NAMIBIA - Diario di viaggio on the road: terza parte

NAMIBIA - Diario di viaggio on the road: terza parte

“Carine le foche!”, starete pensando. Ed effettivamente queste otarie sono davvero belle, specialmente i cuccioli. Ma che odore immondo!
Le migliaia di foche della colonia di Cape Cross, oziosamente sdraiate le une sulle altre, emanano un olezzo impressionante ed urlano in modo sconsiderato (sembrano quasi dei belati). Più o meno come noi!

Che terra fantastica, invece, il Damaraland! La savana, che in questi giorni è coperta da un insolito manto erboso dovuto alle forti piogge delle scorse settimane, si infrange sulle monolotiche colline di arenaria rossa che divetano infuocate alle ultime luci della sera. Il paesaggio lascia a bocca aperta. E dall’altura che sovrasta il nostro favoloso lodge, il sole sprofonda all’orizzonte regalandoci uno dei più bei tramonti di sempre.

Quando all’alba la luce torna a ridare vita a questa terra, un branco di springbok e poi uno di babbuini ci osservano dirigerci verso le incisioni rupestri di Twyfelfontein. Gli antichi boscimani incisero qui, circa 6000 anni fa, animali della savana, piedi umani e mappe per trovare l’acqua.

Il popolo Himba è il più caratteristico tra quelli namibiani. Le donne, infatti, sono coperte solamente da un gonnellino di pelle e da una gran quantità di ornamenti. Ma la loro particolarità sono i capelli, acconciati in treccine ed extension rivestite poi con un impasto di creta rossa (che viene utilizzata anche per il corpo).

È curioso aver avuto accesso ad un loro villaggio ma l’idea che fosse tutta una farsa, la visita guidata che lasciava molto a desiderare e il prezzo folle pagato, ci hanno fatto sentire a disagio e fuori luogo.
Forse non in tutti i villaggi si percepisce questa brutta sensazione ma noi, in questo, non siamo stati molto fortunati. Per fortuna che, a risollevarci il morale, ci hanno pensato un gruppo di giraffe e il primo elefante!



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