Il Carnevale di Viareggio. Non uno qualsiasi.

Un carnevale così non te lo puoi immaginare. Certo, tutti abbiamo sentito parlare del celebre Carnevale di Viareggio ma non si può realmente capirlo senza averlo “vissuto” almeno una volta. Vissuto perché ogni singolo partecipante non è uno spettatore ma è parte integrante di questa festa, di questo mondo parallelo fatto di colori, cartapesta, coriandoli e spensieratezza.

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Grazie all’ospitalità di Danilo e Ilaria, i miei amici viareggini, un paio di weekend fa sono sceso in Versilia, terra di mare e di villeggiatura da decenni, e ho avuto la fortuna di partecipare all’ultimo dei cinque corsi (così vengono chiamate qui le sfilate) che si è tenuto, per la prima volta, in serata.
L’accesso al carnevale è a pagamento e, diciamocelo, il biglietto non è dei più economici (18 euro) ma, credetemi, ne vale assolutamente la pena. Una volta varcato uno dei punti di accesso, si viene catapultati in un altro mondo. Sembra che qui ci sia spazio solamente per il divertimento e la festa. La tristezza e i cattivi pensieri, probabilmente, non avevano i soldi per acquistare il ticket di accesso!

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Sfilano così una decina di carri di prima categoria (quelli più belli e che possono permettersi un budget più elevato), quattro di seconda, alcuni carri rionali fuori concorso, mascherate (sono le figure in cartapesta più piccole e spostate a mano da qualche vigoroso individuo), il tutto ravvivato da un fiume in piena di figuranti, tutti mascherati, che accompagnano ciascun carro. Rispetto ad altri carnevali in cui lo spettatore è costretto dietro alle transenne, qui si viene catapultati al centro della scena: si può passeggiare tra i carri, fermare qualche figurante per scattare una foto, prendere una frittella ad un chiosco e… stare attenti a non essere investiti da uno degli immensi carri della sfilata! E’ davvero uno spettacolo indescrivibile!
I temi raffigurati dai carri sono sostanzialmente quelli dell’attualità e della satira. Perfino questi tempi grigi fatti di crisi economica e politica vengono dipinti in modo umoristico, quasi a voler ricordare che, nonostante tutto, un pizzico di ironia e di divertimento sono le medicine vincenti.

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Il Carnevale di Viareggio ha una tradizione che risale al lontano 1873 quando alcune famiglie benestanti decisero di mascherarsi per protestare contro il livello eccessivo raggiunto dalle tasse. Negli anni successivi si iniziò a mettere in scena una vera e propria sfilata per sfogare il malcontento popolare e, alla fine del XIX secolo, iniziarono a comparire i primi carri. Con i decenni e l’arrivo delle nuove tecnologie, i carri si sono evoluti fino a raggiungere movimenti ed effetti scenografici mai immaginati. Nonostante tutte le novità, una certezza rimane: la cartapesta. E guai ai carri che utilizzano troppi materiali plastici o stoffe! Questo preparato, essenzialmente composto da acqua, colla, gesso e carta, grazie alla sua leggerezza, permette ai carristi di plasmare le grandi figure che allestiscono i carri.

Per più di un mese, giornali e chiacchiere di paese non fanno che parlare del Carnevale: gossip, curiosità, problemi e argomenti a caso. Tutto ruota attorno all’evento più importante dell’anno!
Se non ci siete mai stati, recuperate un vecchio costume dall’armadio, lasciatevi trasportare dal divertimento e, come dice una celebre canzone del carnevale viareggino, “vola coriandolo”!

Per maggiori informazioni visita il sito internet: www.viareggio.ilcarnevale.com

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Una risposta a Il Carnevale di Viareggio. Non uno qualsiasi.

  1. Ilaria Martini scrive:

    Fantastico Fabio! Mi hai fatto ritornare indietro di un paio di ssettimane! Sei riuscito a cogliere in pieno quello che rappresenta il carnevale di Viareggio! E ricorda Burlamacco ti aspetta anche il prossimo anno!!

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