NAMIBIA - Diario di viaggio on the road: prima parte

NAMIBIA - Diario di viaggio on the road: prima parte

Lasciarsi alle spalle i clacson e il caos di Windhoek, l’anonima capitale della Namibia, è una pace per gli occhi e per le orecchie. Il paesaggio muta costantemente davanti al nostro furgoncino che, sobbalzando sulle strade sterrate, lascia una scia polverosa sull’orizzonte alle nostre spalle.

Nella savana avvistiamo i primi animali selvatici: qualche giraffa, babbuini neri, impala, antilopi e uccelli tessitori (che costuiscono un notevole nido-condminio).

L’unica “significativa” tappa lungo il percorso è Solitaire, un miniscolo avamposto con antiche auto arrugginite sprofondate nella sabbia e… una pasticceria! Proprio una vera pasticceria che, come pezzo forte, vanta la torta di mele più buona del sud Africa (avrei qualcosa da dire al riguardo)!

Ci sono persone fotogeniche (io no di certo) e luoghi che vengono particolarmente bene in foto. Uno di questi è DEADVLEI. Senza ombra di dubbio (e di ombra proprio non ce n’è).

Una volta qui c’era una palude. Asciugandosi sotto il sole cocente ha lasciato una crosta chiara sul terreno e scuri alberi pietrificati che si slanciano verso il cielo azzurro quasi a chiedere una goccia d’acqua. Tutte attorno si innalzano le dune dorate del deserto.
Il luogo é spettacolare ma in foto viene ancora meglio.

Nel parco, oltre a Sossusvlei (un altro lago evaporato), c’è anche il Sesriem Canyon, scavato da un fiume. Non c’è nessuno e, tra un paragone e l’altro, giochiamo ai piccoli esploratori.

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