DIARIO DI VIAGGIO ON THE ROAD: GIAPPONE – 1 e 2° giorno

Arrivare in Giappone è come entrare in un manga. Le persone, i cartelli pubblicitari, il cibo e ogni altra cosa sembrano leggermente alterate rispetto alla realtà a cui siamo abituati. Sembrano dipinti a mano, come in un fumetto o in un cartone animato della nostra infanzia.

Se ve lo state chiedendo, esistono davvero le ragazze con la divisa da scolaretta/marinaia e con i capelli rosa. Non erano solo le amiche di Sailor Moon a passeggiare per Tokyo agghindate a quel modo.

Dopo una rinfrescata e una breve penichella in hotel, si parte per Shinjuku. È uno dei quartieri che meglio rappresentano la capitale giapponese: un’overdose di luci, un caos di persone, grattacieli, stradine con centinaia di localini grandi come un letto matrimoniale (allusione non casuale dato che che da queste parti c’è pure un quartiere a luci rosse) e qualche tempio che riposa tranquillo, come proiettato in un’altra dimensione.

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GITE FUORI PORTA – Santuario Madonna della Corona (Spiazzi – VR) e Garda (VR)

La prima tappa della giornata? Ovviamente la più culturale! Eccoci alle prese con la cucina “leggera” dei pendii del Monte Baldo: polenta, formaggi, canederli… La vista sul lago di Garda e sui monti dal ristorante La Baita è bellissima ma, dopo pranzo, avremmo preferito una penichella alla gita al Santuario della Madonna della Corona!

Invece eccoci a Spiazzi (VR), una franzioncina da cui inizia la discesa verso il scenografico Santuario della Madonna della Corona. È sufficiente una comoda passeggiata di 15 minuti lungo una strada asfaltata o lungo le scalette per raggiungere la meta. Lungo il percorso, però, veniamo distratti da un allevamento di alpaca e dal punto panoramico da cui finalmente compare il santuario in tutta la sua bellezza. Eccolo laggiù arrampicato ad un costone di roccia! Sembra incredibile che delle persone abbiano deciso di edificarlo proprio lì!

Gli interni della chiesa e del complesso sono un po’ meno spettacolari a causa dei tanti interventi susseguitisi nel tempo, gli ultimi negli anni ’70 del secolo scorso. Però è curioso come la montagna sia stata scavata per far posto ad altari, passaggi e cappelle. L’ingresso al complesso è gratuito e, giunti a destinazione, vi sono servizi igienici, un bar e un negozietto di souvenir.
Se scendere è stato facile, risalire lo è stato un po’ meno. C’è una bella salitina da percorrere ma è sicuramente facile ed agevole. Per i pigroni come Giorgio e Stefania c’è anche un servizio navetta a pagamento (fa sosta tra le 13 e le 15 circa).

Dal Santuario della Madonna della Corona al Lago di Garda il passo è breve. Bastano pochi minuti in auto e il lago è lì, davanti a te. Non è uno spettacolo?
Garda è uno dei tanti paesini che si incontrano lungo la costa veronese del lago. Un borgo fatto di antichi vicoli, negozietti sovraccarichi di souvenir, tavolini all’aperto affacciati sul lungolago, case colorate e un porticciolo. È perfetto per una passeggiata in una domenica pomeriggio di primavera! Ma, soprattutto, è perfetto per un gelato seduti in riva al lago. Proprio vero, come dico sempre, che al Garda sembra di essere in vacanza!

