Fantasmi e leggende di Edimburgo

Fantasmi e leggende di Edimburgo

Passeggiando per le strade di Edimburgo non è difficile credere alle tante leggende di fantasmi che infestano la città.

Edimburgo, la capitale della Scozia, è una città bellissima. Ed affascinante. Già perché sia gli edifici della Old Town che quelli della New Town, costruita nel XVIII secolo, hanno un curioso fascino dark e trasmettono una sensazione di oscura oppressione.

Forse sarà per via delle antiche abitazioni rinascimentali della città vecchia, sviluppate in verticale lungo stretti vicoli, o per via degli edifici del XIX e XX secolo costruiti in un lugubre stile neo-gotico e neo-classico. O forse è per via del cielo, spesso nuvoloso, che avvolge le guglie scure delle chiese e le torri merlate del castello. Fatto sta che non è affatto difficile credere alle leggende che si raccontano in città.

Tra le numerose storie di fantasmi, ho selezionato quelle più curiose e che sono riconducibili facilmente ad alcune attrazioni che incontrerai visitando Edimburgo.

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CIMITERO DI GREYFRIARS: il fantasma di MacKenzie

Vieni al cimitero di Greyfriars di notte, quando le luci scendono oltre i tetti della Old Town. E’ sempre aperto, come a voler sfidare le anime più coraggiose. E di coraggio, per entrare qui dento, ce ne vuole davvero perché si racconta che questo sia uno dei luoghi più infestati di tutta Edimburgo.

La leggenda ha origini nel XVII secolo ed ha fondate basi storiche. Sir Mackenzie era un avvocato, responsabile delle sentenze contro circa 1200 membri di un movimento religioso (Convenanters). Molti di essi morirono durante la prigionia, a causa anche delle torture inflitte dal crudele avvocato, mentre altri furono giustiziati.

Gli eventi paranormali iniziarono però a manifestarsi a partire dal 1999, anno in cui, durante una notte fredda e buia, un vagabondo venne a ripararsi nel mausoleo di Mackenzie che si trova proprio nel cimitero di Greyfriars. Lo sventurato si ritrovò tre le ossa del defunto in seguito al crollo del pavimento e, una volta recuperato, raccontò di strane forze che lo tenevano bloccato a terra.

Da lì in poi si sono verificati numerosi eventi paranormali che hanno coinvolto ben 450 visitatori e curiosi. Nel 2000, la portata del fenomeno spinse i cittadini a chiamare un famoso esorcista di Edimburgo . Non solo non riuscì nell’impresa ma, dopo pochi giorni, fu ritrovato morto in circostante misteriose.





 

CASTELLO DI EDIMBURGO: il suonatore di cornamusa

Poteva mancare un fantasma nell’attrazione più celebre di Edimburgo? Certamente no.

La leggenda vuole che, circa 3 secoli fa, si riscoprì un tunnel che collegava il castello con alcune zone della città. Non sapendo dove portassero questi passaggi, venne inviato un giovane suonatore di cornamusa affinché, tramite il suono, si potesse seguire il suo percorso dalla superficie.

La musica ad un certo punto cessò di colpo e il povero suonatore non fu più ritrovato.
Da allora, capita che qualcuno senta un suono di cornamusa provenire dalle profondità del castello. Un suono molto simile ad un lamento.

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GRASSMARKET: Maggie Dickson, la “mezza impiccata”

Questa bella piazza della Old Town è da sempre stata luogo di esecuzioni capitali. Le leggende legate alle persone che qui persero la vita sono molte ma io voglio raccontarti quella di Maggie Dickson, che oggi viene ricordata da un omonimo pub affacciato proprio su Grassmarket.

Maggie Dickson visse nel XVIII secolo. La sua vita fu piuttosto sventurata: venne abbandonata dal marito, fu costretta a trasferirsi in un villaggio dove iniziò a lavorare in una locanda e rimase quindi incinta del padrone. Per paura dello scandalo, la donna tenne tutto nascosto.
Il bambino non soppravvisse al parto clandestino (o fu lei stessa ad ucciderlo?) così venne gettato nel fiume.

La notizia, così come il corpo, venne a galla e Maggie Dickson fu riportata a Edimburgo dove venne condannata per aver occultato la gravidanza (fatto punito severamente dalla legge scozzese) e per aver poi ucciso il figlio.

Maggie venne impiccata pubblicamente a Grassmarket nel 1724. Durante il trasporto della salma per la sepoltura, dalla bara uscirono delle grida. Era ancora viva!

Secondo una legge scozzese, la donna non poteva essere impiccata una seconda volta così si salvò e divenne famosa in tutta la città come “Hangit Maggie” (Maggie la mezza impiccata).

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MARY KING’S CLOSE: il fantasma di Annie

Nei pressi del Royal Mile di Edimburgo, la strada che attraversa tutta la Old Town, c’è uno stretto passaggio che conduce al Mary King’s Close.
L’antica strada, su cui si affacciavano case malsane e minuscole, vene successivamente sigillata e coperta nel XVII secolo dal Royal Exchange.

In questi vicoli, ancora oggi ben conservati ed aperti al pubblico, nel 1645 arrivò la peste. Nel tentativo di arginarla, le strade vennero chiuse e alcuni malati vennero letteralmente murati vivi.

Tra questi c’era anche la piccola Annie, abbandonata dalla sua famiglia.
Il fantasma della bimba piange ancora oggi in un angolo della sua piccola stanza nel Mary King’s Close così molti visitatori hanno iniziato a lasciarle bambole e peluche per cercare di consolarla.

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IL PONTE DEI MORTI O DEL DIAVOLO

Il North Bridge (Ponte del Nord) era il principale collegamento tra la Old Town e la New Town.

Da dove viene la denominazione di “ponte del diavolo“? In origine esso attraversava il Nor Lock, una palude in cui, durante l’Inquisizione, venivano gettate le donne accusate di stregoneria per capire se erano davvero legate al diavolo.

Il ponte è conosciuto anche come “ponte dei morti“. Già perché la città di Edimburgo, che ben conosceva le storie legate alle streghe, era timorosa all’idea di attraversare il nuovo ponte. Così, per il giorno della sua inaugurazione (XIX secolo), si decise che il primo ad effettuare la traversata sarebbe stato l’abitante più anziano  della città.

La persona designata, un’anziana donna di 100 anni, morì proprio la sera prima.
Cosa si inventarono allora gli organizzatori per evitare una nuova ondata di superstizione? Sistemarono il corpo della donna su una carrozza che, tutta truccata, pareva ancora viva.

Peccato che il trucchetto venne a galla e il ponte venne ribattezzato “ponte dei morti”.
Ancora oggi c’è chi fa di tutto per evitare di attraversarlo a piedi.

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La notte di Halloween, a Edimburgo, è popolata da fantasmi, leggende e antiche tradizioni, come il Samhuinn Fire Festival, che si mescolano nella notte più spaventosa dell’anno. Cosa fare a Edimburgo per una notte di paura? Leggi qui.

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