COSA VEDERE IN GIORDANIA: itinerario di 7 giorni e diario di viaggio

Cosa vedere in Giordania? Ti propongo un itinerario di 7 giorni con tutte le principali attrazioni del paese. Te le racconto nel mio diario di viaggio in cui troverai anche tutte le informazioni su come organizzare il viaggio!

La Giordania è una terra ricca di luoghi di interesse, alcuni più noti e altri da scovare tra le mete meno turistiche.
Andremo insieme alla scoperte delle principali cose da vedere in Giordania con un itinerario di 7 giorni.

In moltissimi siti turistici sparsi sul territorio si incontrano ancora pochi visitatori e, perfino a Petra (dove l’afflusso di persone è spaventoso), si riesce facilmente a trovare un angolino in cui isolarsi ammirando la stupefacente testimonianza che i popoli antichi hanno lasciato in questa terra.

»» Se preferisci la comodità e la sicurezza di un tour organizzato, ti suggerisco queste due proposte:

WADI RUM_cosa vedere nel deserto della Giordania

Wadi Rum: una delle cose da vedere in Giordania

GIORDANIA: itinerario di viaggio di 7 giorni

Una settimana sarà sufficiente per visitare le principali cose da vedere in Giordania.
Per raggiungerle sarà necessario spostarsi in auto ma le strade sono buone ed il paesaggio è talmente bello e vario che non avrai il tempo di annoiarti.

Volendo puoi limitare il tour a 5 giorni ma dovrai probabilmente saltare alcune tappe come Aqaba, Madaba, il Monte Nebo ed i castelli della Giordania.

Ti propongo brevemente l’itinerario di viaggio di 7 giorni che ho percorso in Giordania:

  • PRIMO GIORNO: arrivo in Giordania e visita di Amman (in base all’orario di arrivo)
  • SECONDO GIORNO: antica città di Jerash e Castello di Ajloun
  • TERZO GIORNO: mosaici di Madaba, Monte Nebo e Castello di Karak
  • QUARTO GIORNO: giornata di relax ad Aqaba
  • QUINTO GIORNO: Wadi Rum e Piccola Petra
  • SESTO GIORNO: Petra
  • SETTIMO GIORNO: relax sul Mar Morto e canyoning nel Wadi Mujib
colonne lungo il cardo massimo di jerash

Colonne lungo il cardo massimo di Jerash

MAPPA DELLA GIORDANIA: cosa vedere in 7 giorni

In questa mappa della Giordania potrai farti un’idea dell’itinerario che ho seguito nel mio viaggio di 7 giorni.
Come potrai vedere, le cose da vedere in Giordania sono principalmente concentrate nella zona centro-settentrionale del paese ma alcune sono situate anche più a sud.

mappa della giordania: cosa vedere in 7 giorni e itinerario

Mappa della Giordania: itinerario di 7 giorni

ORGANIZZARE UN VIAGGIO FAI-DA-TE IN GIORDANIA

Organizzare un viaggio fai-da-te, contrariamente a quanto molti credono, è assolutamente fattibile e risulterà più facile del previsto. Questo perché le principali cose da vedere in Giordania sono più o meno sempre quelle. Te ne accorgerai facilmente sfogliando i programmi di alcuni tour operator.

La Giordania offre siti interessanti e anche piuttosto differenti l’uno dall’altro ma, diciamocela tutta, quelli di notevole interesse non sono poi moltissimi. Questo, in un certo senso, è sicuramente un vantaggio perché renderà più semplice la pianificazione del tuo tour.

Sfogliando le guide turistiche (io ho utilizzato la Lonely Planet) o leggendo i racconti di altri viaggiatori, scoprirai poi diverse escursioni al di fuori dagli itinerari classici del turismo di massa. Se sei amante del trekking, per esempio, troverai molte proposte nella Riserva del Dana, se vorrai dedicarti al relax scoprirai strutture ad Aqaba o sul Mar Morto, se vorrai assaporare l’avventura potresti fare canyoning nel Wadi Mujib, etc.

Un itinerario di 7 giorni sarà sufficiente per scoprire le principali cose da vedere in Giordania.

Il Tesoro di Petra: cosa vedere in un giorno

Il Tesoro di Petra in Giordania

Noleggiare l’auto in Giordania

Il mio suggerimento per visitare al meglio la Giordania è di prendere a noleggio un’automobile (prenotala dall’Italia).
Viaggiare è piacevole sia per gli splendidi paesaggi che ti circonderanno e sia perché difficilmente troverai traffico (se non ad Amman).

L’unico “inconveniente” è che dovrai premunirti di una patente di guida internazionale che viene rilasciata solo alla Motorizzazione in Italia.

Molti viaggiatori optano, invece, per il noleggio di un’auto con autista incluso. Sicuramente è una soluzione molto comoda anche se più costosa.

Situazione politica e sociale in Giordania

Il paese, contrariamente a quanto molti immaginano, è assolutamente tranquillo e sicuro. La situazione politica dei paesi circostanti è notoriamente molto delicata ma qui, in Giordania, decenni di paziente e abile attività di negoziazione e di promozione di pace in Medio Oriente ha permesso una salda stabilità che rende assolutamente fattibile un viaggio fai-da-te in Giordania (evita comunque le zone di confine).

Sono certo che, già dai primi giorni, ti stupirai della cortesia e della disponibilità che incontrerai nelle persone. I giordani sono davvero cordiali e per nulla invadenti.
Richiameranno di certo la tua attenzione dalle loro bancarelle ma si limiteranno a salutare, a chiedere da dove vieni e ad augurarti una buona permanenza. Perfino per strada o al bar ci è capitato che la gente ci dicesse “benvenuti in Giordania” in modo cortese e senza alcun doppio fine!

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Il Tempio di Giove: cosa vedere a Jerash in Giordania

Come arrivare in Giordania

Raggiungere la Giordania non è difficile adesso che Ryanair ha aggiunto Amman tra le sue destinazioni.

Una volta sopraggiunti in aeroporto ad Amman sarà necessario effettuare il visto. La procedura è semplice, basta mettersi in coda e pagare l’importo dovuto al personale addetto che apporrà il visto sul vostro passaporto. E’ possibile anche richiederlo dall’Italia ma non ne vale assolutamente la pena data la comodità di farlo sul posto!

Moneta

La moneta locale è il dinaro giordano (JD). Trovare l’equivalente valore in euro di un prezzo in JD è piuttosto semplice in quanto 1JD corrisponde a circa 0.95€.
Il cambio in JD potrà essere effettuato solamente una volta arrivati in Giordania. Evita però di cambiare grosse somme all’aeroporto (giusto il minimo necessario per arrivare in città) perché il tasso è assolutamente poco vantaggioso.

Costo della vita in Giordania

I prezzi in Giordania sono ovviamente più bassi rispetto ai nostri standard europei anche se, bisogna ammetterlo, frequentando località turistiche ci si rende rapidamente conto che non sono poi così convenienti come ci si potrebbe aspettare.

