato (quassù ci sono ancora mucchi di neve e le foglie non si vedono) ma rimaniamo delusi. Carine per carità ma nulla di che. Scattiamo una foto al lago poco distante e, rapidamente, ritorniamo a valle.

Prima di riprendere il treno che ci riporterà a Tokyo, ci fermiamo a scattare qualche fotografia al Shin-kyo, il tradizionale ponte rosso di Nikko, e ad acquistare qualche dolcetto giapponese. Sono talmente curiosi (anche se non sempre buonissimi) da non bastarci mai!

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