REPUBBLICA DOMINICANA: cosa fare e come organizzare il viaggio

Cosa fare e come organizzare il viaggio nella Repubblica Dominicana? Lo sapevi che non c’è solo il mare ma molto di più? In questo articolo ti spiego quando andare, cosa vedere, quali sono le spiagge più belle e come organizzare il viaggio.

Il Paradiso. Se mi chiedessero di descrivere con due parole quello che mi ha trasmesso la  vacanza nella Repubblica Dominicana direi semplicemente che è stata “il paradiso”.

Il Mare dei Caraibi, che lambisce le coste dell’isola di Hispaniola (per 2/3 occupata dalla Repubblica Dominicana e per la restante parte da Haiti), calza a pennello con quello che l’immaginario collettivo abbina alla bellezza di questo mare: spiagge di sabbia bianca, acque dai superlativi colori dell’azzurro e del verde, fondali che degradano lentamente verso il mare, acque tiepide e palme a profusione.

Sono certo che potrei già concludere qui la mia recensione perché le vostre menti vi avranno sicuramente catapultato su quelle spiagge e vi starete immaginando distesi a prendere il sole sotto una palma con un bel cocktail nelle mani. Beh, devo ammettere che non si discosta molto da quello che vi attenderebbe!

 

IL POPOLO DOMINICANO

Il popolo di quest’isola è un caleidoscopico mix di diverse culture che, nel corso dei secoli, lasciarono la loro impronta in queste terre.

I coloni spagnoli diedero al paese la loro lingua, la fede cattolica e una radicata tendenza al machismo, mentre gli africani condotti nell’isola come schiavi portarono con sé la fede degli antenati, l’arte e la musica. I lineamenti e il colore della pelle della popolazione sono un chiaro segno della storia di questo paese.

La cortesia, i sorrisi e la carica degli abitanti di Santo Domingo non tarderanno a coinvolgervi ed a farvi amare ancora di più questi luoghi.

Scoprirete in fretta quanta energia sprigiona dai dominicani, specialmente se giungerà alle loro orecchie della musica! La musica e la danza sono, infatti, il cuore della cultura dominicana. La forma di danza più popolare è il merengue, che viene eseguito e ascoltato a tutto volume quasi ovunque.

Il bachata, ovvero la musica country locale, ha invece un tono vagamente più pastorale e si esprime in numerose canzoni ispirate alle pene di cuore. La salsa, infine, è probabilmente il terzo genere musicale più diffuso nell’isola, dove comunque sono apprezzati moltissimo anche il jazz, il rock, l’hip-hop e qualunque altra melodia che stimoli il movimento.

COSA FARE NELLA REPUBBLICA DOMINICANA: MARE E NON SOLO

Il mio viaggio nella Repubblica Dominicana (spesso denominata erroneamente “Santo Domingo” dal nome della capitale) si è limitato esclusivamente al mare e questo articolo si limiterà a raccontarvi della mia esperienza.

L’isola, però, offre molto di più delle sue splendide spiagge bianche:

  • imponenti catene montuose solcate da fiumi e cascate spettacolari
  • laghi di acque salmastre che ospitano una fauna e una flora esotiche
  • le sterminate foreste di mangrovie lungo la costa
  • le megattere in amore nella Bahía de Samaná
  • i belli e colorati edifici coloniali di Santo Domingo
  • le dinamiche feste carnevalesche che precedono la quaresima

COSA FARE NELLA REPUBBLICA DOMINICANA: SPIAGGE E MARE

Bayahibe

Il mare più bello di tutta Santo Domingo si trova a Bayahibe. Non a caso la maggior parte dei turisti alla ricerca di ciò che il Mare dei Caraibi promette approdano proprio qui.

Lungo la splendida costa si susseguono alcune belle strutture alberghiere che, per fortuna, non sono moltissime e, in ogni caso, sono ben inserite nel contesto dell’isola. Palazzine a pochi piani e bungalow si nascondono nella rigogliosa e verdeggiante vegetazione.

All’esterno del villaggio turistico non troverete però nulla se non qualche negozietto, discoteche “per single” e qualche abitazione della popolazione che lavora nel villaggio.

Da questa località sono possibili diverse escursioni come quella all’Isola di Saona, ancora più paradisiaca di quanto possa essere la stessa Bayahibe. Solitamente il tour giornaliero in motoscafo prevede alcune soste lungo il percorso, la navigazione tra le mangrovie, pranzo a base di pesce fresco cotto alla griglia e la possibilità di ammirare da vicino le stelle marine giganti. Il tour è assolutamente imperdibile!

Bayahibe dista circa 30 km dall’aeroporto turistico di La Romana che serve appunto la zona.

Boca Chica

Piccolo gioiello a 31 km dalla capitale, nota per la spiaggia di sabbia bianchissima e fine, protetta da una barriera corallina a 500 metri dalla riva. Dal suo porticciolo elegante ed attrezzato partono ferry boats per Puerto Rico e l’isola di Saona. E’ la spiaggia più vicina alla capitale, è lunga circa 2 km ed è frequentata moltissimo specialmente nei week-end.