Una passeggiata, una pizza (non proprio buonissima) tra amici ed è già ora di rientrare a casa. Il bilancio della giornata? Più che positivo! La gita al Santuario della Madonna della Corona e al Lago di Garda è stata una buona idea.
…forse però le cinque tappe a bar/ristoranti sono un po’ troppe! Dovremmo darci una regolata! 🙂

INFORMAZIONI UTILI
Per maggiori informazioni sul Santuario della Madonna della Corona, su come arrivarci e sugli orari di apertura, visita il sito internet: http://www.madonnadellacorona.it/

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DIARIO DI VIAGGIO ON THE ROAD: VALENCIA – terzo giorno

I bunuelos de Valencia con cioccolata calda di ieri sera a mezzanotte hanno garantito un sonno profondo. Questa mattina sono carico per continuare la visita della città!
Le ultime parole famose: dopo 10 min siamo già seduti al sole a fare colazione. La piazza con la Cattedrale, con l’immensa statua della Vergine parzialmente ricoperta di garofani bianchi e rossi, è troppo bella.

Riuscire ad attraversare la città è veramente complicato oggi. La folla è onnipresente e ci trascina con lei, spesso facendoci sbucare da tutt’altra parte rispetto a dove avremmo voluto.

Eccoci però al Palazzo del Marqués de Dos Aguas, con la sua elaboratissima facciata. Entrare a visitarlo si è rivelata essere una bellissima idea. È davvero magnifico! Non tanto per la collezione di ceramiche esposte ma quanto per le splendide sale rococò, le antiche carrozze e gli arredi. Bella vita questi marchesi!

Nuovo bagno di folla per raggiungere Placa de l’Ayuntamiento. Mancano ancora 3 ore alla mascletà (lo scoppio di migliaia di petardi che fanno un polverone e un rumore assordante) ma le transenne sono già prese d’assalto. Noi continuiamo a gironzolare alla ricerca delle belle fallas di cartapesta colorata ma ad un certo punto mi volto e… la mamma è sparita! Panico. Che faccio? Scappo e la abbandono? No, non posso. Ma ecco che riappare dalla folla e mi fa una ramanzina. Forse era meglio lasciarla lì… Hahaha!

Festeggiamo il ricongiungimento con una Redbull per lei (così si tira su) e un’horchata per me (acquistata in un chioschetto lungo la strada). Non mi fa impazzire ma era giusto assaggiarla!
Una tappa molto poco culturale ma decisamente simpatica è quella in un negozietto di cianfrusaglie. Ci alleggerisce il portafoglio e ci fa trascorrere una bella mezz’oretta. Ricevo improvvisamente una chiamata dal b&b: dovevamo lasciare le chiavi prima delle 11! Mannaggia! Corri mamma che ci aspettano. Fortuna che le hanno offerto la Redbull che le ha messo le aliiii.

Valigie in mano, saliamo sul taxi diretto verso il Mercado de Colón. Sotto questa bella struttura di inizio ‘900 sono stati realizzati bar e ristoranti davvero carini. Ci sediamo ad un tavolino e, mentre addento il mio panino con jambon iberico, parte una “bombardamento” di petardi vari. Pazzesco! C’è una mini ma assordante mascletá anche qui!
La nostra vacanza a Valencia finisce più o meno qui. In modo decisamente “scoppiettante”!

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DIARIO DI VIAGGIO ON THE ROAD: VALENCIA – secondo giorno

La seconda giornata a Valencia inizia come è finita la prima: mangiando churros e fritti simili. Partiamo bene!
Corriamo subito in soccorso al nostro stomaco prendendo un caffè bollente ai tavolini di un bar in Placa de la Virgen, al centro della quale troneggia una statua gigantesca della madonna che sarà poi ricoperta di fiori.

Non sono ancora le 10 e già la città è attraversata da piccole bande musicali e gruppi di donne in abiti tradizionali che saltano, ballano e si pavoneggiano sfoggiando abiti ampi ed elaborati. La festa è nell’aria. A qualunque ora del giorno e della notte!

La musica attraversa anche le mura gotiche della Cattedrale. Il sacro e il profano che festeggiano insieme. Da bravi turisti, con le nostre audioguide alle orecchie, noi continuiamo imperterriti a visitare cappelle, quadri, altari elaborati, un inquietante braccio mumificato di San Vincenzo e (udite udite) il Sacro Graal. Non ci si fa mancare nulla qui a Valencia!