Il pranzo a buffet in un ristorante nei pressi del Monte Nebo costerà facilmente sui 15-20 JD e, per una notte in uno degli hotel affacciati sul Mar Morto, potrebbero non essere necessari 50 JD a persona. Se i tuoi standard sono quindi medio-alti, preparati perché non sarà il viaggio più economico della tua vita. Ovviamente si trovano anche molte strutture con prezzi assolutamente convenienti.

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Il panorama dal Castello di Ajlun in Giordania

Quanto costa il viaggio in Giordania

Il costo del nostro viaggio di 7 giorni in Giordania è stato di circa 1300 euro a persona, comprensivo di tutto (hotel, noleggio auto, benzina, ingressi, cibo, souvenir, etc.).
Giusto per fare qualche conto:

  • 35-40€ costo medio a persona in camera doppia (hotel 3 stelle)
  • 120€ costo complessivo ingressi a monumenti/musei (50€ solo per accedere a Petra!)
  • 80€ costo della polizza assicurativa (si consiglia vivamente di stipularla prima della partenza!)
  • 425€ prezzo del volo a/r (non c’era ancora Ryanair)

Dove dormire in Giordania

Lo standard degli hotel non è assolutamente paragonabile a quello europeo. Il concetto di manutenzione e pulizia è sicuramente inferiore anche in hotel di 3 stelle.

Con queste premesse, si possono comunque trovare strutture valide in cui pernottare. Nel diario di viaggio in Giordania, riportato di seguito, troverai il riferimento agli hotel in cui ho dormito.

Cosa mangiare in Giordania

Si va, invece, più sul sicuro se si parla di cibo che, un po’ ovunque, è buono e vario. Nei pressi di siti turistici si trovano ristoranti che offrono pranzi a buffet con numerose scelte di cibo e con una qualità piuttosto buona.

I piatti tradizionali (utilizzano molto le spezie e il riso) sono solitamente serviti al pari di quelli più internazionali per cui troverai facilmente qualcosa da mangiare anche se non ami la cucina araba.

Bancarelle di cibo si trovano un po’ ovunque. Allontanandosi un attimo dalla folla e dalle strade principali, il costo dei pasti scenderà sicuramente.

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Il paesaggio brullo del Wadi Rum: cosa vedere in Giordania in 7 giorni

DIARIO DI VIAGGIO IN GIORDANIA: cosa vedere in 7 giorni

Dopo questa lunga introduzione, ecco il dettaglio delle cose da visitare in Giordania con un itinerario di 7 giorni.
Te le racconterò approfittando del mio diario di viaggio in Giordania.

PRIMO GIORNO: in viaggio verso la Giordania

Il primo giorno è interamente dedicato al viaggio. Partiamo da Milano Malpensa verso le 13.45 e alle 18.40 atterriamo ad Amman. Ritirata l’auto precedentemente noleggiata in Italia, attraversiamo il caos di Amman e raggiungiamo il Crystal Hotel nel quale soggiorneremo le prime due notti. L’hotel è carino e moderno.

Facciamo qualche passo nei dintorni e, data l’ora tarda, ci infiliamo rapidamente in un ristorantino in stile americano anni ’60 in cui mangiamo hamburger e patatine (decisamente una cena poco giordana). I prezzi, stranamente, solo quasi uguali a quelli europei.

La città di Amman in Giordania: cosa vedere in 7 giorni

La città di Amman in Giordania (photo credit Pixabay)

SECONDO GIORNO: Jerash, castello di Ajloun e Amman

In viaggio verso Jerash

Oggi inizia il viaggio vero e proprio in Giordania e la prima meta è costituita dalle splendide e imperdibili rovine romane di JERASH. La strada per raggiungerle, una volta usciti dal traffico della capitale, è ampia e scorrevole e attraversa tutta l’immensa periferia di Amman (che pare non finire mai con tutte quelle palazzine simili le une alle altre) e la campagna circostante.

Venditori di ortaggi, olive e banane si incontrano frequentemente lungo ogni tipo di strada. Salvo questa ed altri piccoli dettagli, non sembra proprio di trovarsi in Medio Oriente, in una località così lontana culturalmente da noi. Poi, finalmente, sbagliamo strada e ci troviamo nel bel mezzo della “nuova” Jerash.

Stradine strette, affollate, nelle quali si accalcano venditori e compratori, motorini che sfrecciano, profumi di cibi cotti, spezie, carretti carichi di melanzane tonde e lucide, capretti sgozzati di recente, bambini curiosi che ci osservano. Ecco, adesso ci siamo. Questo è quello che ci voleva per calarci nella Giordania che ci aspettavamo di trovare.

Ritrovata la retta via e superata la folla, giungiamo finalmente alla nostra meta. Jerash, l’antica città romana di Gerasa, è semplicemente incantevole.

COSA VEDERE A JERASH IN GIORDANIA_itinerario nell'antica città romana

Jerash: cosa vedere in Giordania

Jerash: cosa vedere in Giordania

La bellezza e l’incredibile stato di conservazione delle sue rovine romane, rimaste sotterrate per secoli dalla sabbia, sono davvero rari e la eleggono come uno dei siti romani più interessanti di tutto il Medioriente. Non a caso vanta il nome di “Pompei dell’Asia” ed è la seconda destinazione turistica in Giordania (dopo Petra).

Gerasa, a 45 min di auto da Amman, si trova su una pianura molto fertile e ricca di olivi e piante da frutto. Questo spiega l’interesse che la città suscitò agli occhi degli antichi romani che la conquistarono nel 64 a.C. e la annessero successivamente alla Lega delle Decapoli, l’alleanza delle dieci grandi città romane. Jerash prosperò per secoli grazie al commercio e, con le ricchezze accumulate, vennero realizzate le grandi opere che il tempo ha conservato fino ai giorni nostri.

Strade lastricate, colonnati, templi in cima ad alture, meravigliosi teatri, spaziose piazze pubbliche, bagni termali, fontane e mura interrotte da torri e porte cittadine sono solo alcune delle tante attrazioni che lasciano il visitatore a bocca aperta.

Anche se il sito è molto grande, potrete facilmente tornare all’ingresso (unico punto dal quale è possibile uscire) quando sarete stanchi senza nemmeno dover tornare sui vostri passi.

Il percorso è infatti circolare e, deviando verso il Cardo Massimo, potrete facilmente tornare verso la Porta Sud (dalla quale si accede a Jerash). La visita completa della città richiede circa 3-4 ore ma, se siete di corsa (e sarebbe un vero peccato), potrete fermarvi giusto ai primi grandi monumenti limitandovi ad osservare il resto del sito da lontano.