A Boca Chica è possibile  tuffarsi in un mare limpido, rinchiuso da una barriera corallina, praticare sport acquatici, acquistare souvenir dalla miriade di venditori ambulanti oppure con pochi pesos ascoltare una canzone cantata da piccole bande musicali.

Punta Cana

E’ uno degli ambienti più suggestivi della costa est. Insieme a Bavaro è il posto adatto per fare mare “full immersion”: la costa per cica 150 km a nord e circa 100 km a sud è di sabbia bianchissima, coronata da palme e con pochi insediamenti umani. Un vero paradiso per gli amanti della natura.

Questa destinazione, come Bayahibe, rappresenta una delle mete preferite dai turisti (anche se dicono che il mare sia più bello a Bayahibe).

Bavaro

A circa 200 km da Santo Domingo, Bavaro  è una zona costituita da spiagge stupende che si estendono per chilometri, contornate da palmizi a perdita d’occhio. Il mare è di un azzurro cristallino a tratti quasi iridescente.

Le interminabili e deserte spiagge di corallo bianco, denominate Playa Bavaro, orlate di palme verdissime, si stendono a perdita d’occhio mentre il mare regala sfumature di azzurro chiaro e verde intenso.

Puerta Plata

Circondata dal mare e dalle montagne, tale località si trova a 235 Km da Santo Domingo. Cristoforo Colombo approdò sulle sue coste l’11 gennaio del 1493 e, rapito dallo scintillio dell’oceano, la battezzò con il nome di Puerto Plata, che in spagnolo significa Porto d’Argento.

A nord della città, le onde dell’Atlantico si infrangono sulle belle spiagge dalla sabbia dorata mentre, a ovest, si erge il Castillo de San Felipe del 1540 che protesse la città dagli attacchi dei pirati.

E’ consigliata una visita al Parque Nacional La Isabela, nel cui interno potrete scoprire: i resti della casa di Cristoforo Colombo e della chiesa dove fu celebrata la prima messa in terra americana, il centro storico, crogiolo di diversi stili architettonici, tra cui prevale lo stile vittoriano, il Victorian Gazebo all’interno del centrale Parque Indipendencia.

La città ospita anche il Museo de Ambar Domenicano dove è esibita e venduta l’ambra.

Samana

Con la penisola e la baia omonime, i suoi numerosi laghi e paesaggi marini, la provincia di Samanà costituisce il tratto della costa più affascinante e l’offerta turistica più “esotica” che offre l’Isola. Qui il telefono è arrivato solo nel 1991 e l’elettricità due anni dopo.

All’arrivo nella penisola il primo villaggio che si incontra, ubicato nell’estremità nord-occidentale della baia, è l’antica comunità di Sanchez. Famoso per i suoi svariati prodotti ittici, nel porto del villaggio è ancora possibile gustare pesce e frutti di mare freschi.

Proseguendo verso nord, attraversando una strada statale che taglia la Sierra, si raggiunge Las Terrenas. Questo paesino di pescatori, per quanto abbia una buona offerta di strutture turistiche quali alberghi, pensioni, ristoranti e locali in genere, conserva ancora una sua spiccata identità.

La spiaggia di Las Terrenas è molto bella, ricca di calette davanti alla barriera corallina. Las Terrenas è il punto di partenza per l’escursione alle cascate del Limòn, un salto di 30 metri alla foce dell’omonimo fiume, dove si giunge normalmente tramite passeggiate a cavallo.

Sulla costa sud si giunge a Santa Barbara de Samanà, capoluogo della provincia. Questa località, i cui edifici presentano pareti a chiazze per l’effetto del sole e del sale, è diventato un centro di attrazione per i turisti, grazie anche all’offerta di sistemazioni alberghiere accoglienti e di ristoranti.

Un’escursione da non perdere se si soggiorna nella penisola di Samanà è Cayo Levantado, un’isoletta tropicale dalle spiagge di sabbia bianchissima e un mare trasparente come una piscina.

Da segnalare che nella baia di Samanà, durante il mese di marzo, si può assistere ad uno spettacolo unico: in queste acque si riuniscono le balene che devono partorire, e si può avere la fortuna di vedere i grossi cetacei con i loro piccoli.

INFORMAZIONI UTILI PER ORGANIZZARE IL VIAGGIO NELLA REPUBBLICA DOMINICANA

Clima e quando andare

La Repubblica Dominicana ha un clima essenzialmente tropicale caratterizzato da variazioni locali di temperatura piuttosto che da stagioni vere e proprie. Agosto è un mese caldissimo e afoso, mentre a gennaio il clima è leggermente più gradevole.

Due sono le stagioni delle piogge: da ottobre a maggio lungo la costa settentrionale e da maggio a ottobre nella parte meridionale dell’isola; quindi, se volete visitare tutto il paese portatevi un ombrello. Nella Repubblica Dominicana le precipitazioni non sono di lieve entità come alle Hawaii o in America Centrale, ma tendono piuttosto a cadere sotto forma di violenti acquazzoni che possono durare anche mezza giornata.

