cosa vedere nei parchi nazionali degli Stati Uniti Occidentali e itinerario di viaggio

COSA VEDERE NEI PARCHI NAZIONALI DEGLI USA OCCIDENTALI: 15 giorni da Los Angeles a San Francisco

Cosa vedere nei parchi nazionali degli USA occidentali? Te lo racconto all’interno del mio diario di viaggio di 15 giorni alla scoperta della west coast, con partenza da Los Angeles e arrivo a San Francisco.

Un viaggio negli USA, l’on the road per eccellenza… e chi non l’ha mai sognato?
Le strade infinite bruciate dal sole, le rocce rossastre del Grand Canyon, le luci accecanti di Las Vegas, gli hamburger, i chilometri macinati guardando fuori dal finestrino… Un viaggio unico che, prima o poi, deve uscire dal cassetto.

Un viaggio alla scoperta di cosa vedere nei parchi nazionali degli USA Occidentali è uno di quei viaggi da fare almeno una volta nella vita.
Ho pensato di raccogliere, in un itinerario di 15 giorni, tutte le principali cose da vedere nella west coast degli Stati Uniti e di raccontarti poi tutti i dettagli e le mie avventure in un diario di viaggio dei parchi della costa ovest degli USA.

»» Preferisci partecipare ad un tour organizzato della west coast di 8 giorni? Questo itinerario tocca le principali città ed i parchi più famosi degli Stati Uniti Occidentali.

Grand Canyon: cosa vedere nei parchi USA Occidentali

Grand Canyon: cosa vedere nei parchi USA Occidentali

COSA VEDERE NEI PARCHI NAZIONALI DEGLI USA OCCIDENTALI: itinerario di 15 giorni

Ti stai chiedendo cosa vedere nei parchi nazionali degli USA occidentali? Il viaggio ti porterà alla scoperta di alcuni tra i parchi più famosi d’America e delle città più sensazionali della west coast.

I chilometri da percorrere per raggiungere le singole tappe dell’itinerario sono molti, a volte troppi. Ma il viaggio on the road è l’anima degli USA.
Lungo il percorso si susseguono paesaggi bellissimi, villaggi dimenticati e le famose stazioni di servizio dove vendono merendine di ogni genere.

Ecco cosa vedere negli Stati Uniti Occidentali con un itinerario di 15 giorni:

  • 1° giorno: volo + Los Angeles
  • 2° giorno: Los Angeles (Universal Studios)
  • 3° giorno: Los Angeles (Santa Monica) + inizio viaggio in auto (pernottamento a Kingman)
  • 4° giorno: Grand Canyon
  • 5° giorno: Grand Canyon + Monument Valley (pernottamento a Page)
  • 6° giorno: Antelope Canyon + Horseshoe Bend + Lake Powell (pernottamento nei pressi del Bryce Cayon)
  • 7° giorno: Bryce Canyon + Zion National Park (solo transito) + Las Vegas
  • 8° giorno: Las Vegas
  • 9° giorno: Death Valley (pernottamento a Bakersfield)
  • 10° giorno: Yosemite National Park (Mariposa Grove)
  • 11° giorno: Yosemite National Park (pernottamento San Francisco)
  • 12° giorno: San Francisco
  • 13° giorno: San Francisco
  • 14° giorno: San Francisco + volo di ritorno
  • 15° giorno: rientro in Italia

Nonostante i tempi siano piuttosto serrati, è bello prendersi qualche piccola deviazione dall’itinerario. Si scoprono così luoghi pazzeschi e si possono fare incontri davvero interessanti.

»» Dove dormire lungo il viaggio? Ti propongo i più economici hotel e motel degli USA in cui ho dormito

La Monument Valley lungo il viaggio fai da te negli USA

La Monument Valley lungo il viaggio fai da te nei parchi USA

COME ORGANIZZARE IL VIAGGIO NEGLI USA COSTA OVEST

Come organizzare un viaggio nella west coast degli USA? Io ho ritirato guide turistiche in biblioteca, scaricato diari di viaggio e letto un bel po’ di blog finché non ho ottenuto l’itinerario di viaggio che faceva per me.

Due settimane sono sufficienti per un bel tour completo della costa ovest degli USA.
I vari luoghi di interesse si visitano anche senza particolare fretta ma bisogna ammettere che il programma è piuttosto serrato e, dati i lunghi tempi di spostamento, non c’è poi molto tempo per rilassarsi.

Se anche tu hai 15 giorni a disposizione e vuoi visitare il più possibile, è buona cosa programmare bene il viaggio e prenotare in anticipo hotel e visite guidate (si risparmia molto tempo/stress).

»» Hai bisogno di raccogliere tutte le informazioni necessarie per organizzare un viaggio negli USA? Clicca sul link che rimanda al mio articolo di dettaglio.

»» Inoltre, se non manca molto alla partenza, ti consiglio di leggere il mio post su cosa fare prima di partire per un viaggio negli USA e cosa portare.

Nei pressi del Lake Powell negli USA

Nei pressi del Lake Powell negli USA Occidentali

DIARIO DI VIAGGIO NEGLI STATI UNITI OCCIDENTALI: cosa vedere da Los Angeles a San Francisco

Dopo averti proposto l’itinerario di viaggio nella west coast degli USA, ti racconto tutte le mie emozioni e tutti i dettagli in questo mio diario di viaggio tra i parchi degli Stati Uniti d’America Occidentali.

PRIMO GIORNO DEL DIARIO DI VIAGGIO NEGLI STATI UNITI OCCIDENTALI: Los Angeles

Ore e ore di viaggio. Non so bene quanto tempo sia durato, ho perso il conto. Partiti da Milano (Linate) alle 7.45 del mattino, con scalo a Londra, arriviamo finalmente a Los Angeles nel primo pomeriggio.
Il sogno americano, molto spesso, parte proprio da qui, dalla città che è considerata la capitale dell’ovest degli USA. Grande, anzi immensa, questa città è il biglietto da visita dell’intera California.

La Walk of Fame di Los Angeles

La Walk of Fame di Los Angeles

Arrivo a Los Angeles: primo giorno del diario di viaggio nel West USA

Il nostro viaggio nel West USA inizia proprio qui, in questa metropoli intasata da un traffico incolonnato lungo viali elegantemente contornati di palme, in questa città dove la periferia non finisce mai ma le cui abitazioni sembrano tutte delle villette (alcune tendono più alla baracca ma di palazzoni nemmeno l’ombra!). In questo luogo dove la maggior parte degli abitanti è di origine ispanica tanto che non pare di essere davvero negli Stati Uniti. Una città fatta di sfarzo e di contrasti.

