GIORDANIA - Petra

GIORDANIA - Petra

C’è qualcosa di inspiegabile e misterioso nella perfetta sintonia che l’uomo e la natura hanno saputo creare per dar vita a una delle meraviglie più celebri e sensazionali che esistano sulla Terra: Petra.  La bellezza e l’unicità di questo luogo, simbolo per eccellenza della Giordania nonché maggiore attrattiva turistica di questo paese, è difficile da spiegare nonostante siano stati scritti già fiumi di parole.DSC_0531+ Gigantesche montagne dalle incredibili sfumature del rosso furono scavate prima dalla natura stessa e, successivamente, dalle laboriose e delicate mani dei Nabatei, il popolo che si insediò a Petra oltre 2000 anni fa e che ne fece ciò che oggi possiamo ancora ammirare.
E’ con una certa trepidazione e una mastodontica aspettativa che ci si avvicina al Centro Visitatori, proprio oltre il centro abitato di Wadi Musa. Si tratta difatto di uno dei monumenti più famosi al mondo, dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1985 e incoronato come una delle “Sette meraviglie del mondo moderno” nel 2007. Come si può non avere una specie di timore reverenziale nell’accedervi? All’inizio del Siq, lo spettacolare canyon che segna l’ingresso alla città, dove un tempo sorgeva l’arco di accesso, ho percepito tutto questo. E’ stato come acquisire la conspevolezza della bellezza e della grandiosità che mi stavano aspettando.
La storia di Petra è curiosa e ricca di avvenimenti. E ci si chiede come questa città potesse essere tanto ambita nonostante il luogo arido ed ostile in cui fu collocata. Nonostante ciò, i primi insediamenti di Petra risalgono al VI secolo a.C. ad opera del popola arabo dei nabatei, una tribù nomade che si stabilì nella regione dando vita alle prime attività commerciali che l’avrebbero portata, nei secoli a venire, ad arricchirsi tanto da realizzare splendide opere in tutta la città. Malgrado i ripetuti tentativi da parte del re seleuco Antioco, dell’imperatore romano Pompeo e di Erode il Grande di assoggettare Petra ai loro rispettivi imperi, la città rimase nelle mani dei Nabatei fino al 100 d.C. circa quando i Romani riuscirono infine a conquistarla.