La stagione degli uragani, che va da giugno a settembre, andrebbe evitata: anche se è raro che si venga coinvolti in questi fenomeni atmosferici, non dimenticate che un uragano di lieve entità può rovinarvi tutta la vacanza.

Nonostante le classiche raccomandazioni, i pacchetti turistici vengono normalmente venduti anche durante quella che da noi è la stagione estiva. Salvo particolare sfortuna, i temporali sono molto rapidi (durano al massimo 15 minuti) e arrivano nel tardo pomeriggio. Le vostre vacanze non saranno quindi compromesse anche se, ovviamente, il periodo non è dei migliori!

isola saona paradiso
Visto

I viaggiatori di nazionalità italiana, così come la maggior parte dei visitatori, non necessitano di visto d’ingresso per permanenze fino a 90 giorni. All’arrivo sarà necessario essere provvisti del passaporto con una validità superiore a sei mesi rispetto alla data di rientro dal paese.

Malattie e vaccini

Vaccinazioni consigliate: difterite e tetano, epatite virale A, epatite virale B, febbre tifoide, rabbia. Se la vostra vacanza sarà prettamente al mare e nei villaggi turistici, non dovrete temere nulla né fare alcun vaccino.

Nella Repubblica Dominicana, l’acqua del rubinetto non è sufficientemente sicura per poter essere bevuta. Preferite senz’altro l’acqua imbottigliata, che tra l’altro si trova facilmente ovunque.

Fuso orario

Cinque ore in meno rispetto all’Italia. Nella Repubblica Dominicana non esiste l’ora legale.

Elettricità e prese nella Repubblica Dominicana

115-125V AC, 60Hz, spine con due e tre spinotti piatti. In alcune zone, che ovviamente non corrispondono con quelle turistiche, possono verificarsi delle ripetute interruzioni di corrente tutti i giorni che possono durare perfino 12 ore.

Moneta

La moneta nazionale è il peso (RD$). Se rimarrete per buona parte del vostro viaggio in hotel o se eseguirete solamente escursioni guidate, non è assolutamente necessario cambiare i soldi in quanto nei maggiori villaggi turistici accettano tranquillamente euro e dollari americani.

Banco Popular, Banco Progreso, Banco de Reservas, Banco León e Scotiabank sono tutte provviste di sportelli bancomat che accettano quasi tutte le carte di debito straniere.

Le carte di credito Visa e MasterCard sono ampiamente accettate nella Repubblica Dominicana, specialmente nelle aree più frequentate dai turisti. E’ possibile che alcuni esercizi commerciali applicano un sovrapprezzo agli acquisti fatti con carta di credito.

Come arrivare in Repubblica Dominicana

L’Aeropuerto Internacional Las Américas di Santo Domingo è il più grande e più moderno aeroporto del paese ma l’Aeropuerto Internacional Punta Cana, che serve Bávaro e Punta Cana, riceve certamente più passeggeri.

Anche l’Aeropuerto Internacional Gregorio Luperón di Puerta Plata e l’Aeropuerto Internacional Cibao di Santiago gestiscono un buon numero di voli internazionali.

All’Aeropuerto Internacional El Catey, un nuovo aeroporto a 40km ad ovest di Samaná, atterrano voli internazionali da numerose città europee e da San Juan (Portorico).

L’Aeropuerto Internacional La Romana, infine, un moderno aeroporto vicino a La Romana e a Casa de Campo, riceve soprattutto voli charter dagli Stati Uniti, il Canada e l’Europa con viaggiatori diretti, tra le altre località, che a Bayahibe.

Cucina e cosa mangiare nella Repubblica Dominicana

La vegetazione rigogliosa dell’isola offre frutta e verdura davvero gustose.

Il piatto nazionale è la Bandera: riso bianco, fagioli rossi, ragù di carne, il tutto seguito da insalata e “frito verde”, banane fritte.

Ovunque si può assaporare il Sancocho Prieto alle sette carni, una vera bontà che ha guadagnato il rispetto nazionale. Speciale è anche il Locrio Dominicano, versione creola della paella spagnola. Agli elementi unici del piatto di Valencia sono stati apportati dei cambiamenti dovuti alla mancanza di alcuni ingredienti e alla presenza di altri della cucina locale, dando vita ad un piatto ricco di sapori e odori.

Altri piatti tipici sono il Pescado con Coco, il pesce in salsa di latte di cocco, specialità di Samanà, il capretto di Azua o Montecristi, i gamberi di Puerto Plata.

Tra i piatti tipici: SANCHOCO fagioli, diversi tipi di carne, vegetali e riso; CHICARRONES carne di maiale allo spiedo; AROZ CON LECHE riso, latte, cannella e zucchero; BANDERAS riso, fagioli, carne con contorno di insalata; PLATANO grandi banane tagliate a fettine e fritte. Da assaggiare il saporitissimo “queso”, formaggio servito con patate.

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