Per maggiori dettagli su cosa vedere a Jerash clicca sul link.

il foro ellittico di jerash in giordania_cosa vedere

Il Foro ellittico di Jerash in Giordania

Ajloun: uno dei castelli della Giordania

Subito dopo aver pranzato in un ristorantino fuori dal sito (il buffet non era nulla di eccellente), ripartiamo in direzione di AJLOUN (35 minuti di viaggio) per visitare il suo celebre castello (biglietto di ingresso 2JD). Anche qui la folla di turisti (in gran parte giordani!) è notevole.

Resettate per un momento quello che l’immaginario collettivo associa all’idea di “castello”. Siamo abituati, almeno in Italia, ad identificare con questo termine una signorile dimora ricca di merli, torrette, affreschi e saloni d’onore. In Giordania, questo genere di castelli non esiste perché la loro funzione fu prevalentemente quella difensiva-militare e, a differenza delle fortezze europee che, con i secoli, si trasformavano in eleganti palazzi nobiliari, qui questi edifici vennero pian piano abbandonati e lasciati nelle mani degli agenti atmosferici e di qualche pastore che vi si rifugiava durante i temporali.

Fatta questa premessa, ciò che affascina e colpisce il visitatore alla scoperta del castello di Ajloun (o Ajlun o Qal’at Ar-Rabad) sono sicuramente la sua maestosità, le sue mura forti e possenti e la spettacolare vista che regala sulle vallate circostanti.

Il castello fu fatto costruire da uno dei generali di Saladino nel 1184 d.C. per controllare le miniere di ferro locali e scongiurare l’invasione da parte dei Franchi. Ora accoglie il visitatore in rovina, ma rappresenta uno degli esempi meglio conservati dell’architettura militare arabo-islamica medievale.

Tramite un ponte levatoio che attraversa l’ampio fossato, si accede ad una serie di cunicoli scuri, passaggi coperti dalle imponenti volte, torri in rovina affacciate su paesaggi mozzafiato, scale a chiocciola, stanze enormi in cui l’unica luce arriva da strette feritoie e scalette nascoste che portano sulla sommità di terrazze.

La visita del Castello di Ajloun, una delle cose da vedere in Giordania in un itinerario di 7 giorni, è molto avventurosa ed è divertente scoprire sempre qualcosa di nuovo e qualche passaggio che conduce chissà dove. L’edificio è stato più volte ristrutturato negli ultimi decenni e i lavori procedono per il recupero di molte aree non ancora visitabili. Il complesso si presenta quindi ai visitatori sotto forma di rovine affascinanti, splendide e trasudanti storia.

Per il mio articolo di dettaglio su cosa vedere al Castello di Ajloun clicca sul link

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Il Castello di Ajloun in Giordania

Amman: passeggiata serale in città

Terminata la visita di Ajloun (circa un’oretta), rientriamo in hotel e ci prepariamo per un giretto by night di Amman.

Forse per via della festività del primo maggio, per le strade e le piazze di Amman ci sono moltissime persone. L’atmosfera è serena e piacevole. I bambini giocano con la palla, i ristoranti sono affollati di persone e lo splendido Teatro Romano è gloriosamente illuminato davanti ai nostri occhi eccitati e alla folla che, per abitudine, vi passa accanto indifferente.

Salvo questa ed altre rovine romane, un bel museo e i suoi mercati, la capitale della Giordania non ha molto da offrire ai visitatori. Per questo motivo, molto spesso il tour organizzati la saltano completamente o vi dedicano giusto una mattinata. C’è purtroppo da dire che non presenta caratteristiche particolarmente attrattive essendo quasi completamente costituita da edifici simili realizzati negli ultimi decenni. La vitalità e i profumi che si incontrano nelle strade del centro sono però unici ed avvolgenti.

Ceniamo in un localino consigliato sulla Lonely Planet che, per coincidenza, è lo stesso che avevamo adocchiato poco prima spostandoci in auto. E’ una terrazza affacciata su una delle stradine più affollate della capitale. Poco dopo aver ordinato la cena, una coppia di musicisti inizia ad intonare canzoni giordane. Il locale è frequentato da turisti ma anche da giovani coppie della zona e da famiglie intente a fumare il narghilè. L’atmosfera è davvero molto suggestiva!

Area archeologica di Amman in Giordania

Area archeologica di Amman (photo credit Pixabay)

TERZO GIORNO: Madaba, Monte Nebo, Gola del Wadi Mujib e castello di Karak

Madaba: i mosaici più belli della Giordania

Questa mattina si lascia la capitale e si parte per il sud. La prima tappa è sicuramente la piccola cittadina di MADABA (40 minuti di viaggio), situata lungo la Strada dei Re.  Sembra uno dei tanti villaggi giordani, privo di interesse e caratterizzato da edifici bruttini eretti negli ultimi decenni. Ma questa città offre molto di più di quello che sembra ad una prima occhiata. Già perché quello che attira frotte di visitatori si trova, o meglio si trovava, sotto terra.

Madaba, infatti, è conosciuta come la “Città dei Mosaici“.

Nell’intento di gettare la fondamenta delle nuove case, si scoprirono alcuni importanti mosaici andati perduti nel tempo. In seguito al rinvenimento nel 1897 del mosaico più famoso che raffigura la cartina della Terra Santa, a Madaba si susseguirono numerose spedizioni archeologiche che durano ancora ai giorni nostri.

Entrati in città, un comodo parcheggio situato nei pressi del Centro Visitatori, sarà il vostro punto di partenza alla scoperta dei numerosi mosaici disseminati qua e là per la cittadina. Dopo un centinaio di metri si trova l’interessantissimo Parco Archeologico I che conserva al suo interno una collezione di mosaici sia locali che rinvenuti nei dintorni.

All’interno di questo parco sono inglobate la chiesa del profeta Elia, la sala di Ippolito, una ricca residenza bizantina del VI secolo e la Chiesa della Vergine Maria, ricche di mosaici strepitosi e splendidamente conservati, raffiguranti una lussureggiante profusione di fiori e piante, uccelli e pesci, animali e bestie esotiche, nonché scene a carattere mitologico e ispirate ad attività quotidiane come caccia, pesca e agricoltura. Le tessere, realizzate con pietre differenti sulla base del colore necessario all’artista, conservano ancora i bei colori di un tempo.

All’ingresso ci affianca un custode, al quale lasceremo poi una mancia, che ci accompagna per mano tra i mosaici, spiegandoceli in un inglese molto semplice e andando perfino ad inumidirli con uno spruzzino per farci apprezzare la gamma cromatica.

Ora la visita ha tutto un altro significato! Al termine ci accompagna nel laboratorio artigianale Madaba Institute For Mosaic Art & Restorations (MIMAR) che si trova al di là della strada.
La nostra guida improvvisata ci mostra il metodo di lavorazione dei mosaici e le realizzazioni degli artigiani senza fortunatamente insistere nella vendita (fidatevi, è molto cortese e non sarà invadente!).

madaba museo archeologico

Museo Archeologico di Madaba: itinerario in Giordania

Più avanti si raggiunge la Chiesa di San Giorgio , il punto cruciale della vostra visita a Madaba. Immaginatevi lo stupore della comunità cristiana, intenta a scavare per la costruzione di una nuova chiesa, quando, nel 1897, portarono alla luce la nota mappa-mosaico di Gerusalemme e della Terra Santa risalente al VI secolo. Con i suoi due milioni di tessere di pietra vividamente colorata, essa raffigura colline, valli, villaggi e città fino al delta del Nilo.