Preferiamo raggiungere il nostro Hollywood Celebrity Hotel (una buona struttura proprio dietro la Walk of Fame!) in metropolitana perché è la soluzione più economica e, all’apparenza, anche la più comoda. Dall’aeroporto prendiamo lo shuttle bus “G” fino alla stazione della metro (Aviation) e, dopo diversi cambi, raggiungiamo la meta. Che fatica e quante ore (quasi due)! Forse sarebbe stato meglio prendere un transfer dall’aeroporto all’hotel dato che i costi non sono così eccessivi!

Non era evidentemente la soluzione più comoda. Ad ogni modo, il tragitto ci ha regalato un fantastico spaccato sulla società americana: periferie degradate, persone stranissime che salgono in carrozza parlando da sole, gang di afroamericani, bambini con panini del Mc Donald’s a qualsiasi orario e chi più ne ha più ne metta.

La metropolitana, articolata ed interminabile, ci sputa fuori direttamente sulla Walk of Fame, il tratto di Hollywood Boulevard più celebre e più luccicante, che appare splendente sia di giorno che di notte. Proprio come una star. E non a caso! Questa infatti è la strada di Los Angeles con le famose stelle in granito rosa che riportano i nomi dei personaggi più in vista nel mondo dello spettacolo, del cinema e della musica.

E’ divertente cercare qua e là i propri beniamini ma non è altrettanto facile camminare a testa bassa cercando anche di evitare di sbattere contro una Marilyn Monroe in carne ed ossa.

Vi state chiedendo come questo possa essere possibile? Beh, qui si incontrano sosia di ogni tipo: da Superman a Michael Jordan, dalle conigliette di playboy a Michael Jackson, da Jessica Rabbit ai Minions. Ce n’è davvero per tutti i gusti!

Nonostante le 9 ore di fuso orario, la stanchezza e le occhiaie, ci immergiamo ancora una volta in questo caos affascinante prima di rientrare in hotel e svenire nel nostro lettone queen size.

Los Angeles: inizio dell'itinerario negli Stati Uniti Occidentali

Los Angeles: inizio dell’itinerario negli Stati Uniti Occidentali

SECONDO GIORNO NELLA WEST COAST DEGLI USA: Universal Studios di Los Angeles

Universal Studios Hollywood: cosa vedere a Los Angeles

Come si fa a non associare Los Angeles al mondo del cinema? In città ci sono molti studi cinematografici ma i più popolari e turistici sono sicuramente gli Universal Studios Hollywood, la nostra tappa di oggi!

»» Puoi acquistare i biglietti degli Universal Studios direttamente qui!

Arriviamo sul posto con il nostro bel Front of Line Ticket in mano (pass che permette di saltare le code). Lo abbiamo acquistato anche noi on-line.
Varcate le porte di questo parco, vi troverete immersi in decine di set cinematografici: ci sono i Simpson, King Kong, I Minions, Ritorno al Futuro, Jurassik Park, Waterworld…

L’attrazione principale degli Universal Studios Hollywood è lo Studio Tour, una visita di 45 minuti a bordo di un trenino che vi condurrà nei set all’aperto di serie televisive e celebri film.

Le altre attrazioni, che non sono poi così tante (circa una ventina), vanno dagli spettacoli dal vivo ai cinema 3D. Tra gli spettacoli, sicuramente il migliore è Water World in cui gli effetti speciali si sprecano in un mondo fatto di lamiere, acqua e fuoco.

Dove siamo andati per pranzo? Ovviamente al Moe’s di Springfield. Mitico!

Foto di rito agli Universal Studios di Los Angeles

Foto di rito agli Universal Studios di Los Angeles

El Pueblo de Los Angeles

E’ il tardo pomeriggio quando rientriamo in hotel. Andiamo alla scoperta di El Pueblo de Los Angeles, il pittoresco quartiere da cui si sviluppò tutta la città. Qui ci si ritrova immersi nel passato spagnolo e messicano del sud della California. Sembra davvero di essere in un altro mondo, lontano da grattacieli e dalla modernità.

Essendo domenica sera però non c’è anima viva. Dove sono le bancarelle di chincaglierie che affollano Olvera Street, il cuore del quartiere, e le persone che passeggiano nella Plaza de Cultura y Artes?

Proseguiamo il cammino alla ricerca di un po’ di vita e imbocchiamo le strade di Downtown che conducono al City Hall, il municipio cittadino del 1928, fino ad arrivare al Walt Disney City Hall, uno spazio concerti dalla forma decisamente avveniristica tutta acciaio e linee curve.

La sera qui è tutto chiuso e, trattandosi di un quartiere di uffici, non ci sono locali né persone. E’ una gran tristezza, purtroppo. Trasciniamo qua e là le nostre gambe stanche, simili a cotechini modenesi, senza troppo entusiasmo.

Non so se è per via del mega hamburger mangiato al Moe’s oggi a pranzo o se è perché siamo sfiniti, ma non abbiamo neppure la forza di mangiare un boccone prima di andare a letto.

Il quartiere di Downtown a Los Angeles: diario di viaggio

Il quartiere di Downtown a Los Angeles: diario di viaggio negli USA

TERZO GIORNO NEGLI USA OCCIDENTALI: Los Angeles e inizio on the road

Oggi parte il nostro viaggio on the road! Cosa vedere nei parchi nazionali degli USA Occidentali? Lo scopriremo presto.
Ritiriamo l’auto a noleggio (non senza qualche difficoltà) e, per via del bagagliaio troppo piccolo, siamo costretti a ritirare un macchinone enorme e superaccessoriato (molto americano!).

Santa Monica: cosa vedere nei dintorni di Los Angeles

Percorriamo i lunghi viali di Los Angeles, contornati di palme, attraversando Beverly Hills, con le sue ville, e Rodeo Drive, con i suoi negozi ultra chic dove faceva shopping anche Julia Roberts nel film Pretty Woman, finché non arriviamo a Santa Monica (circa 45 minuti).

E’ incredibile scoprire che quanto propinatoci per tutti gli anni ’90 nella serie televisiva Baywatch esiste davvero! La lunghissima spiaggia dorata sulla quale si infrangono le onde dell’oceano Pacifico è davvero disseminata di torrette di guardia sulle quali i bagnini, in rigoroso costume rosso, fanno sfoggio dei loro addominali scolpiti.
Fantastico! Sembra di essere davvero nel telefilm!

