BALI: 10 cose da fare

BALI: 10 cose da fare

Bali è chiamata l’isola degli dei. E non è difficile capire perché, tra le migliaia di isole dell’Indonesia, essi abbiano scelto di stabilirsi proprio qui.

 

Ci sono viaggiatori che si fermano a Bali per 3 o 4 giorni ed altri che decidono di trasferirvisi in pianta stabile. Dipende un po’ dal tempo a disposizione e dalle proprie scelte di vita.
Anche se non vi sentite pronti per dare una svolta drastica alla vostra esistenza, Bali è comunque perfetta per staccare qualche giorno dallo stess della vita quotidiana.

Perché Bali è così famosa? Per il verde brillante della sua vegetazione, il sorriso e la cortesia dei suoi abitanti, la ricchezza della sua cultura, la bontà dei suoi cibi e per la piacevole sensazione di pace che si percepisce.

Ci sono molti modi per vivere Bali. I surfisti preferiscono stazionare lungo la costa, per esempio a Kuta, ma a me questa località non è proprio piaciuta. E’ una zona super sfruttata a livello turistico e, tra tutto quel frastuono, si fatica a percepire la bellezza e l’anima dell’isola. E poi il mare non è nemmeno così bello.
Se siete a Bali per visitare le sue bellezze architettoniche e naturalistiche, non esitate e prendete subito un alloggio a Ubud, nel cuore dell’isola. La cittadina, nonostante sia anch’essa decisamente turistica, conserva ancora lo spirito tipico balinese ed è perfetta per avvicinarsi alla cultura e alla tradizione locale.

La mia proposta, quindi, è di trascorrere 4 o 5 giorni a Ubud e da qui raggiungere le varie attrazioni dell’isola tramite escursioni giornaliere. Più avanti nell’articolo vi suggerisco anche un’agenzia locale con servizi in italiano.

Tenete conto che, anche fuori luglio-agosto (periodo boom della stagione turistica), il traffico e la mancanza di strade adeguate sono un bel problema. Nonostante le distanze non siano eccessive, trascorrerete ore in auto. Il paesaggio è bellissimo, vero, ma dopo un po’ gli spostamenti diventano snervanti.

Seppur sia lontano dalla mia indole e dal mio modo di viaggiare, vi suggerisco di non riempire tutto il tempo a disposizione con le escursioni. L’isola è bellissima ma l’architettura, specialmente quella dei templi, è tutta molto simile. Prendetevi una giornata o qualche pomeriggio liberi e fate quello che più vi piace o ispira al momento. Il bello di Bali è anche questo!

 

10 COSE DA FARE A BALI

Vi propongo una classifica di quelle che, secondo me, sono le 10 cose da fare assolutamente a Bali (in ordine di preferenza):

 

1) Passeggiare tra le verdissime risaie di Jatiluwih. Non capita spesso che delle risaie vengano dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Se quelle di Jatiluwih hanno avuto tale riconoscimento, sicuramente un motivo c’è.

Un breve e facile percorso di circa 30-45 minuti (ma ce ne sono anche di più lunghi), corre attraverso campi di riso terrazzati. Il verde è intenso e brillante. Se venite la mattina presto, prima del tramonto o lontano dalla stagione turistica, vi innamorerete di questo posto!

L’ingresso è gratuito ed il percorso ad anello è ben segnalato.

 

2) Mescolarsi con discrezione alle processioni di fedeli al Tempio Madre (Pura Besakih). Dei tanti templi che ho visitato a Bali, questo è quello che ho apprezzato maggiormente: la struttura è molto grande e suggestiva e ci sono pochi turisti (essendo ad est dell’isola e non rapidamente raggiungibile).

All’ingresso del tempio ci siamo trovati nel bel mezzo di una processione che si dirigeva al tempio per una cerimonia. Pur trattandosi di una commemorazione di defunti, le persone erano sorridenti, vestite in abiti colorati e portavano offerte fatte di fiori e frutta. Salire con loro la grande scalinata che conduce alla Porta del Paradiso è stato davvero emozionante.

Ingresso a pagamento. E’ obbligatorio indossare il sarong (una sorta di pareo noleggiabile all’ingresso) e non è possibile accedere al recinto sacro (ma si può osservarlo integralmente dall’esterno percorrendone il perimetro).