I visitatori fanno la fila per vedere questa meraviglia ed è un peccato che non facciano una breve tappa anche al Parco Archeologico che, a mio avviso, è molto più ricco ed interessante.

Se avete ancora del tempo da dedicare alla visita (fino ad ora ci avrete messo circa 1-1.30 ore), proseguite per le strade in leggera salita del centro cittadino fin verso il Dar al-Saraya, un bel palazzo ottomano ristrutturato per ospitare il Museo di Madaba (al momento il palazzo è chiuso al pubblico e il museo si trova in un altro edificio della città), con davanti un altissimo albero di Natale (curiosamente presente per tutto l’arco dell’anno)

Poco oltre, si incontra una grande chiesa dedicata alla Decapitazione di S. Giovanni Battista, costruita all’inizio del XX secolo utilizzando, in parte, alcune pietre provenienti da antichi edifici in rovina. Se l’interno del santuario non è particolarmente interessante, all’esterno si trovano diverse colonne romane, capitelli e altri resti antichi.

Nel Museo dell’Acropoli, allestito sotto la chiesa (si accede tramite una scala sulla destra della facciata), si trova un suggestivo pozzo antico di 3000 anni dove è ancora possibile estrarre l’acqua tramite un secchio e alcuni resti degli edifici preesistenti. Per coloro che non temono il caldo e un po’ di fatica, è possibile inoltre salire sul campanile e ammirare la vista sulla città (noi non siamo riusciti perché in chiesa si teneva una funzione per un gruppo numerosissimo di boy scout).

Per maggiori informazioni su cosa vedere a Madaba clicca sul link.

mosaico madaba

Il mosaico con la Terra Santa

Monte Nebo: cosa vedere

A pochi chilometri da Madaba, si raggiunge il MONTE NEBO (viaggio di 15 minuti). Migliaia di anni fa, Dio condusse Mosé su un monte e, da lassù, gli mostrò finalmente la Terra Promessa, la terra per la quale gli Israeliti erano fuggiti dall’Egitto e per la quale avevano superato innumerevoli disavventure e disagi attraversando mari e deserti.

Giungendo oggi sul Monte Nebo, il luogo che gli storici e la tradizione associano al monte sul quale Mosé osservò la terra promessagli, sembrerebbe quasi che Dio si sia preso gioco del suo popolo. Già perché da quassù la vista spazia su colline e vallate desertiche e disseminate di rocce.

Lontano si scorgono le acque del Mar Morto (che per definizione non ospitano pesci e non permettono l’attività di pesca) e una valle, più verde delle altre, nella quale scorre il fiume Giordano.

Probabilmente un tempo questi luoghi erano più verdeggiati di quanto lo siano adesso e il grande fiume che separa la Giordania da Israele aveva una portata d’acqua di gran lunga superiore a quella attuale. Attraversato il cancello di accesso e acquistato il ticket, ci si incammina tra piante di ulivo e monumenti di arte contemporanea (tra cui quello più celebre che rappresenta il bastone di Mosé avvolto dal serpente) fin verso le terrazze dalle quali si ammira un bel panorama del territorio circostante.

Bisogna ammettere che non vi è molto da vedere o da fare quassù ma pensare che questo suolo è, in un certo modo, sacro e che su di esso Dio mostrò al suo popolo la terra promessa che, nei secoli a venire, sarebbe divenuta oggetto di contese, guerre e morte, fa certamente riflettere.

Per accedere al mio articolo di dettaglio con cosa vedere al Monte Nebo clicca sul link.

monte nebo cosa vedere

Il Monte Nebo in Giordania

Gole del Wadi Mujib

Con la pancia piena affrontiamo uno dei viaggi più lunghi del nostro itinerario di 7 giorni in Giordania che ci condurrà, in serata, ad Aqaba. Sull’Autostrada del Deserto sicuramente il viaggio sarebbe più rapido e comodo ma l’antica Strada dei Re offre un incredibile e variopinto susseguirsi di paesaggi.

Terreni coltivati lasciano il passo a montagne brulle, spettacolari wadi, prati disseminati di fiori gialli, tranquilli villaggi, deserti pietrosi e qualche rovina. Il punto più spettacolare è sicuramente la profonda GOLA DEL WADI MUJIB in cui la strada scendere e risale poi sui versanti riarsi del fiume per diversi chilometri. L’ampiezza, il silenzio e la pace di questi spazi battuti dal vento e dal sole è incredibile e, fermi su una delle terrazze panoramiche, non vogliamo deciderci a riprendere il viaggio.

Castello di Karak: cosa vedere in Giordania

Dopo ore dal Monte Nebo, raggiungiamo il CASTELLO DI KARAK (o Kerak) che si erge orgoglioso e possente su uno sperone di roccia. Appena trovato parcheggio nei pressi dell’ingresso, dal bar della piazza un anziano seduto al tavolo ci saluta in modo cortese, ci chiede da dove veniamo ed esclama “Benvenuti a Karak!”. Bisogna proprio ammettere che questi giordani sono molto ospitali!

La fortezza, edificata dai crociati nel 1161, divenne una delle roccaforti più importanti nella guerra contro gli infedeli. In tutto il castello, le scure e rozze opere murarie dei crociati contrastano con quelle più chiare e finemente lavorate realizzate dagli arabi che, nei secoli successivi, apportare diversi interventi migliorativi alla fortezza.

Oggi la roccaforte di Karak è un insieme di affascinanti rovine, cunicoli scuri, lunghe gallerie, piccole feritoie, archi in pietra e scalinate disseminate di fiori ed erbacce che crescono qua e là tra le rocce.  Ed è possibile perdersi in questi oscuri cunicoli, i cui meglio conservati si trovano sotto terra, e avventurarsi tra queste rovine come dei piccoli esploratori.

Se volete un consiglio, lasciate da parte la guida (tanto non riuscirete ad identificare gli ammassi di pietre e i cunicoli) e lasciatevi trasportare da ciò che più stuzzica la vostra fantasia e non trascurate di sostare, di tanto in tanto, lungo i bastioni e le terrazze per ammirare lo splendido panorama del Wadi Karak o del villaggio sottostante.

Per maggiori informazioni sul Castello di Karak clicca sul link.

mura del castello di karak

Il Castello di Karak

Aqaba

Dopo altre 3.30 ore di viaggio lungo l’Autostrada del Deserto, raggiungiamo infine Aqaba all’imbrunire. Domani è venerdì, perciò lungo i marciapiedi passeggiano migliaia di persone mentre, nelle strade, auto e taxi continuano a sfidarsi a colpi di clacson. Ci sistemiamo presso il Captain’s Tourist Hotel, un bell’hotel, seppur dall’arredamento fuori moda, nel centro della città.