Immergiamo i piedi nell’acqua fredda del Pacifico, passeggiamo sopra il famoso molo con il luna park, ci concediamo un giro sulla ruota panoramica e c’è perfino qualcuno che viene bombardato dai piccioni mentre sta pranzando. Non ci facciamo mancare proprio nulla!

Santa Monica: cosa vedere negli USA Occidentali

Santa Monica: cosa vedere negli USA Occidentali

On-the-road nell’ovest degli USA

È ora tempo di partire lungo le deserte e sconfinate strade d’America ma… ci facciamo i primi 100 km in colonna. Altro che deserte!!

Le uniche tappe che ci concediamo lungo il percorso sono per rifocillarci: donut e caffè in un bar di cinesi per merenda e poi un hamburger in un fast food di una località dispersa nel nulla.

Arriviamo al motel di Kingman che è mezzanotte (il viaggio doveva durare teoricamente 5 ore ma ce ne abbiamo messe quasi il doppio). E che motel! Sembra proprio il set di un film americano. Ma qui non siamo agli Universal Studios!

QUARTO GIORNO DEL DIARIO DI VIAGGIO NEGLI STATI UNITI: Grand Canyon

Le praterie sconfinate corrono veloci accanto alla nostra super auto e quelle nuvolette bianche nel cielo danno un tocco quasi perfetto al quadretto oltre il finestrino.

Una rapida sosta lungo la celebre Route 66 per l’acquisto di schifezze americane (nachos, M&m’s, etc.) e dell’utilissimo contenitore termico in polistirolo (costa circa 5$ e, una volta inserito il ghiaccio, funziona a meraviglia) e via spediti verso il Grand Canyon (viaggio 2.45 ore).

Grand Canyon: cosa vedere e cosa fare

Scavato dal fiume Colorado, è lungo 443 km, il Grand Canyon ha una larghezza media di 16 km e raggiunge una profondità di 1,6 km. Tutte queste cifre non rendono però bene il concetto che ho in mente e la sensazione che vorrei trasmettervi.

Bene, chiudete gli occhi ed immaginatevi una prateria piatta ed interminabile che corre da molti chilometri oltre i finestrini della vostra auto. La vegetazione è fatta quasi unicamente da cespugli bassi e tutti uguali. Poi finalmente si arriva all’ingresso del parco nazionale e la vegetazione cambia, diventa più verde e rigogliosa.

Il profumo della pineta e il sole accecante vi accompagnano lungo il sentiero che porta ad uno dei numerosi punti panoramici. Ad un certo punto, finalmente, la vegetazione sparisce, il sentiero termina e la terra che vi circondava fino a poco prima precipita nell’abisso. Davanti ai vostri occhi spalancati, sotto un cielo azzurro, si apre l’immensità del Grand Canyon con le sue sfumature di colori che vanno dall’ocra al rosso, intervallate qua e là da macchie verdi di arbusti. Ovunque vi giriate, questa grandiosità vi circonda e si mostra, nella sua fierezza, in tutto il suo splendore.

Anche noi, come la maggior parte dei turisti che giungono al Grand Canyon National Park (prezzo 30$ per auto – viene accettato l’Interagency Annual Pass di 80$ per auto che da diritto all’ingresso in tutti i parchi nazionali USA), ci limitiamo a visitare il South Rim, il versante sud del parco che è anche quello più turisticamente attrezzato e sviluppato e quello più comodo da raggiungere in un itinerario dell’Ovest.

»» Il modo più emozionante di visitare il Grand Canyon è quello di effettuare un tour in elicottero!

Grand Canyon: cosa vedere tra i parchi nazionali degli USA Occidentali

Grand Canyon: cosa vedere tra i parchi nazionali degli USA Occidentali

Hermits Rest Route: punti panoramici

Cosa vedere nel parco nazionale del Grand Canyon? Dopo una passeggiata lungo il Bright Angel Trail, nei pressi del Grand Canyon Village, saliamo su uno dei numerosi bus navetta che attraversano il parco e percorriamo la Hermits Rest Route, ad ovest del villaggio, una strada panoramica che costeggia il canyon (è quasi sempre vietato l’accesso in auto). Scendiamo ad alcuni dei punti panoramici ed osserviamo il paesaggio da angolazioni differenti. È vero, è sempre lo stesso, ma ogni volta trasmette emozioni differenti!

Lungo la strada di uscita dal parco del Grand Canyon facciamo anche un incontro incredibile. Diversi cervi stanno attraversando la strada, passeggiando con estrema calma. Che meraviglia!

Questa notte pernotteremo in un hotel a Tusayan, un villaggio a 15 minuti in direzione sud rispetto al parco. Il paese non offre nulla di che per cui ci limitiamo ad entrare in un locale caratteristico dove ordiniamo delle fette di carne di una dimensione quasi impossibile da immaginare!

Grand Canyon: itinerario di viaggio da Los Angeles a San Francisco

Grand Canyon: itinerario di viaggio da Los Angeles a San Francisco

QUINTO GIORNO DEL VIAGGIO TRA I PARCHI NAZIONALI DEGLI USA: cosa vedere alla Monument Valley

Cookies e pancake con sciroppo d’acero sono l’ideale per iniziare al meglio la giornata. Soprattutto quando ci si è dovuti alzare presto!
Ma anche oggi ci aspettano grandi cose da vedere tra i parchi degli USA Occidentali.

Usciamo dal parco nazionale del Grand Canyon passando per la Kaibab Trail Route, una strada con numerosi punti panoramici affacciati sull’immensità del canyon (questa è percorribile in auto). Ci concediamo un paio di soste lungo il tragitto. Le foto son tutte uguali e dopo un po’ l’entusiasmo diminuisce, ma il paesaggio è davvero spettacolare!

Monument Valley: cosa vedere e come visitarla

C’è poco da fare, quando si arriva alla Monument Valley (viaggio in auto 3.30 ore) e si rimane a contemplare l’orizzonte con la bocca spalancata (attenti che entra la polvere!), nella testa va immediatamente a materializzarsi uno dei tanti motivetti provenienti dalle colonne sonore che accompagnavano i film western.