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 Con i secoli, però, l’impero romano volse la propria attenzione ad est di Costantinopoli spostando altrove le rotte commerciali. Durante il periodo bizantino la città era ancora abitata ma una serie di terremoti che fecero tremare la terra tra il 363 e 749 d.C. portarono morte, distruzione e un progressivo spopolamento di Petra. Successivamente, i crociati costruirono qui un forte nel XII secolo ma si ritirarono presto lasciando Petra alle popolazioni del luogo fino all’inizio del XIX secolo quando, nel 1812, fu riscoperta dall’esploratore svizzero Johann Ludwig Burckhardt.
Ci si sente, appunto, come dei novelli esploratori quando ci si accinge ad attraversare il Siq. Questa stretta gola, lunga più di un chilometro, rappresenta l’ingresso principale alla città.  Il passo si affretta lungo la strada lastricata dagli antichi romani che procede leggermente in discesa e che conduce al cuore di Petra. Le pareti del canyon si stagliano alte verso il cielo con le loro infinite sfumature di rosso, verde, grigio e giallo. L’emozione aleggia nell’aria ed è facile percepirla. Dietro ogni curva potrebbe apparire ciò che ogni visitatore sogna un giorno di vedere con i propri occhi. Una sciocca e persistente musichetta risuona sulle labbra e ci si sente davvero un po’ come Indiana Jones alla scoperta di antichi misteri. Poi il Siq, laggiù, giunge alla fine e il cuore palpita sempre più velocemente. Il Tesoro si erge davanti ai nostri occhi luminosi e alle nostre bocche leggermente spalancate. Man mano che ci avviciniamo, il canyon si allarga e ci mostra questa tomba nabatea in tutto il suo splendore. Più di duemila anni di storia sembrano essere volati come sabbia, senza averla quasi scalfita. E’ come se il tempo qui fosse rimasto intrappolato in una ragnatela intessuta tra le rocce, la polvere e il cielo. Le splendide linee ellenistiche, la perfezione delle sue proporzioni, la purezza di quella pietra rossa così finemente scolpita sono ora qui davanti a noi. E mentre le macchine fotografiche sferzano decine di click, la pelle d’oca si ostina a non volersene andare.DSC_0577+ Qui, davanti alla splendida facciata del Tesoro, si accalca una gran quantità di turisti, di cammelli e di asini. Tutti sembrano sospesi in quello stato di perfetta bellezza che è possibile avvertire solo in pochi luoghi al mondo.
A questo punto il Siq si fa molto più largo fino a raggiungere la vera e propria vallata in cui è stata edificata la città di Petra. Lungo il tragitto (circa 1 km), chiamato la “Via delle Facciate“, incontrerete centinaia di tombe scavate nella roccia. I colori e le sfumature sono stupefacenti e la grandiosità di questo ammasso di tombe, qualcuna molto semplice ed altre con eleganti portali di accesso, è davvero incredibile. In alcune di esse è ancora possibile accedervi ma non fatevi grandi aspettative. A parte i bei colori della roccia, gli interni sono spogli e molto semplici (solitamente si tratta di una stanza quadrata priva di decorazioni).
Tra asinelli in attesa ed oleandri fioriti, prima di raggiungere il Teatro che vi attende poco più avanti, incontrerete sulla vostra sinistra una scalinata che conduce fino all’Altura del Sacrificio. Una camminata di circa 30 minuti in salita vi condurrà tra canyon naturali e vi regalerà splendide vedute sulla vallata. Una volta raggiunta la cima (quando raggiungete il grande obelisco curvate a destra) troverete una serie di rovine e una grande piattaforma, scavata dall’uomo, con l’altare sacrificale sul quale i nabatei svolgevano le funzioni più sacre. L’atmosfera e il panorama da quassù dovrebbero essere unici ma, durante la nostra visita, un forte vento e nuvole basse e grigie oscuravano il tutto obbligandoci a ridiscendere velocemente.DSC_0592+
Ritornati a valle, lungo la Via delle Facciate e tra le bancarelle di souvenir si raggiunge il bel Teatro, non più accessibile, scavato nelle pareti della roccia. A questo punto avrete due possibilità: andare a destra verso le imponenti Tombe Reali (è la scelta più naturale nonché quella consigliata) o tenere la sinistra e raggiungere le rovine romane.
Le Tombe Reali, che sorgono su un versante della vallata, dominano dall’alto tutta la città. Si tratta delle tombe più belle e spettacolari del sito, anch’esse scavate nella roccia rossastra. Una accanto all’altra sfilano la Tomba dell’Urna, caratterizzata da una scala realizzata su alte arcate bizantine e da uno spazio interno molto ampio (utilizzato come chiesa nei secoli successivi), la Tomba della Seta, con l’incredibile gamma cromatica della facciata, la Tomba Corinzia, dalla delicata lavorazione che pian piano sta per essere cancellata dal vento, e la Tomba del Palazzo, con una facciata imponente e tanto grande che una parte venne realizzata addirittura in muratura. Proseguendo oltre si può raggiungere anche la Tomba di Sesto Fiorentino, solitamente trascurata dai turisti perchè leggermente fuori dal tragitto più battuto.
A questo punto si torna leggermente indietro e si scende verso il centro della valle e, in circa 10-15 minuti, ci si cala nel mondo romano. La Strada Colonnata, in cui la pavimentazione originaria combatte con la sabbia per non venire nuovamente sepolta, conduce trionfalmente verso alcune splendide rovine. Vi sono, tra gli altri, il Ninfeo, il Palazzo Reale (di cui rimangono solo pochi ruderi), il Tempio dei Leoni Alati e il Grande Tempio. Si tratta di splendidi resti che hanno però la sfortuna di trovarsi a Petra. Qui la gente è venuta per ammirare il lavoro dei nabatei e presta poca attenzione alle grandiosità lasciate dagli antichi romani che, in altri luoghi, avrebbero fatto la fortuna di un sito archeologico.DSC_0601+
Oltrepassata la Porta del Temenos si scorge l’imponente mole dello Qasr el-Bint, edificato nel 30 a.C., che conserva ancora splendidi e raffinati bassorilievi tra le pareti.
Arrivati a questo punto son certo che avrete esaurito tutte le vostre energie. Il luogo è meraviglioso ma il gran caldo e i chilometri macinati fanno si che la vostra mano alzi il cartello “stop”. E proprio qui si trovano due ristoranti, piuttosto affollati, dove pranzare o consumare uno spuntino. Il più gettonato ed elegante è di certo il The Basin Restaurant dove viene servito un abbondante e molto buono buffet (con anche una gran varietà di dolci). I prezzi sono assolutamente spropositati per lo standard giordano ma difficilmente batterete ciglio.
In questi paraggi, se avrete tempo da dedicare alle visite “extra”, si trovano il Museo di al-Habis (che presenta una collezione di statue classiche), il Museo Nabateo (che conserva manufatti originari della regione) e la Chiesa di Petra (con alcuni bei mosaici bizantini).
Recuperate le forze, vi attende l’ultima gloriosa prova: la salita degli 800 gradini che, serpeggiando tra spettacolari rocce, conduce al Monastero. Una gran quantità di asinelli sono appostati lungo tutto il percorso in attesa che qualche stanco turista necessiti dei loro preziosi servigi. Ogni goccia di sudore spesa è ampiamente ripagata dall’emozione che suscita, comparendo improvvisamente sulla vostra destra, il magnifico Monastero, molto simile al Tesoro ma scolpito nella pietra gialla e con dimensioni molto più notevoli. Quassù, rispetto al Tesoro, c’è anche molta meno gente quindi è possibile goderselo in santa pace. Anzi, perché non sedersi al chiosco (con tanto di caverna piena di tappeti e cuscini) e sorseggiare una bibita o un té caldo ammirando questo suberbo edificio?DSC_0565+ Giunti a questo punto ci si rende conto di quanti chilometri sono stati percorsi durante la visita di Petra e quanti ancora se ne devono percorrere per raggiungere l’uscita (che si trova esattamente dall’altra parte del sito rispetto a dove vi trovate in questo momento). Con una rapida stima, credo avremo raggiunto i 12 chilometri (di cui una buona parte in salita). Non spaventatevi però di questi numeri perché lo spettacolo che vi circonda in ogni angolo di Petra vi farà camminare con un paio di ali ai piedi!