Ceniamo a base di pesce nel ristorante dell’hotel e passeggiamo poi sul lungomare affollato di persone che chiacchierano sedute sulla spiaggia. Molte donne qui, rispetto ad Amman, hanno il volto completamente coperto dal velo e alcune, addirittura, indossano il burqa. Pur mostrandoci rispettosi e aperti alle culture degli altri paesi, è inevitabile fermarsi a riflettere sulla condizione delle donne nei paesi del Medio Oriente. Tanto più perché le ragazze del nostro gruppo, che indossano abiti estivi dato il caldo afoso, sono pesantemente oggetto dell’attenzione di ogni uomo che incontriamo lungo il cammino.

Edifici nel centro di Aqaba in Giordania: cosa vedere

Edifici nel centro di Aqaba in Giordania: cosa vedere

QUARTO GIORNO: Aqaba

Frenetica, dinamica, luminosa e divertente. Queste sono solo alcune delle caratteristiche che fanno di AQABA una delle mete turistiche preferite per i giordani e per tutti i viaggiatori alla ricerca di qualche giorno di relax. Qui si respira un clima vacanziero, raro da incontrare altrove, certamente dovuto al fatto che essa rappresenta l’unico sbocco che la Giordania ha sul Mar Rosso.

La particolarità di questo luogo sta nel fatto che, in pochi chilometri di costa, si affacciano numerosi stati: Egitto, Israele, Giordania ed Arabia Saudita. Dall’altro lato del mare, ad esempio, è facile scorgere Eilat (Israele) con le sue luci notturne e, se il cielo è terso, anche il Monte Sinai (Egitto).

Relax al Berenice Beach Club: spiagge di Aqaba

Palme, spiagge, locali notturni, grandi alberghi, stabilimenti balneari, piscine e alte temperature per buona parte dell’anno fanno di Aqaba un luogo ideale in cui concedersi una sosta durante il tour in Giordania.

Diciamocela tutta: chi viene ad Aqaba ha in mente solo mare e relax. Poco importa quindi se la città offre qualche attrazione storica e una bella moschea (ben illuminata al calar del buio) perché, con il caldo e l’afa che caratterizzano la città, il desiderio è più orientato ad una piacevole immersione nelle limpide acque della costa.

Il miglior modo per godere della “vita di mare” è certamente quello di rifugiarsi nelle curate spiagge dei resort o in uno degli stabilimenti balneari che si trovano poco più a sud lungo la costa. Noi siamo andati al Berenice Beach Club, un bel centro a pagamento (7 JD prezzo convenzionato con l’hotel) che fornisce, come i suoi concorrenti, ogni sorta di confort: tre piscine, bar, ristorante, spiaggia curata, lettini e ombrelloni, possibilità di effettuare immersioni o escursioni in mare e un pontile per raggiungere e oltrepassare la barriera corallina.

Lungo la costa a sud di Aqaba se ne incontrano molte di queste strutture, tutte comodamente collegate alla città tramite navette gratuite (concordate in hotel). In mare si trova una barriera corallina con coralli, piante acquatiche e diversi pesci colorati. Non immaginatevi gli splendori marini per i quali il Mar Rosso in territorio egiziano è tanto famoso. Qui è tutto sottodimensionato ma è pur sempre piacevole concedersi un bel bagno tra le popolose e cristalline acque del mare.

Sono poco consigliate, invece, le spiagge pubbliche che, oltre ad essere sporche e piuttosto bruttine non sono particolarmente adatte al gentil sesso che sarà pesantemente oggetto di sguardi indiscreti. E non basteranno di certo una maglietta e un paio di calzoncini (non parliamone se azzardate il costume da bagno!) per passare inosservate perchè qui le donne girano spesso coperte da veli e da lunghe tuniche scure. Le più “emancipate” entrano in acqua con tute simili a quelle dei sub (velo incluso) che le ricoprono completamente.

cosa vedere ad aqaba in giordania

Stabilimento balneare di Aqaba

Aqaba by night

La vita ad Aqaba è frenetica, specialmente la notte. Vi si trovano numerosi negozi, ristoranti, bar, chioschi e bancarelle. Sbucano qua e là le catene di fast food e grandi marche dell’abbigliamento. Pur essendo uno dei luoghi più dinamici dell’intera nazione, non aspettatevi di trovare una Las Vegas… tenete conto che siete comunque in una città giordana!

Così, incuriositi, entriamo e scopriamo un modo tutto particolare di preparare il gelato. Si tratta quasi di una pasta che viene ripetutamente battuta con un bastone e, prima di essere servita, viene spolverata di granella di pistacchi. Davvero molto curioso!

Per maggiori informazioni su Aqaba clicca sul link.

Moschea di Aqaba: cosa vedere

La moschea di Aqaba: cosa vedere

QUINTO GIORNO: Wadi Rum e Piccola Petra

La mattina partiamo per il WADI RUM dove avevamo già prenotato un tour guidato in 4×4.

Già prima di raggiungere il villaggio (viaggio in auto da Aqaba di circa 1.15 ore) e di addentrarci nel cuore del deserto, un paesaggio lunare e strabiliante ci accompagna fin verso il Centro Visitatori (dove è necessario acquistare i biglietti di accesso all’area), dietro al quale si stagliano i Sette Pilastri della Saggezza, un massiccio roccioso dalle forme spettacolari che prende il nome dal titolo del libro scritto da Lawrence d’Arabia. Le premesse, credetemi, sono già una promessa di ciò che vi attenderà più avanti.

Quando pensiamo al deserto, normalmente ci immaginiamo distese sterminate di sabbia e dune. Il deserto del Wadi Rum in Giordania, invece, offre molto di più.

In questo luogo, scavato in modo superbo dall’acqua e dal vento, si trovano paesaggi favolosi e incontaminati fatti di alte dune di sabbia, montagne rocciose dalle forme incredibili, stretti canyon dalle mille sfumature di colori, fonti d’acqua inerpicate tra le alture, impressionanti archi di roccia, incisioni rupestri di 4000 anni fa e tanti altri spettacolari tesori.

Questi luoghi così ostili furono abitati anche da T.E. Lawrence (Lawrence d’Arabia) durante la Rivolta Araba contro gli Ottomani nella Prima Guerra Mondali. Egli li descrisse come “vasti, echeggianti e simili ad una divinità“. Noto anche come “Valle della luna“, il deserto del Wadi Rum è meta obbligatoria per chi visita la Giordania e rappresenta una delle attrazione di maggior impatto e, sicuramente, una delle più emozionanti.