Che siate amanti o meno del genere, questo luogo non vi lascerà di certo indifferenti. Dopotutto è tra le cose da vedere in un itinerario negli Stati Uniti Occidentali (è stata la nostra tappa preferita di tutto il viaggio).

Il paesaggio così fortemente evocativo della Monument Valley è divenuto il simbolo dell’immaginario tipico del Far West americano, divenuto ancor più celebre grazie anche ai numerosi classici western girati da queste parti.

I pinnacoli di roccia che si elevano dal terreno brullo e sassoso fin verso il cielo blu (se c’è pure una nuvoletta bianca il quadro è perfetto) sono davvero qualcosa di unico.

Questo luogo straordinario si trova all’interno di una riserva Navajo (ingresso 10$ per persona/20$ per veicolo fino a 4 persone – Interagency Annual Pass non accettato) e lo si visita seguendo la Valley Drive, una strada panoramica e sterrata di 17 chilometri (è percorribile con ogni tipo di mezzo) che corre attraverso le conformazioni rocciose più famose.

Il colore rosso della roccia, del paesaggio e della sabbia, disseminata ovunque, ci entra nel cuore (e nelle scarpe).

Diario di viaggio nei parchi USA Occidentali: Monument Valley

Diario di viaggio nei parchi USA Occidentali: Monument Valley

Monument Valley Museum

Se, al termine della visita sentirete un desiderio impellente di conoscere qualcosa di più su John Ford, John Wyne e sulle curiosità legate ai film western girati da queste parti, vi consiglio di fare un salto al Monument Valley Museum (aperto dalle 8 alle 20), conosciuto anche come Goulding’s Trading Post Museum, un piccolo museo allestito nell’edificio in cui vissero i coniugi Goulding, ovvero coloro che convinsero il celebre regista ad ambientare qui i suoi film. La visita dura giusto una ventina di minuti ma è molto curiosa (ingresso ad offerta libera).

Il nostro viaggio prosegue verso Page (2 ore), dove trascorreremo la notte presso il Rodeway Inn. Arrivando in paese attraversiamo una strada con una dozzina di chiesette di professioni differenti, tutte vicine le une alle altre per farsi concorrenza.

La sera ceniamo in un ristorante dove le porzioni raggiungono dimensioni spaventose: con una pizza si sfamano almeno 4 persone!

SESTO GIORNO DEL TOUR NEL WEST USA: Antelope Canyon e Horseshoe Bend

Cosa vedere a Page: Antelope Canyon

Questa è la giornata dei panorami mozzafiato ma decisamente poco fotogenici. Nessuno di essi riusciva a rientrare dignitosamente nel click!
Ma questo è un problema da poco di fronte alle splendide cose da vedere nei parchi degli USA Occidentali!

Dopo una controllatina alle ruote che sembrerebbero a terra (ma non lo sono per fortuna!), la mattina inizia con la visita del celebre Antelope Canyon, uno stretto passaggio all’interno di pareti di arenaria lavorate dall’acqua ed illuminate dall’alto dalla luce del sole che vi filtra debolmente (ingresso alla riserva 8$ + circa 35$ per la visita). Qui sono state scattate splendide immagini da grandi fotografi (le nostre sono solo pallide imitazioni) e girati film e video musicali.

I colori, i profili e i giochi di luce sono unici (il top lo si raggiunge tra le 11 e le 13 ma i tour costano almeno 10$ in più!). Ci limitiamo a visitare l’Upper Antelope Canyon, il più frequentato (e probabilmente il più spettacolare) rispetto al Lower.

Per accedere al canyon è necessario unirsi ad una delle visite guidate organizzate dai navajo (non è possibile il fai-da-te).

Il tour, rigorosamente in inglese, dura circa 1.30 ore e parte dalle agenzie che si trovano a Page (vi accompagneranno direttamente all’imbocco del canyon tramite una jeep). Presso l’Upper Antelope Canyon, la guida navajo farà una breve presentazione del canyon e successivamente vi introdurrà all’interno mostrandovi ogni 10 metri come fare splendide fotografie (peccato che vengano bene solo a lui!).

La visita è bellissima ma non fate come me che, per cercare di fare delle belle foto, non mi sono quasi nemmeno goduto il canyon!

Cosa vedere nei parchi USA della west coast: Antelope Canyon

Cosa vedere nei parchi USA della west coast: Antelope Canyon

Horseshoe Bend: viaggio fai da te negli USA

Tornati a Page, è il momento di visitare l’Horseshoe Bend (lo si raggiunge in 10 minuti e l’ingresso è gratuito), una delle cose da vedere assolutamente nell’itinerario da Los Angeles a San Francisco. Sotto il calore cocente di mezzogiorno è faticoso raggiungere il ciglio del burrone sotto il quale il Colorado ha scavato un canyon a forma di ferro di cavallo ma, una volta, arrivati alla meta (è necessaria una passeggiata di circa 15 minuti), il panorama è spettacolare.

Le sfumature del fondo del canyon vanno dal verde al blu e contrastano con il rosso e l’ocra della roccia, una tavolozza di colori brillanti. Mentre scattiamo le fotografie di rito dal bordo del precipizio, la “voce della mamma” ci ricorda di stare attenti a dove mettiamo i piedi.

Horseshoe Bend: itinerario di viaggio on the road negli USA

Horseshoe Bend: itinerario di viaggio on the road negli USA

Lake Powel: cosa vedere nei dintorni di Page

Prima di risalire in direzione nord verso il Bryce Canyon, ci concediamo una breve sosta al supermarket di Page alla scoperta dell’alimentazione americana (aiuto!) e successivamente alla Diga sul Glen Canyon, subito dopo il paese, dalla quale ammiriamo tutta l’imponenza di quest’opera umana che, bloccando il fiume Colorado, ha creato l’immenso Lake Powel.

Lo ammiriamo dallo Scenic View, il punto panoramico che si incontra dopo una decina di minuti dalla diga. Il blu delle sue acque crea un contrasto sorprendente con il paesaggio circostante.

Grand Staircase-Escalante National Monument

Per raggiungere il Bryce Canyon, che visiteremo domani, prendiamo una strada alternativa suggerita dal navigatore. Giunti al bivio, ci indica di prendere una pista in terra battuta (Cottonwood Canyon) di circa 60 km che attraversa lo sconosciuto Grand Staircase-Escalante National Monument (durata circa 3-4 ore).