INFORMAZIONI UTILI PER LA VISITA
Orari di apertura
: nel periodo estivo dalle 6 alle 18 mentre nel periodo invernale dalle 6 alle 16.
Costo di ingresso: i prezzi sono stratosferici ma sono sicuro che li pagherete senza battere ciglio. Il biglietto giornaliero costa 50 JD (circa 50 euro) mentre quello di due giorni 55 JD. Per i turisti che non trascorreranno la notte in Giordania (quindi coloro che entrano ed escono in giornata dallo stato) il prezzo è di ben 90 JD.
Come è strutturata la visita: al Centro Visitatori, dopo aver acquistato il biglietto, è possibile ingaggiare una guida privata ad un prezzo anche piuttosto ragionevole. Purtroppo tra le lingue a disposizione non è compreso l’italiano. La visita al sito, in ogni caso, è libera. Nonostante le mappe diano una visione piuttosto complicata del percorso da seguire all’interno di Petra (all’ingresso viene consegnata anche una brochure con una cartina più semplice di quelle presenti nelle guide), gironzolare per questo sito è più facile del previsto per almeno un paio di motivi: il primo è che il Siq e la vallata fanno da percorso naturale per la visita senza per questo tralasciare le principali attrazioni e, in secondo luogo, l’orda di turisti segue grosso modo lo stesso itinerario quindi è sufficiente seguire il resto della folla per capire quale sarà anche la vostra prossima tappa.DSC_0597+ Tempi di visita: per visitare bene Petra ci vorrebbero sicuramente più giorni. La quantità di cose da vedere è elevata e, volendo dedicare il giusto tempo ad ogni monumento e all’esplorazione delle zone meno battute, potrebbe esservi necessario molto più tempo di quello effettivamente a vostra disposizione. Quasi tutti i turisti si fermano per un’intera giornata e, seppur si rivelerà essere una delle più faticose del vostro tour in Giordania, riuscirete comunque a visitare quasi tutti i monumenti principali. Se il tempo a disposizione è maggiore, potrete avventurarvi per i vari sentieri alla ricerca di tombe e monumenti meno conosciuti.
Come arrivare e parcheggio: in automobile, Petra dista tre ore da Amman seguendo la moderna Autostrada del deserto in direzione sud (che diventano cinque ore se si percorre la panoramica Strada dei Re). Nei dintorni del Centro Visitatori si trovano diversi parcheggi gratuiti.

Per maggiori informazioni visita il sito internet visitpetra.jo

Guarda anche al mio programma di viaggio in Giordania: Presentazione tour Giordania… il tour che ci lascerà di petra!

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