Vi sono diversi modi per visitare il deserto: noleggiando presso il Centro Visitatori un 4×4 completo di autista, salendo in groppa ad un cammello che vi sobbalzerà tra le vallate, osservandolo dall’alto di una mongolfiera mentre il sole sorge e tinge di rosso il paesaggio, lasciandovi trasportare dai vostri piedi durante una bella escursione o trascorrendo una notte negli accampamenti beduini alla scoperta del silenzio che avvolge il deserto.

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Un arco nel deserto del Wadi Rum in Giordania

Visitare il Wadi Rum con Cassic Wadi Rum Tours

Prima della partenza mi sono messo in contatto con Classic Wadi Rum Tours, un piccolo tour operator locale ben referenziato su Tripadvisor, con il quale ci siamo accordati per una soluzione ottimale di visita, plasmata sulle nostre esigenze.

Ci siamo dati appuntamento al Centro Visitatori e, seguendo la guida, ci siamo avviati verso il villaggio dove siamo stati accolti in un’abitazione privata nella quale ci è stato illustrato il programma. Il nostro pacchetto prevedeva un tour della durata di 4-5 ore con guida/autista privato (parlante inglese).

Veniamo adesso alle principali attrazioni del Wadi Rum, tutte toccate durante il nostro tour di 4-5 ore a bordo del 4×4:

  • Sorgente di Lawrence (Ain Ash-Shallalah): poco oltre il villaggio di Rum, nei pressi di un moderno serbatoio per l’acqua, inizia un affascinante percorso tra le rocce
  • Ain Abu Aineh: questa piccola fonte d’acqua non offre molto se non una fenditura orizzontale nella roccia dalla quale sgorga acqua e cresce vegetazione. Il fascino di questo posto, però, sta prima nell’impegnativa salita che dovrete percorrere per raggiungerla (circa 20 minuti di vera e propria arrampicata tra i massi perché il sentiero non esiste) e poi per il fantastico panorama che si gode sul Jebel Khazali. La fatica è molta, specialmente sotto il sole, e perfino le sbucciature ma ne vale assolutamente la pena!
  • Casa di Lawrence (Al-Qsar): un gruppo di rovine ammassato ad una grande roccia è ciò che rimane di quella che, secondo la leggenda, fu la dimora di Lawrence nel Wadi Rum. La vista sulle dune di sabbia rossa è molto bella e la si può godere stando seduti a riposare nella vicina tenda beduina sorseggiando un bicchiere di tè caldo.
  • Dune di Al-Hasany: sono le dune di sabbia più spettacolari del Wadi Rum e, seppur occupino una superficie limitata, si elevano per molti metri accumulandosi contro le pendici del Jebel Umm Ulaydiyya. La salita è faticosa (15 minuti) ma camminare tra questa sabbia immacolata e raggiungere la vetta, dalla quale si domina il paesaggio circostante, è un’emozione unica.
  • Iscrizioni di Anfaishiyya: le incisioni di cammelli, guerrieri e animali che ricoprono un tratto dell’enorme parete rocciosa ricordano che queste zone sono abitate da millenni.
  • Ponte di roccia di Burdah: questo spettacolare ponte di roccia alto quasi 80 metri lascia davvero senza fiato e, per i più coraggiosi, se non ho capito male, è pure possibile raggiungere la vetta.
  • Ponte di roccia di Umm Fruth: decisamente più piccolo del precedente, questo ponte può essere facilmente scalato e risulta particolarmente fotogenico per una bella foto ricordo.
  • Siq del Jebel Khazali: questo spettacolare canyon offre un fresco riparo alla calura del deserto ed è possibile addentrarsi all’interno della montagna per circa 150 metri arrampicandosi tra qualche roccia e saltando le pozzanghere d’acqua che si formano naturalmente.

Per maggiori informazioni accedi alla scheda dettagliata con le informazioni su cosa vedere nel Wadi Rum.

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Duna di sabbia nel Wadi Rum

Piccola Petra: tappa nell’itinerario di 7 giorni in Giordania

Con gli occhi ancora pieni di meraviglia (il Wadi Rum è stato votato da qualcuno del gruppo come il più bel luogo visitato durante il tour) salutiamo la nostra disponibilissima guida e ripartiamo in direzione di SIQ AL-BARID (viaggio in auto 2.30 ore), meglio conosciuta come PICCOLA PETRA.

La splendida e leggendaria città di Petra, in Giordania, presenta anche una versione più minuta e modesta, ma non per questo meno affascinante. Piccola Petra, conosciuta anche come Petra la Bianca (Beida), è un luogo magico e tranquillo in cui le orde di turisti arrivano solo di rado.

A differenza di Petra, nella quale i nabatei vivevano e seppellivano i propri morti, questo luogo fu progettato per ospitare le carovane provenienti dall’Arabia e dall’Oriente, di passaggio verso la Siria o l’Egitto. I nabatei scavarono inizialmente delle semplici grotte nell’arenaria destinate ai viaggiatori che qui potevano sostare dopo la traversata del deserto del Wadi Rum. Col tempo, esse divennero sempre più grandi ed elaborate, andando a rivaleggiare in bellezza con gli edifici di Petra.

Superate le bancarelle dei venditori di cibo e di souvenir, tutta l’area archeologica è collocata all’interno di uno stretto Siq che, in alcuni punti, si stringe fino a far passare a malapena un uomo. L’ingresso è assolutamente libero e gratuito (i cancelli aprono la mattina presto e chiudono all’imbrunire).

I passi procedono silenziosi sulla sabbia fine e conducono a diverse grotte adibite ad abitazioni, scavate nella pietra, con portali di ingresso più o meno elaborati. Quasi tutte le abitazioni erano composte da un’unica grande stanza con uno spazio al centro per accendere il fuoco e con dei lunghi blocchi di pietra sui quali venivano sistemati i materassi. Esse furono in seguito utilizzate anche dai beduini per sostarvi con i propri greggi di capre e pecore e, con la fuliggine dei loro focolari, andarono ad annerire l’arenaria bianca e oscurare gli affreschi che decoravano alcune delle stanze.

L’edificio più bello ed imponente è di certo la Casa Dipinta che spicca fiera al centro del canyon, ben conscia di non avere rivali ed eguali in tutta Piccola Petra. E’ possibile arrampicarsi lungo i gradini che conducono alla sala superiore, toccare con mano la pietra scavata sapientemente dai nabatei e scoprire alcune tracce di affresco sopravvissute al passare dei secoli (le uniche rinvenute in tutta la zona).

Ad un certo punto il Siq si restringe improvvisamente e, all’interno di questo stretto passaggio, parte una scalinata che sembra finire tra le nuvole.

Ad ogni modo, consiglio vivamente di venire a visitare Piccola Petra che, molto spesso, viene esclusa dal turismo di massa che, per rispettare le tempistiche del programma, si concentra unicamente (e giustamente) sulla ben più famosa Petra. Venite però ad esplorarla prima di dirigervi a Petra altrimenti la poveretta non reggerebbe il confronto e potreste rimanerne delusi. Vi chiederete allora perché visitarla. Beh, credo che valga comunque la pena di trascorrere a Piccola Petra un’oretta del vostro tempo perché l’aria tranquilla, mistica e raccolta che qui si respira è difficile da avvertire a Petra.