Il percorso, all’insegna dell’avventura, è mozzafiato. Sembra di sfogliare un libro dove ogni pagina mostra nuovi e meravigliosi paesaggi. Ad un tratto ci si imbatte perfino in un enorme arco di roccia. Lungo il percorso non c’è anima viva se escludiamo le vacche, gli uccelli, gli scoiattoli, le lepri e i conigli che abbiamo avvistato. L’abbiamo definita la “Valle Incantata” ed è stata una sorprendente scoperta (grazie navigatore per avercela fatta attraversare!).

Arriviamo finalmente a Tropic, una minuscola cittadina vicina al Bryce, dove pernotteremo in un motel. E’ stata una giornata perfetta ed emozionante. Peccato che si sia conclusa con una brutta notizia: il concerto di Britney Spears di sabato sera a Las Vegas, prenotato da mesi, è saltato. Modalità tristezza: ON.

SETTIMO GIORNO DEL VIAGGIO ON THE ROAD NEGLI USA: Bryce Canyon e Las Vegas

Bryce Canyon: cosa vedere nei parchi USA Occidentali

Trangugiati dei mega pancakes grondanti di sciroppo d’acero, lasciamo la piccola cittadina di Tropic (che rivedremo dopo un paio di ore perché qualcuno ha dimenticato una sciarpa in hotel) e arriviamo al parco nazionale del Bryce Canyon (viene accettato l’Interagency Annual Pass).

Migliaia di pinnacoli di roccia rossa, striata di bianco, si innalzano verso il cielo azzurro in un anfiteatro naturale. Rimaniamo senza fiato ad osservarli (quando non siamo impegnati a scattare fotografie).

Dai punti panoramici la vista è incredibile ma lo è ancor di più percorrendo il sentiero che scende tra gli hoodoos (i pinnacoli appunto). I colori e la maestosità di questi blocchi di roccia sono impressionanti. Percorrere il sentiero in discesa è semplice ma ripercorrerlo poi in salita e sotto il sole richiede molte energie. Ci meritiamo proprio un bustone di M&m’s giganti!

Bryce Canyon: uno dei parchi nazionali degli USA Occidentali

Bryce Canyon: uno dei parchi nazionali degli USA Occidentali

Zion National Park: sosta lungo il viaggio nel west USA

Verso fine mattinata ripartiamo alla volta dello Zion National Park (viaggio 1.30 ore) che ci limiteremo solamente ad attraversare in auto (le sue attrazioni principali sono le camminate lungo il Virgin Canyon) per via del poco tempo a disposizione. La strada compie ampie svolte tra rocce rosse ed imponenti.

È incredibile come ogni parco sia così differente dagli altri! Nei pressi del Visitor Center scendiamo per rifocillarci. Questa volta scegliamo un piccolo bar in cui vengono preparati panini e simili con ingredienti biologici e vegani. Molto buono!

Las Vegas: diario di viaggio negli USA

Arrivati a Las Vegas dopo 3 ore di viaggio, accompagniamo a malincuore Giorgio in aeroporto. È già arrivato per lui il momento di tornare in Italia.
Ci dirigiamo in auto verso il nostro hotel (Best Western Plus Casinò Royal) attraversando la Strip, il cuore pulsante della città, e veniamo subito bloccati nel caos infernale di Las Vegas.

Le prime luci della sera si accendono, non c’è tempo di oziare in hotel. La notte ci attende!

Iniziamo ad esplorare gli immensi e pacchiani hotel della città iniziando ovviamente dal Venetian (con una riproduzione del Canal Grande al secondo piano in cui ci si può anche concedere un giro in gondola) continuando con il Mirage (con eruzione del vulcano), il Cesar (finti marmi, colossei, statue, fontane e chi più ne ha più ne metta), il Paris (spettacolare la tour Eiffel), il Bellagio (imperdibili gli spettacoli di fontane danzanti davanti al “lago”) e via dicendo.

La pacchianaggine qui non ha proprio limiti e talvolta sconvolge pure. Ma Las Vegas è la città degli eccessi ed è tremendamente stimolante andare a scoprirla!
Non si può proprio effettuare un itinerario tra i parchi della west coast degli USA senza fare una tappa anche qui!

»» Che ne dici di partecipare ad un tour serale di Las Vegas? A quest’ora la città da il meglio di sé!

Las Vegas: tappa lungo il viaggio da Los Angeles a San Francisco

Las Vegas: tappa lungo il viaggio da Los Angeles a San Francisco

OTTAVO GIORNO DEL DIARIO DI VIAGGIO ON THE ROAD NEGLI STATI UNITI: Las Vegas

Nel film “Una notte da leoni” i protagonisti si risvegliavano a Las Vegas con i postumi della sbornia e senza ricordare cosa fosse successo la notte precedente. Noi invece, dopo colazione, risvegliamo lo spirito della massaia felice che è in noi con una spedizione alla lavanderia self-service!

»» L’autobus turistico di Las Vegas ti porterà alla scoperta di tutte le principali cose da vedere in città! Clicca sul link e scopri di più su questa comoda opzione per visitare Las Vegas.

Da programma la giornata sarebbe dovuta essere all’insegna del relax ma, spinti dal delirio da shopping delle ragazze, corriamo subito ad un outlet nei pressi della città. Ma che delusione! Costa tutto molto di più di quanto ci attendevamo (le Converse hanno il medesimo prezzo che in Italia). Mannaggia al cambio che non è più così favorevole!

Rientrando verso la Strip e sostiamo per l’immancabile foto al cartello di ingresso alla città (“Welcome to fabulous Las Vegas”) dove c’è una gran coda di persone in attesa. Una buona parte di esse sono sposi con tanto di fotografo ufficiale.

A questo punto, Io e Cristian insistiamo per visitare il Pawn Stars, il banco dei pegni in cui è registrato il reality “Affari di famiglia” in onda su DMAX. I protagonisti non sono ovviamente al lavoro ma la tappa è assolutamente degna del kitsch che regna sovrano a Las Vegas.

Prima di immergerci nuovamente alla scoperta della città e delle sue mille luci, rientriamo in hotel e ci infiliamo il costume per un tuffo in piscina. Possibile che proprio adesso arrivino le nuvole?

E’ il momento di proseguire con il tour degli hotel, centri commerciali, spettacoli e casinò che si incontrano lungo la Strip. Le persone sono veramente assurde qui a Las Vegas, girano con indosso abiti impensabili e, specialmente le ragazze (enormi e piene di cellulite), sembrano aver voluto risparmiare sui centimetri di stoffa. Carne al vento, tatuaggi che coprono tutto il corpo, pettinature impossibili… Ci sarebbe da fare un bel lavoro di catalogazione del genere umano perché a raccontare la stranezza della gente di qui non mi crederebbe nessuno!

