FAL' FIL - MUSEO DAL BACO ALLA SETA di RANZANICO (BG)

FAL' FIL - MUSEO DAL BACO ALLA SETA di RANZANICO (BG)

La seta è un tessuto prezioso. Fin qui siamo tutti preparati. Ma quanti sanno che proviene dal baco da seta? E come si arriva al prodotto finito? La risposta a queste ed altre domande l’avrete al Museo dal baco alla seta di Ranzanico (BG).

Il nome del museo è “Fal’ Fil“, in dialetto bergamasco, che significa “fare il filo”. Ed è proprio su questo tema che si sviluppa lo spazio espositivo, realizzato all’interno di Palazzo Re, una residenza in stile neoclassico recentemente ristrutturata situata nel piccolo paese di Ranzanico (BG).

Il percorso del museo è distribuito tra le stanze del pianterreno del palazzo, allestite con macchinari d’epoca (risalenti addirittura al 1700), fotografie e pannelli esplicativi. Dopo aver compreso la nascita della seta, ricavata dal bozzolo in cui il baco effettua le fasi di trasformazione in farfalla, viene mostrata l’attività di allevamento e lavorazione. In un primo momento, essa veniva svolta nelle case dei contandini ma, con l’arrivo della rivoluzione industriale, è andata man mano a confluire nelle filande.

Nel territorio bergamasco, tale realtà ha caratterizzato per quasi un secolo (a partire dalla metà del XIX secolo) lo stile di vita e il bagaglio culturale di molti paesi. Le nostre nonne, inclusa la mia, hanno lavorato per anni nelle filande.
Vi sarà probabilmente capitato di sentire un racconto di quanto il lavoro fosse duro ed incessante. E lo si capisce in fretta anche osservando i macchinari che venivano utilizzati e le tecniche di lavorazione.

Nel primo e secondo piano di Palazzo Re, tra le stanze affrescate in stile liberty ed i caminetti in pietra, è stato ricavato un altro spazio espositivo dal titolo “C’era una volta“. Si tratta di una raccolta, per la verità un po’ confusa ma molto affascinante, di cimeli e abiti d’epoca della popolazione locale. Grazie ad alcune importanti donazioni, negli ultimi anni la collezione si è ingrandita notevolmente, aggiungendo anche pezzi curiosi e di valore.

Il museo è gestito dall’Associazione Arte in Valle. Nei giorni di apertura, il personale è disponibile ad accompagnarvi ed a farvi da guida. Noi abbiamo avuto la fortuna di incontrare Vito che, in modo semplice e conciso, ci ha fornito ottime informazioni per comprendere più chiaramente la lavorazione del baco da seta e la storia locale.

La visita al museo della seta non richiede più di un’ora. Potete trascorrere la restante parte del pomeriggio facendo una passeggiata al lago di Endine o visitando il borgo di Bianzano (leggi qui il mio articolo), con il suo castello (informatevi prima se sono previste delle visite guidate). Entrambe le mete proposte distano solo 5 minuti da Ranzanico.

 

INFORMAZIONI UTILI

Orari e giorni di apertura: il museo è aperto solamente la prima e la terza domenica del mese da ma.rzo ad ottobre. L’orario è dalle 15.00 alle 18.30. Per organizzare una visita al di fuori di tale periodo è necessario prendere contatti con l’Associazione Arte in Valle

Costo: l’ingresso e la visita guidata sono gratuiti. Al termine della visita è possibile lasciare un’offerta

Come è strutturata la visita: la visita può essere fatta liberamente ma vi consiglio di seguire la guida per apprezzare meglio il museo e per comprendere il processo di lavorazione della seta (che altrimenti potrebbe risultare un po’ confuso). Se non trovate nessuno nelle sale museali, recatevi al primo piano e chiedete informazioni

Come arrivare: Ranzanico si trova in Val Cavallina, in provincia di Bergamo. Il modo più comodo per arrivarci è sicuramente l’auto in quanto il paese non è vicinissimo alla città. E’ comunque possibile raggiungerlo tramite bus della linea SAB che partono da Bergamo.

Parcheggio: nei pressi di Palazzo Re non ci sono moltissimi posti auto. Potete però cercare parcheggio nei pressi di Piazza Caduti

Accesso disabili: il museo è in buona parte visitabile anche per le persone su sedia a rotelle. Chiedete comunque conferma prima di organizzare l’uscita

Per maggiori informazioni visita la pagina internet del museo



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