Lungo le strade della città, nei vari rioni, incontriamo le sculture allegoriche (le fallas), tipiche della festa. Sono vere e proprie opere d’arte davanti alle quali si chiacchiera, si beve una birra o ci si fa un selfie.

Entrare nel Mercato Centrale è uno spettacolo per la vista, l’olfatto e ovviamente il palato. Sotto questa elegante  struttura di inizio ‘900 ci sono quasi 1000 banchi carichi di cibo e pronti ad accontentare anche il palato più esigente. Noi siamo facili da soddisfare: un succo d’arancia fresco, un sacchetto di frutta disidratata e usciamo felici come due bambini.

L’architettura gotica della città fa bella mostra di sé anche nella sofisticata sala della Lonja de la Seda dove le colonne salgono al soffitto torcendosi in spirali.

Dopo aver raggiunto e scalato le torri medievali de Serranos, che fungevano da porte di accesso alla città e dalle quali si gode un bel panorama sui tettie sui campanili, siamo fiacchissimi. “Di già?” starete pensando. In effetti non è da me. Ma un po’ di relax sulla panchina baciata dal sole è d’obblogo. “Relax” per modo di dire dato che abbiamo scelto proprio quella accanto al chiosco che vende i mortaretti (ecco perché era libera).

Dopo pranzo rieccoci in pista. Visitiamo il Museo de Bellas Artes de Valencia, al di là dei giardini del Turia. Ci sono molte opere e molte sale da visitare ma io ho preferito le opere tardo medievali e rinascimentali. Le tele dei secoli successivi sono troppo scure per i miei gusti!

Se le api saltano di fiore in fiore, noi migriamo di panchina in panchina. Rieccoci nuovamente seduti al sole in mezzo ad un bel parco verde, prima di rientrare in hotel.
Fuori i festeggiamenti proseguono. Si sentono continuamente petardi scoppiare, gente chiacchierare e il suono della banda. Dopo la siesta (decisamente fuori orario) ci ributteremo anche noi nella ressa. Dobbiamo ancora assistere all’offerta dei fiori alla Vergine, dobbiamo cenare, ci sono altri fuochi d’artificio da vedere e poi… non si va a letto senza frittelle e cioccolata calda. È una promessa!

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DIARIO DI VIAGGIO ON THE ROAD: VALENCIA – primo giorno

Colazione in aeroporto e sosta all’edicola per l’acquisto di un’imbarazzante rivista “da signora” per la mamma (che poi si porterà appresso oscurando la copertina). Inizia così questo viaggio per Valencia. Comincia con quella sorta di riti che precedono la partenza e che, col tempo, diventano quasi sacri.

Atterrati a Valencia la luce è accecante. I palazzi, le chiese e le piazze che vediamo sfrecciare accanto al taxi, che ci sta portando al B&B Almirante, sono invasi di luce. Oltre il portone di un antico palazzo c’è la nostra bella stanza e un piccolo ma delizioso patio esterno. Un po’ meno deliziosi i dolcetti di benvenuto che sgraffignamo nel salottino comune (così impariamo a fare gli ingordi)!

Adesso siamo pronti con la visita della città! Iniziamo con il simpatico Parco di Gulliver, realizzato nel letto di quello che fino a qualche decennio fa era il fiume Turia (ora trasformato in un lunghissimo spazio verde). Ci trasformiamo in piccoli lilliput che salgono e scendono (tramite scivoli) dal povero gigante.

Data la splendida giornata di sole, facciamo una piccola deviazione dal programma ed eccoci con i piedi affondati nella sabbia. Davanti ai nostri occhi il mare blu. Alle nostre spalle una spiaggia larga e La Pepica. Di cosa si tratta? Nulla di culturale! È il ristorante consigliato da Greta (un’amica innamorata di Valencia) dove divoriamo seppia alla griglia e la celebre paella, il delizioso piatto tipico della città.