Prima di andare a letto facciamo una capatina al casinò del Bellagio perché dobbiamo giocare alla roulette il numero 74 (che poi non esiste). Facciamo la figura degli imbranati e, ovviamente, perdiamo tutto subito. Ok, non fa per noi!

Los Angeles: cosa vedere nella west coast degli USA

Los Angeles: cosa vedere nella west coast degli USA

NONO GIORNO DEL VIAGGIO DA LOS ANGELES A SAN FRANCISCO: Death Valley

Stamattina facciamo colazione davanti all’hotel Venetian. Con il campanile e il palazzo ducale, sembra di sorseggiare un cappuccino in piazza San Marco! Il nostro viaggio oggi prosegue ed è sufficiente uscire dalla caotica città di Las Vegas per ritrovare i panorami americani a cui ci siamo abituati nei giorni precedenti.

Riprendiamo così il nostro itinerario alla scoperta di cosa vedere nei parchi nazionali degli USA Occidentali.

Death Valley

In un paio di ore raggiungiamo la Death Valley (ingresso compreso nell’Interagency Annual Pass).

»» Lo sai che puoi visitare la Death Valley anche con un’escursione giornaliera? Scopri tutti i dettagli cliccando sul link.

Scesi dall’auto, al primo punto panoramico (Dante’s View) non dobbiamo viaggiare molto con la fantasia per capire da dove derivi il nome di questo parco nazionale: il caldo è insopportabile ed un forte vento secco e bollente soffia costantemente in ogni direzione. Il termometro dell’auto registra un picco massimo di 41 gradi (non voglio immaginare come sia nei mesi estivi)!

I punti panoramici che si susseguono regalano vedute sull’intera vallata bruciata dal sole (Dante’s View), su incredibili paesaggi lunari (Zabriskie Point – il migliore!), sulla brulla terra seccata in grosse zolle (Campo di Golf del Diavolo), su incredibili tavolozze di colori sfoggiati orgogliosamente dalla terra (Artist’s Drive), su distese bianche di sale nel punto più basso rispetto al livello del mare (Badwater) e su grandi dune di sabbia simili a quelle del Sahara (Mesquete Flat Sand Dunes).

Death Valley: parchi nazionali USA Occidentali

Zabriskie Point nella Death Valley: parchi nazionali USA Occidentali

Da queste parti la natura scatena tutto il suo potere di morte e distruzione, mostrandosi brutale ed inaccessibile, per lo meno agli uomini (ma non ai turisti).

Il gran caldo fa prosciugare rapidamente tutte le energie. Quando arriviamo nell’unico centro abitato del parco alla ricerca di cibo ci rendiamo conto che non c’è praticamente nulla se non un unico ristorante (che fortunatamente è aperto nonostante sia già metà pomeriggio). Divoriamo qualsiasi cosa troviamo ma stiamo attenti a non bere troppo perché la bottiglia di acqua San Pellegrino da 0,75l qui costa ben 8$!

Lungo l’infinito viaggio in auto fino a Bakersfield (durata circa 3.30 ore), dove trascorreremo la notte al motel Rodeway Inn & Suites, la stanchezza prende il sopravvento mentre i piedi iniziano a gonfiarsi fino a somigliare a degli zamponi.

Il paesaggio lungo la strada è brullo e non così affascinante ma questa è l’unica strada percorribile per raggiungere lo Yosemite National Park quando il Tioga Pass è chiuso (spesso è inaccessibile fino a maggio-giugno).

Itinerario di 15 giorni tra i parchi americani: Death Valley

Itinerario di 15 giorni tra i parchi americani: Badwater nella Death Valley

DECIMO GIORNO TRA I PARCHI NAZIONALI DELLA COSTA OVEST DEGLI USA: Yosemite National Park

Dopo Bakersfield, in cui abbiamo trascorso giusto la notte (è un cittadina industriale priva di attrattive), la strada costeggia lunghe distese di viti, alberi da frutto ed olivi. Sono i primi campi coltivati incontrati fino ad oggi. Ci saranno anche i pruni che producono le “famose” prugne della California?

L’itinerario da Los Angeles a San Francisco prosegue verso nord. Oggi andremo a visitare un altro dei grandi parchi nazionali degli Stati Uniti Occidentali.

Yosemite National Park: cosa vedere e come visitarlo

Man mano che proseguiamo, le montagne si avvicinano e il paesaggio si copre di pinete sterminate. Dopo circa 3 ore siamo arrivati all’ingresso sud dello Yosemite National Park (accesso compreso nell’Interagency Annual Pass).

Oggi visiteremo solamente le sonnolenti ed enormi sequoie di Mariposa Grove. Il sentiero si addentra nella pineta e le prime piante millenarie iniziano a comparire. Una meraviglia della natura.

Ci fermiamo ai piedi dei loro tronchi immensi e di un marrone quasi rossiccio (ricorda molto il pennarello con cui da piccoli coloravamo gli alberi) ed alziamo in nasino all’insù. Mi viene la pelle d’oca ancora al solo pensarci. Queste sequoie sembrano le colonne di una cattedrale che si innalzano verso il cielo. E un po’ di timore reverenziale inizia davvero a farsi largo dentro di me. È come se emanassero qualcosa di sacro.

Le sequoie di Mariposa Grove: parchi USA Occidentali

Le sequoie di Mariposa Grove: parchi USA Occidentali

Dal Grizzly Giant, una sequoia che vanta ben 2.700 anni (portati splendidamente), risaliamo verso la parte più alta di Mariposa Grove dove non arriva quasi nessuno.

La fatica di aver percorso quasi quattro chilometri (più altrettanti al ritorno) è ampiamente ripagata dalla bellezza immacolata del bosco che quassù raggiunge la sua perfezione fatta di tranquillità e di decine di giganti rossicci che sbucano da una vegetazione di un verde brillante. Superbo.

Lungo il percorso incontriamo numerosi scoiattoli (sembrano Cip e Ciop), alcuni daini con prole al seguito e sentiamo anche il rumore di quello che dovrebbe essere un picchio.