Per maggiori informazioni visita la mia scheda dettagliata su come visitare e cosa vedere a Piccola Petra.

casa dipinta di piccola petra in giordania

Piccola Petra: la Casa Dipinta

Wadi Musa: dove dormire vicino a Petra

Il Tetra Tree Hotel nel quale soggiorniamo a Wadi Musa è un albergo di tre stelle moderno, ben organizzato e con personale cortese (il migliore hotel del viaggio in Giordania). Dalla finestra della camera si ha inoltre una bella vista sui tetti della città e, al tramonto, il panorama è impareggiabile.

Quando usciamo per cena ci stupiamo di come la cittadina sia estremamente tranquilla. Essendo il punto di appoggio per tutti coloro che si recano a Petra, ci saremmo aspettati una folla di turisti ma, in realtà, ci sono pochissime persone. Ceniamo molto bene in uno dei ristorantini del “centro” e, dopo un breve giro tra i negozietti di souvenir, ci lanciamo nel letto. Domani ci aspetta Petra… che emozione!

SESTO GIORNO: Petra

La bellezza e l’unicità di PETRA, una delle principali cose da vedere in Giordania nonché maggiore attrattiva turistica di questo paese, è difficile da spiegare nonostante siano stati scritti già fiumi di parole.

Gigantesche montagne dalle incredibili sfumature del rosso furono scavate prima dalla natura stessa e, successivamente, dalle laboriose e delicate mani dei Nabatei, il popolo che si insediò a Petra oltre 2000 anni fa e che ne fece ciò che oggi possiamo ancora ammirare.

E’ con una certa trepidazione e una mastodontica aspettativa che ci si avvicina al Centro Visitatori (orario estivo di apertura dalle 6 alle 18), proprio oltre il centro abitato di Wadi Musa. Si tratta dopotutto di uno dei monumenti più famosi al mondo, dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1985 e incoronato come una delle “Sette meraviglie del mondo moderno” nel 2007. Come si può non avere una specie di timore reverenziale nell’accedervi?

Nonostante le mappe diano una visione piuttosto complicata del percorso da seguire all’interno di Petra (all’ingresso viene consegnata anche una brochure con una cartina più semplice di quelle presenti nelle guide), gironzolare per questo sito è più facile del previsto per almeno un paio di motivi:

  • il primo è che il Siq e la vallata fanno da percorso naturale per la visita senza per questo tralasciare le principali attrazioni
  • in secondo luogo, l’orda di turisti segue grosso modo lo stesso itinerario quindi è sufficiente seguire il resto della folla per capire quale sarà anche la vostra prossima tappa

Quasi tutti i turisti si fermano per un’intera giornata e questo ti permetterà di visitare tutti i monumenti principali di Petra.

La storia di Petra è curiosa e ricca di avvenimenti. E ci si chiede come questa città potesse essere tanto ambita nonostante il luogo arido ed ostile in cui fu collocata. Nonostante ciò, da qui passarono nabatei, romani, bizantini e crociati finché, nel XII secolo, venne lasciata a se stessa. Solo nel 1812, la città fu riscoperta dall’esploratore svizzero Johann Ludwig Burckhardt.

Vista di Petra dall'alto

Vista di Petra dall’alto

Petra: la visita del sito

Ci si sente, appunto, come dei novelli esploratori quando ci si accinge ad attraversare il Siq. Questa stretta gola, lunga più di un chilometro, rappresenta l’ingresso principale alla città.  Il passo si affretta lungo la strada lastricata dagli antichi romani che procede leggermente in discesa e che conduce al cuore di Petra.

Le pareti del canyon si stagliano alte verso il cielo con le loro infinite sfumature di rosso, verde, grigio e giallo. L’emozione aleggia nell’aria ed è facile percepirla. Dietro ogni curva potrebbe apparire ciò che ogni visitatore sogna un giorno di vedere con i propri occhi.

Una sciocca e persistente musichetta risuona sulle labbra e ci si sente davvero un po’ come Indiana Jones alla scoperta di antichi misteri. Poi il Siq, laggiù, giunge alla fine e il cuore palpita sempre più velocemente. Il Tesoro si erge davanti ai nostri occhi luminosi e alle nostre bocche leggermente spalancate.

Ecco quindi un elenco delle principali cose da vedere a Petra in Giordania:

  • Via delle Facciate: incontrerete centinaia di tombe scavate nella roccia. I colori e le sfumature sono stupefacenti e la grandiosità di questo ammasso di tombe, qualcuna molto semplice ed altre con eleganti portali di accesso, è davvero incredibile
  • il Teatro, scavato nelle pareti della roccia
  • Altura del Sacrificio: una camminata di circa 30 minuti in salita vi condurrà tra canyon naturali e vi regalerà splendide vedute sulla vallata. Una volta raggiunta la cima (quando raggiungete il grande obelisco curvate a destra) troverete una serie di rovine e una grande piattaforma, scavata dall’uomo, con l’altare sacrificale sul quale i nabatei svolgevano le funzioni più sacre
  • Tombe Reali: sorgono su un versante della vallata e dominano dall’alto tutta la città. Si tratta delle tombe più belle e spettacolari del sito, anch’esse scavate nella roccia rossastra
  • Area romana: la Strada Colonnata, in cui la pavimentazione originaria combatte con la sabbia per non venire nuovamente sepolta, conduce trionfalmente verso alcune splendide rovine. Vi sono, tra gli altri, il Ninfeo, il Palazzo Reale (di cui rimangono solo pochi ruderi), il Tempio dei Leoni Alati e il Grande Tempio
  • Monastero: una salita di 800 gradini vi porterà, serpeggiando tra spettacolari rocce, ad un’altra delle attrazioni più famose di Petra. Il magnifico Monastero è molto simile al Tesoro ma è stato scolpito nella pietra gialla

Per maggiori informazioni clicca sulla mia scheda completa su come visitare Petra.

Cosa vedere a Petra in un giorno con l'itinerario di visita

Il Monastero di Petra: cosa vedere in Giordania

Mar Morto in Giordania

E’ il momento di risalire in direzione del Mar Morto che raggiungeremo dopo circa 3.40 ore di viaggio da Petra. Soggiorneremo all’hotel Winter Valley Warwick Resort & Spa.
Trovandosi in una zona di confine con Israele, tutta l’area è oggetto di forti controlli militari. Sono numerosi i posti di blocco e i soldati in circolazione.

La zona a nord-est del Mar Morto, in territorio giordano, ha colto al volo le opportunità turistiche di questa risorsa naturale e si è strutturata con grandi alberghi e resort di lusso per soddisfare ogni genere di esigenze.