È il momento di fare un salto nell’architettura futuristica della Ciudad de las Artes y las Ciencias. Una manciata di sfere, piscine, archi in cemento, palazzi dalle forme improbabili e tanto vetro. Ci sono perfino delle persone in una bolla di plastica che cercano in ogni modo di camminare sulle acque. Sembra di passeggiare in una città del futuro. E invece siamo ancora a Valencia!

La stagione non ci permette di fare già un bagno nel mare per cui eccoci all’Oceanografic per un tuffo nell’acquario più grande d’Europa. È un luogo pazzesco ed immenso! Zampettiamo come due anatre impazzite (quelle che popolano i laghetti dell’acquario sono decisamente più educate di noi) tra i vari padiglioni. Sono uno più bello dell’altro! “Mamma guarda i pinguini”, “Urco quanto sono grandi quei trichechi” e ancora “Andiamo a vedere lo spettacolo dei delfini?”. Mi mancava solo lo zucchero filato e la manina in quella della mamma. Ma forse la più eccitata era proprio lei che si spalmava sulle vetrate della galleria degli squali (è inutile che ci parli, non capiscono la tua lingua) e che curiosava tra coloratissimi pennuti simili a fenicotteri (attenta che il loro becco è a 10 cm dal tuo naso). Insomma due bambini indisciplinati!

Tra poco si esce per la serata. La mamma approfitta di questa pausa per schiacciare un rumoroso sonnellino (ho già capito che per me sarà una notte difficile). Fuori la situazione non è molto differente: le strade della città rimbombano dei mortaretti scoppiati in occasione de las Fallas, la più grande festa popolare di Valencia. E ancora non è arrivata l’ora dei fuochi d’artificio!

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GITE FUORI PORTA – Museo di Santa Giulia (Brescia)

Il MUSEO DI SANTA GIULIA a Brescia non è il solito spazio espositivo. Per lo meno non è il solito museo archeologico vecchio e monotono che si può trovare in tante città. Quello che lo rende veramente interessante e particolare è la sua collocazione: un complesso monastico di origine longobarda. Non vi ho ancora convinto? E se vi dicessi che al suo interno si trovano splendide cappelle affrescate, una basilica longobarda con tanto di cripta, chiostri e perfino due domus romane splendidamente conservate? Ancora niente? Bene. Il Museo di Santa Giulia è stato inserito nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO nel 2011 (sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere”). Spero di avervi convinto!

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Ad Ivrea è iniziato il carnevale!

Come dite? La domenica di Carnevale è la prossima? Vero, ma non qui ad Ivrea! Lo storico carnevale di questa città piemontese è già iniziato!

Oggi sono ad Ivrea con i ragazzi dell’ AVVS- Evolution CAMP!

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Programma di viaggio a Valencia

VALENCIA: io, la mamma e las fallas. Questo è il titolo del prossimo tour in terra spagnola. “Perché questo titolo?”, vi starete chiedendo. Prima di tutto perché porterò in questo viaggio la mia mamma. In secondo luogo perché andremo a Valencia in occasione delle Fallas, ovvero delle feste tradizionali della città che si tengono ogni anno nel periodo di marzo. Si tratta di un evento lungo alcune settimane che comprende, tra le varie iniziative, grandi carri di cartapesta, scoppi assordanti di petardi, sfilate in abiti tradizionali per rendere omaggio alla grande statua della Madonna ricoperta di fiori e fuochi d’artificio. Le Fallas fanno parte della storia e della cultura della città tanto da essere dichiarate Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’Unesco.
Ci sarà ovviamente anche il tempo di visitare il centro storico della città, con i suoi numerosi monumenti e musei, e la modernissima Ciudad de las Artes y las Ciencias, con il famoso Oceanografico. Poi Valencia è famosa anche per la paella e l’horchata, una bevanda dolce ricavata da un tubero.
Insomma, ne vedremo delle belle!

Ecco il programma di viaggio in formato pdf: VALENCIA – Programma di viaggio

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