 

3) Cenare in un warung tradizionale. La cucina balinese non è affatto male e chiunque, anche i più difficili e i vegani, troveranno facilmente un piatto che stuzzicherà il loro palato. Il modo migliore per assaporare una cena tradizionale è entrare in uno dei tanti warung locali. Si tratta di trattorie a cucina familiare, situati nei cortili di abitazioni private. Vi ritroverete in un luogo fuori dal mondo, seduti sotto un padiglione decorato e circodati da un bel giardino rigoglioso.

A Ubud ci sono tantissimi di questi warung. Per selezionare uno che fa al caso vostro, basta chiedere consiglio in giro o accedere a Tripadvisor.

I prezzi sono solitamente bassi per noi occidentali (si spendono circa 7-15€ a persona).

 

4) Saltellare tra le vasche reali di Tirta Gangga. Non avevo mai visto nulla di simile! Nel giardino del palazzo reale di Tirta Gangga ci sono dei laghetti invasi dalle carpe nei quali è possibile saltellare su delle piastrelle che paiono galleggiare sull’acqua. L’effetto scenografico è davvero formidabile!

Ricordatevi di acquistare un sacchettino di cibo per le carpe. Ne vale assolutamente la pena!

Ingresso a pagamento.

 

5) Un giro in altalena con i piedi a penzoloni sulle risaie di Tegallalang (se ne trovano anche in altri luoghi meno affollati). Nonostante queste risaie siano ormai eccessivamente invase dal turismo e da tutto quello che ci gira attorno, vi consiglio di visitarle. Potete scendere a valle e allontanarvi in pochi passi dalla folla o, per tornare bambini, fermarvi in attesa del vostro turno per l’altalena. Che meraviglia oscillare con i piedi sospesi nel vuoto e con la vista che spazia sulle verdissime risaie!

Di queste altalene ne troverete diverse in giro per Bali. Perfino alcuni ristoranti si sono attrezzati per installarne una.

Il prezzo è di circa 10-15€.

 

6) Sentire sulla pelle gli schizzi della cascata di Munduk. A chi non piacciono le cascate? A Bali ce ne sono moltissime grazie alla grande quantità di acqua che scende dai monti. Noi abbiamo visitato quella di Munduk. Il fragore dell’acqua è elettrizzante e la sensazione degli schizzi gelati sulla pelle è davvero rigenerante.

L’ingresso è gratuito e si raggiunge la cascata con un breve percorso in discesa di 15-20 minuti che parte dalla strada principale. Inutile dire che, con il caldo, la salita sarà più impegnativa.

 

7) Visita di un tempio tranquillo e poco conosciuto dai turisti (es. Pura Sadha o Tempio Pura Taman Ayun). Ogni villaggio ha i suoi templi quindi, in tutta l’isola, ne troverete davvero moltissimi (e tutti molto simili tra di loro). Se quelli più famosi sono solitamete più grandi e ricchi, quelli più piccoli e sconosciuti sono più affascinanti e conservano ancora la spiritualità che ci si aspetta di trovare entrando.

Chiedete alla vostra guida di accompagnarvi in uno di questi templi e potrebbe capitarvi di essere gli unici all’interno (non dimenticate il sarong).

Qualcuno di questi templi potrebbe avere l’ingresso gratuito mentre altri chiedono un piccolo prezzo.

 

8) Osservare le onde dell’oceano che si infrangono sul Pura Tanah Lot. Prendete un tempio balinese e piazzatelo su un’isoletta rocciosa, circondata dal mare, poco distante dalla riva. Ecco, questo è il Pura Tanah Lot, uno dei templi più famosi di tutta Bali.

Pur non potendo salire sull’isoletta, la location è molto bella. Dicono che arrivarci per il tramonto sia splendido (anche se troverete molta gente).

L’ingresso è a pagamento ed è obbligatorio indossare il sarong. Prima di varcare le porte di accesso al tempio troverete una vasta area commerciale fatta di bancarelle di cibo e di artigianato locale (c’è molta scelta).