Poco importa se sono le cinque del pomeriggio e non abbiamo ancora pranzato (se non con quel poco di frutta disidratata che avevamo in auto). L’emozione è talmente tanta che la fame, per il momento, è passata in secondo piano. La soddisferemo più tardi con una bella fetta di torta per merenda!

Per la notte siamo diretti a Midpines (1.15 ore), una piccola località all’interno dello Yosemite, dove pernotteremo all’interno di alcuni chalet disseminati nel bosco dello Yosemite Bug Rustic Mountain Resort. Dormiremo davvero immersi nella natura!

Diario di viaggio nei parchi USA della weast coast

Una sequoia caduta al Mariposa Grove nello Yosemite N.P.

UNDICESIMO GIORNO DEL VIAGGIO NEGLI USA OCCIDENTALI: Yosemite National Park e San Francisco

Gli uccellini cantano nel bosco attorno al nostro cottage quando stamattina riapriamo gli occhi. Alle orecchie non giunge alcun rumore di auto come nei motel delle notti precedenti ma solamente i suoni della natura.
Inizia una nuova giornata alla scoperta di cosa vedere nei parchi nazionali degli USA Occidentali.

»» Perché non visitare lo Yosemite National Park con un’escursione giornaliera? Scopri di più!

Nelle pagine della guida, la Yosemite Valley viene definita come la “Cattedrale della natura”. Eccessivo forse? Bah non saprei. Ma come si può non rimanere affascinati di fronte a questa valle glaciale dall’inconfondibile forma ad “U” con i suoi prati verdi interrotti da un ruscello scoppiettante e con queste pareti granitiche ed altissime, simili appunto ai muri di una cattedrale immensa?

Ci incamminiamo a piedi lungo il sentiero che porta al Mirror Lake (circa 30 min a piedi), uno specchio d’acqua sul quale si riflettono le cime dei monti. Già a suo tempo, Ansel Adams le aveva immortalate in superbe fotografie in bianco e nero.

Nel vano tentativo di emularlo ci troviamo a guadare il fiume gelido e poi ad attraversarlo in equilibrio su un tronco d’albero caduto. Silvia avanza lentamente a quattro zampe tremando come un gattino impaurito. Il risultato fotografico è piuttosto scadente ma… che risate!

Punto panoramico dello Yosemite National Park negli USA Occidentali

Punto panoramico dello Yosemite National Park negli USA Occidentali

Quale posto migliore per addentare il panino del nostro box lunch se non ai piedi delle Yosemite Falls? Queste cascate, con il loro triplo salto, precipitano spumeggianti per ben 739 metri. Uno spettacolo!

Non abbiamo purtroppo tempo per visitare il Glacier Point, il punto panoramico per eccellenza del parco, in quanto ci vorrebbe almeno un’oretta per raggiungerlo (in più non sappiamo se è già aperto o se è ancora chiuso per neve).

Anche oggi nel nostro passeggiare tra i boschi avvistiamo numerosi animali: un uccello dalla testa arancione, farfalle colorate, una splendida lince, una lucertola bianca con la testa rossa e un uccello blu e azzurro con la crestina che si pavoneggia davanti ai nostri occhi. Non dimentichiamo gli onnipresenti scoiattoli che si avvicinano in cerca di cibo.

Il parco, in vetta alle classifiche dei più amati dagli americani, è bello ma, a mio avviso, non così spettacolare come quelli visitati nei giorni precedenti. I paesaggi ricordano un po’ troppo quelli alpini che, forse peccando di presunzione, sono anche più belli.

Il nostro viaggio on the road nella west coast degli USA giunge al termine questa sera a San Francisco (durata circa 4 ore). I prossimi giorni la visiteremo con le nostre gambe stanche e doloranti! La città ci conquista già solamente attraversandola in auto, mentre raggiungiamo il quartiere Castro dove si trova il nostro hotel a San Francisco: Beck’s Motor Lodge. Con le prime luci della sera, lo skyline e i vari moli illuminati sono davvero scenografici.

Yosemite Falls nel parco nazionale

Yosemite Falls nel parco nazionale

DODICESIMO GIORNO DEL VIAGGIO NEI PARCHI USA: San Francisco

Una buona colazione in una pasticceria (che apre in anticipo giusto per noi) e siamo pronti per salire sul trampolino che ci farà tuffare nell’atmosfera accogliente e frizzante di San Francisco. Riconsegniamo il nostro fedele macchinone all’autonoleggio e con l’abbonamento dei mezzi pubblici in mano siamo pronti per visitare tutta la città!

»» Lo sai che c’è anche un free tour di San Francisco? Come funziona? Basta iscriversi e poi deciderai tu quanto lasciare alla guida in base al gradimento del tour.

Iniziamo dal City Hall, il municipio della città che, tra le tante manifestazioni, vide anche quelle per il riconoscimento dei diritti gay. Entrando all’interno del palazzo riconosciamo subito la scalinata in cui furono girate alcune riprese del film “Milk” con Sean Penn.

Chinatown ci inghiottisce nei suoi vicoli colmi di lanterne rosse, scritte cinesi e stradine anguste ma caratteristiche. Veniamo risputati fuori dal quartiere e dalle centinaia di negozietti solo dopo aver comprato il giusto numero di chincaglierie (dette anche “cianfrusaglie”) e gli imperdibili biscottini della fortuna, nati proprio qui ed ancora realizzati a mano uno ad uno.

Chinatown di San Francisco: cosa vedere

Chinatown di San Francisco: cosa vedere

Passeggiamo ai piedi del Transamerica Pyramid (il grattacielo più celebre della città), attraversiamo il quartiere italiano, (molto pittoresco) e bruciamo tutte le calorie accumulate al ristorante cinese risalendo le ripide strade che conducono alla Coit Tower. Da quassù soffia un vento pazzesco ma la splendida vista spazia sulla città, sui grattacieli e su tutta la baia.

E perché mai dovremmo utilizzare i mezzi pubblici anche se abbiamo l’abbonamento? Per un motivo o per l’altro ci ritroviamo a spostarci sempre a piedi (essendo tutto un sali-scendi, i bus non coprono proprio tutta la città). Ci trasciniamo su e giù per le strade di San Francisco osservando le caratteristiche casette colorate, il panorama e i negozi.

Finalmente riusciamo a prendere il bus che conduce fino al Golden Gate (con tanto di autista pugliese!). Il ponte simbolo della città, con il suo caratteristico colore rosso, domina la baia e, nonostante il forte vento, non manchiamo di scattare una lunga serie di fotografie.