Per la verità è l’unica zona del Mar Morto nella quale trovare strutture di un certo rilievo, spiagge e un minimo di turismo. Non vi sono però centri abitati o qualche luogo in cui uscire la sera per fare due passi: oltre ad una ventina di hotel, qualche ristorante e un centro commerciale non si trova altro. Puntiamo quindi verso il ristorante del centro commerciale e qui, nonostante l’orario, veniamo accolti gentilmente dal personale che si fa in quattro per venirci incontro e per preparare una bella cenetta.

mar morto_cosa vedere_giordania

Paesaggio del Mar Morto in Giordania

SETTIMO GIORNO DELL’ITINERARIO IN GIORDANIA: Wadi Mujib e Mar Morto

Wadi Mujib: canyoning in Giordania

Rifocillati con un’abbondante colazione, siamo pronti per l’escursione più avventurosa di tutto il viaggio: le gole della RISERVA NATURALE DEL WADI MUJIB ci aspettano!

Avete nella mente lo splendore del Siq che conduce nel cuore di Petra? Riuscite ad immaginarlo attraversato dalle tiepide acque di un fiume? Ecco, questo è quello che vi attende nella Riserva Naturale del Wadi Mujib (viaggio in auto di circa 30 minuti).

La riserva è gestita dal RSCN (Royal Society for the Conservation of Nature), ente che, tra le altre attività, gestisce il Centro Visitatori (situato nel punto in cui il Wadi Mujib sfocia nel Mar Morto) e organizza regolari visite al parco e al canyon. Gli orari di apertura del centro sono indicativamente dalle 9 alle 17 tutti i giorni.

In base alla difficoltà, vi sono diversi tre tipi di percorsi (accessibili solamente dal 01 aprile al 31 ottobre) per la visita all’interno del canyon: Siq Trail, Canyon Trail e Malaqi Trail. Se, invece, non volete bagnarvi, per voi il percorso ideale è l’Ibex Trail (aperto tutto l’anno).

Il percorso più “facile” ed indubbiamente il più battuto dai visitatori (noi compresi) è sicuramente il Siq Trail (l’orario specifico per questa escursione va dalle 8 alle 15). Il sentiero parte esattamente dal Centro Visitatori e, dopo pochi gradini, conduce già tra le tiepide acque che, da lì ad un centinaio di metri, sfociano nel Mar Morto.

Voi, ovviamente, procederete contro corrente lungo un percorso che dura all’incirca tra le due e le tre ore (andata/ritorno) durante le quali camminerete tra le spiaggette del canyon, salterete tra le rocce, vi arrampicherete sui massi, vi tufferete e nuoterete tra le acque blu e verdi del fiume.

L’emozione, l’adrenalina e il divertimento sono assolutamente garantiti. Anche nei punti più difficoltosi riuscirete di certo a trovare un appiglio, una fune o una scaletta che vi porterà all’ostacolo successivo.

La bellezza del paesaggio che vi circonda è incredibile: un canyon stretto e dalle pareti alte circa 60 metri vi accompagna lungo tutto il cammino. Il cielo azzurro, lassù, è così lontano che vi sembrerà di essere tagliati fuori dal tempo e dallo spazio. La roccia, dalle mille sfumature, prende forme incredibili e vi trasmetterà la propria imponenza e maestosità.

Quando, alla fine del percorso, raggiungerete la cascata vi siederete su un masso e vi fermerete a contemplare la selvaggia bellezza di questo luogo e, ne sono certo, mediterete almeno un attimo sull’incredibile forza della natura. Sulla via del ritorno, con la mente più rilassata, apprezzerete ancora di più l’avventuroso percorso e vi lascerete perfino scivolare tra le rocce guidati dalla forza della corrente.

Per informazioni in merito all’escursione e al Centro Visitatori (come arrivare, parcheggio e organizzazione della visita) visita la specifica scheda informativa su come visitare il Wadi Mujib.

Il Wadi Mujib: canyoning in Giordania

Il Wadi Mujib: canyoning in Giordania

Mar Morto: relax

Terminata l’escursione, dedichiamo il pomeriggio al tanto meritato relax nella spiaggia dell’hotel. Dove può capitarvi di fare il bagno nel punto più basso del pianeta? E di trovarvi a galleggiare in modo anomalo sulla superficie dell’acqua se non tra le salate acque del MAR MORTO? Questo luogo straordinario, situato a cavallo tra Israele e la Giordania, raggiunge i 400 metri sotto il livello del mare. E’la depressione più bassa del pianeta.

Le tiepide acque del Mar Morto, non defluendo in alcun emissario, evaporano nell’aria. Depositano così una quantità elevata di sali minerali che donano a questo “mare” una salinità otto volte superiore rispetto a quella degli oceani. Questa caratteristica non consente alcuna forma di vita, fatta eccezione per alcuni tipi di batteri. Da qui deriva il nome “morto” attribuito a questo mare.

Entrando in acqua se ne percepisce facilmente l’elevata densità, dovuta appunto alla concentrazione di sale. E’ proprio questa caratteristica a permettere a chiunque di galleggiare senza alcuno sforzo. Mentre cercherete di immergervi sentirete una forza che vi spinge verso la superficie ed è una sensazione anomala se paragonata ad un normale bagno in mare.

La costa è libera ma sono davvero poche le spiagge attrezzate che vi permettono di accedere serenamente all’acqua. Solitamente sono quelle dei resort che richiedono un prezzo di ingresso non proprio a buon mercato. Quelle libere sono spesso sporche e, non essendo ripulite, potrebbero non invogliarvi così tanto ad entrare o, addirittura, potrebbero rendervi difficile l’accesso.

Per maggiori informazioni sul Mar Morto accedi alla specifica scheda informativa.

Galleggiamento nel Mar Morto in Giordania

Galleggiamento nel Mar Morto in Giordania

OTTAVO GIORNO: viaggio di ritorno in Italia

La mattina partiamo presto in direzione dell’aeroporto di Amman (viaggio in auto di circa 1 ora). Ci attende il volo che ci condurrà in Italia.

Lungo la strada, il paesaggio scorre silenzioso sotto i nostri occhi assonnati e rattristati per la fine del viaggio. Ma nella nostre menti scorrono, impressi come fotografie sulla carta patinata, i mille ricordi di ciò che abbiamo trovato in queste terre.

Dal “benvenuti in Giordania” di un venditore ambulante al gioco di ombre tra i delicati motivi floreali di un capitello caduto a Jerash. Dalla squisita sorpresa nell’assaggiare il primo baklava alla sensazione di smarrimento e impotenza avvertita tra le poderose correnti del Wadi Mujib. Dal sapore rigenerante del tè alla menta dopo aver scalato la più alta duna di sabbia del Wadi Rum all’umiltà provata nel Siq quando le pareti del canyon si aprirono davanti al Tesoro di Petra…

facciata monastero petra

La facciata del Monastero di Petra: cosa vedere in Giordania

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