 

9) Immergersi nelle acque purificatorie del Tirta Empul in attesa di qualche effetto miracoloso. Non solo i locali ma anche i turisti possono immergersi nelle sacre vasche di acqua limpida di questo tempio nella speranza che gli dei ascoltino la loro preghiera. E’ sufficiente mettersi in coda di fronte ad una delle fontane in attesa del proprio turno. Ogni getto d’acqua ha poteri benefici differenti. Potevo non provare anche questo per la mia tremenda dermatite? Non sono entrato nelle vasche ma ho comunque eseguito il breve rito alla fonte e… niente. Non ha funzionato!

L’ingresso al tempio è a pagamento ed è obbligatorio indossare il sarong. Se avete intenzione di entrare nelle vasche, portate un costume ed un asciugamano.

 

10) Prendersi ogni giorno qualche ora di relax per assaporare i piaceri della vita (siamo pur sempre in vacanza). Bali è bellissima, non lo si vuole mettere in dubbio, ma spesso i templi si somigliano e gli spostamenti richiedono lunghissime ore (nonostante le brevi distanze). Quindi prendetevela comoda e dedicate qualche ora della vostra giornata a:

– oziare in piscina: molte ville e hotel hanno piscine favolose (spesso private) con vista sulle risaie ed acqua calda. Un sogno!

– rigenerarvi sotto le mani sapienti di una massaggiatrice: ovunque troverete delle spa che offrono massaggi e servizi differenti. I prezzi cambiano molto in base alla struttura ma un massaggio di circa 1 ora in una bella spa costa circa 10-15€ (poco rispetto ai prezzi europei). Anche in hotel trovate servizi eccellenti

– passeggiare lungo le vie di Ubud curiosando tra i negozi più alla moda o quelli che vendono artigianato locale. Un buon luogo in cui fare acquisti è anche il mercato locale (aperto solo durante il giorno)

 

 

COSA EVITARE

Le attività che si possono fare a Bali sono quasi infinite, ce n’è per tutti i gusti.
Vorrei però darvi qualche consiglio per evitare brutte sorprese o perdite di tempo:

1) Porta del paradiso (Pura Lempuyang): avete presente la foto che fanno tutti i turisti che vanno a Bali con il portale dalla linee orientali che si riflette nell’acqua? Ecco, è tutto finto! L’effetto lo si ottiene con uno specchietto e la fila per avere questo scatto pare interminabile.
Ponetevi una domanda: ma ne vale la pena? Per di più il tempio è situato ad est dell’isola e non è rapidissimo da raggiungere. Nei dintorni, meglio sicuramente visitare il Tempio Madre e le vasche reali di Tirta Gangga.

2) Tempio Pura Ulun Danu sul lago Bratan: è una delle immagini che subito compaiono sui motori di ricerca quando si digita “Bali” ma, dal vivo, è una grande delusione. In più il tempio è invaso dai turisti musulmani che schiamazzano e tolgono tutta l’atmosfera al tempio.

3) Tempio di Pura Uluwatu: questo tempio è famoso perché, dalle scogliere su cui è collocato, si può ammirare un bel tramonto. Ok, vedere il sole che scende oltre l’orizzonte è molto bello ma non vale assolutamente la pena di venire fin qui. Il tempio si trova infatti nell’estremità più a sud dell’isola e il viaggio da Ubud è lunghissimo (si procede proprio piano). Inoltre, del tempio vero e proprio non si vede praticamente nulla.

4) Danze sacre balinesi Legong/ Barong: a me lo spettacolo è anche piaciuto ma capisco che non tutti sono interessati a vedere un’ora di danze tradizionali. Bisogna ammettere che lo spettacolo procede ad un ritmo lentissimo ma il contesto e gli abiti sono comunque molto belli. Siate pronti e consapevoli.

5) Foto instagrammabili: negli ultimi anni, il turismo sull’isola di Bali si è sviluppato grazie ad Instagram e alle foto dei più famosi influencer. Fin qui nulla di male. Non lasciatevi però prendere troppo dalla necessità di ricercare a tutti i costi le location più instagrammabili. Qualche foto ci sta ma non esagerate. Di posti bellissimi ce ne sono molti ma incontrerete comunque spesso code di turisti in fila da non so quanto tempo per farsi ritrarre nello spesso punto in cui hanno scattato le celebrità di Instagram. Fate uscire il buonsenso e il viaggiatore che è in voi!