Prima di rientrare in hotel, ceniamo in un locale greco (non proprio tipico americano) di Castro, il quartiere gay di San Francisco, sul quale sventola una fiera bandiera arcobaleno.

Con i nostri polpacci doloranti e i glutei rassodati dalle numerose scalinate e salite, ci sdraiamo nel nostro lettino e di lì a poco crolliamo addormentati come sei angioletti.

Diario di viaggio a San Francisco: Golden Gate

Diario di viaggio a San Francisco: Golden Gate

TREDICESIMO GIORNO DEL DIARIO DI VIAGGIO: San Francisco

Questa mattina facciamo colazione in un localino che fa “molto America”, come dice Moira. Quindi via con pancakes di ogni tipo, sciroppo d’acero e tazze di caffè riempite non appena terminato l’ultimo sorso. Il tutto servito su poltroncine in ecopelle rossa con sottofondo di musica proveniente da un juke box.

Passeggiamo per Castro con le sue bandiere arcobaleno, le belle case in legno dipinto, i manifesti con ragazzi che si baciano e curiose vetrine con oggetti di ogni tipo.

Tappa successiva il vicino quartiere di Mission, molto vivace, multietnico e pieno di murales. E sono proprio queste opere di strada, dai colori brillanti, ad essere la principale attrazione turistica della zona.

Rientriamo nella zona più centrale di San Francisco e finalmente oggi riusciamo a prendere il cable car, il tipico tram di San Francisco che si arrampica per le colline della città (ci sono tre linee). È azionato ancora meccanicamente come avveniva più di un secolo fa. Davvero molto pittoresco!

»» Non c’è nulla di più comodo di un autobus turistico per visitare Los Angeles. Comprende anche il biglietto di ingresso ad Alcatraz!!

Cable car di San Francisco

Cable car di San Francisco

Imbarcati sul battello al Pier 33 ci dirigiamo verso Alcatraz, il carcere di massima sicurezza collocato sull’isola situata nel mezzo della baia. Nelle sue piccole e fredde celle furono imprigionati i più temuti criminali degli USA tra cui lo stesso Al Capone.

E’ consigliabile prenotare l’escursione, che comprende il viaggio in battello, l’ingresso al carcere e un’audioguida (fatta davvero molto bene) almeno qualche giorno prima (Alcatraz Cruises costo 30$).

Per il resto del pomeriggio gironzoliamo al Fishermans Wharf dove mangiucchiamo calamari fritti e zuppe di mare (non proprio adatti per la merenda ma davvero molto tipici) e visitiamo il Musée Mécanique nel quale, monetine alla mano, si possono azionare vecchi ingranaggi da luna park.

Proseguiamo poi per il vivace Pier 39, un molo in cui si susseguono negozietti colorati, ristoranti e chioschi. E’ un luogo molto carino in cui fare shopping ed acquistare qualche souvenir! Ma le vere star di questa zona di San Francisco sono i leoni marini che, semi addormentati sulle piattaforme galleggianti posizionate al termine del Pier 39, emettono rumori osceni, puzzano e litigano tra di loro per la gioia dei turisti.

Per l’ultima cena del viaggio avevamo individuato un locale in stile anni ’50 che si trova in Ghirardelli Square, non lontano dai moli. Ci arriviamo alle 21 ma stanno già chiudendo! Purtroppo i ristoranti di San Francisco fanno orari da paesi del nord Europa. L’unica soluzione, dopo aver macinato chilometri, è stata di ripiegare su di un irish pub.

Alcatraz: cosa vedere a San Francisco

Alcatraz: cosa vedere a San Francisco

QUATTORDICESIMO GIORNO DEL VIAGGIO NELLA WEST CAOST USA: San Francisco

Alle 6 della mattina il suono della sveglia interrompe bruscamente i nostri sogni.

È l’ultimo giorno del nostro viaggio tra i parchi degli USA Occidentali e per visitare le ultime attrazioni di San Francisco dobbiamo alzarci presto. Ma questa volta non sono stato io a dettare gli orari! Dato che i miei compagni di viaggio vogliono visitare anche il giardino giapponese nel Golden Park, accettano di puntare la sveglia ad orari impensabili!

Dopo una rapida colazione da Starbucks (finalmente siamo riusciti ad andarci almeno una volta!), ci mischiamo ai pendolari e prendiamo il bus verso il Japanese Tea Garden. Per chi arriva prima delle 10 (solo in alcuni giorni della settimana), l’ingresso è gratuito.

Si tratta di un angolo della città in cui il silenzio è interrotto solamente dallo zampillio di fontane e ruscelli. Qua e là sbucano pagode, giardini zen, bonsai centenari e carpe che affiorano in superficie in cerca di cibo. Sembra davvero di trovarsi in Giappone!

Prima di partire non potevamo non fermarci ad Alamo Square ad osservare le Painted Ladies, la fila di belle casette vittoriane in legno, dipinte con colori pastello. Sullo sfondo si gode di un bel panorama della città che crea un curioso contrasto tra antico e moderno. Vi consiglio però di venire a visitare questa zona (richiede giusto 15 minuti) nel pomeriggio perché durante la mattina le abitazioni rimangono in controluce.

Painted Ladies a San Francisco: itinerario da Los Angeles

Painted Ladies a San Francisco: itinerario da Los Angeles

Un ultimo giretto in cerca dell’acquisto dell’ultimo minuto, due passi al Ferry Building (che ospita una serie di stand di prodotti alimentari) e abbiamo giusto il tempo di rientrare a Castro per addentare un panino veloce nella “vera America” (ovvero il localino di cui Moira si è innamorata l’altro giorno) prima di salutare San Francisco.

Verso metà pomeriggio raggiungiamo l’aeroporto tramite la linea gialla della BART (costo tra 8 e 9$), una sistema di treni veloci non compresi nell’abbonamento dei mezzi pubblici cittadini, che in 30 minuti ci porta a destinazione.

Ci attenderà un lungo volo fino a Londra e poi da qui un secondo volo fino in Italia (arriveremo il giorno successivo).
Il nostro diario di viaggio negli Stati Uniti Occidentali è giunto alla conclusione ma, come dei veri hamburger americani, torniamo a casa ben farciti di splendidi ricordi!

San Francisco: diario di viaggio negli Stati Uniti Occidentali

San Francisco: diario di viaggio negli Stati Uniti Occidentali

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