6) Soggiorno a Kuta e località limitrofe: come accennato anche sopra, Kuta e le altre località similari sono prive di anima. Il turismo e l’occidentalizzazione qui sono devastanti tanto che non pare nemmeno di essere a Bali. Se non siete interessati al surf o al turismo di questo tipo, soggiornate nella verdissima Ubud e non ve ne pentirete.

 

 

QUALCHE INFORMAZIONE UTILE PER VISITARE BALI (mezzi di trasporto ed escursioni)

Come vi accennavo prima, ci sono  molti modi per visitare Bali. Proprio per questo motivo, ci sono anche metodologie di trasporto differenti.

Io ho preferito non noleggiare auto o motorini sia perché eravamo in 5 persone e sia perché non amo spostarmi nel traffico dei paesi asiatici (ho anche un po’ di paura!). Ho quindi optato per dei tour guidati con autista e guida in italiano. Il migliore sul campo, che permette di prenotare le escursioni già dall’Italia, è Bali Fantastic Tours.

Date un’occhiata al suo sito internet che è davvero ricco di informazioni. Mi sono affidato a loro sia per le ottime recensioni su Tripadvisor e sia perché ho trovato la gestione molto trasparente (on line sono inserite le proposte di tour con i relativi prezzi).

Inizialmente, con l’invio di una richiesta, entrerete in contatto con Victor, disponibilissimo e cortese. Arrivati sul luogo, invece, si prenderà cura di voi l’agenzia locale balinese (parlano tutti l’italiano).

Mi sento assolutamente di consigliare Bali Fantastic Tours. Il servizio è stato ottimo ed impeccabile!

Se preferite, invece, un’organizzazione più “last minute”, anche a Ubud e nelle altre località dell’isola troverete numerose agenzie che propongono escursioni di uno o più giorni (all’ultimo minuto sarà più difficile però trovare una guida parlante italiano). Gli stessi taxisti sono disponibili ad accompagnarvi per tutta la giornata (preparatevi a contrattare sul prezzo).

 

RELAX ALLE ISOLE GILI

Bali è bellissima ma il suo mare non è dei più indimenticabili (a meno che non siate surfisti). Se avete a disposizione qualche giorno di relax, vi consiglio di andare alle Isole Gili.
Sono tre isolette, differenziate l’una dall’altra da un approcio diverso al turismo, raggiungibili in traghetto da Bali e Lombok.

Per maggiori informazioni, leggi il mio articolo sulle Isole Gili.

 

VIAGGIATORI LGBT

L’Indonesia è un paese musulmano e, come tale, non supporta i cittadini LGBT. La situazione varia da isola ad isola ma, pur non essendo un reato, spesso i gay indonesiani subiscono una forte pressione sociale e vengono discriminati.

A Bali ed alle isole Gili l’afflusso di turisti ha portato con sé anche una maggior apertura mentale o, comunque, una certa accettazione delle coppie LGBT. Si raccomanda, ad ogni modo, di evitare effusioni in pubblico e di essere discreti.

In alcune isole, come Sumatra e Aceh, è in vigore la legge islamica della sharia che criminalizza apertamente ogni atto omosessuale.

 



4 Comments
  1. Davvero Pura Uluwatu non vale la pena? A noi è stato molto consigliato… Te lo chiedo perché tra un mesetto saremo a Bali e per andare a Pura Uluwatu dovremmo soggiornare apposta al sud… Grazie

    1. Ciao Virginia! A mio modesto parere non ne vale la pena. Abbiamo fatto un viaggio lunghissimo per arrivarci e così tante ore avremmo potuto investirle in altro modo. Sicuramente la scogliera su cui è posizionato è molto bella ma del tempio non si vede assolutamente nulla. Il tramonto è poetico si, ma immaginati di vederlo con centinaia e centinaia di altri turisti 🙂 Questa è ovviamente solo la mia opinione. Immagino che ad altre persone sia piaciuto un sacco! 😉 Se hai bisogno di qualche informazione chiedi pure. Buon viaggio!

  2. Che foto stupende Fabio!! mi hai fatto venire una gran voglia di andare a Bali!!

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