
CURIOSITA’ SU BERGAMO: 12 cose che forse non conoscevi
Pensi di sapere tutto su Bergamo? Scopriamo insieme alcune curiosità su questa bella città della Lombardia e sui suoi abitanti.
Bergamo è una bellissima città e, negli ultimi anni, anche noi bergamaschi abbiamo iniziato a capirlo. Per anni l’abbiamo sottovalutata, ci siamo vergognati del nostro accento e abbiamo cercato di darci un tono per avvicinarci alla modaiola città di Milano.
Il numero di turisti però è aumentato significativamente e, passeggiando per i vicoli medievali della città alta, abbiamo sentito parlare lingue straniere e abbiamo visto tanti occhi stupiti e meravigliati. E così ci siamo convinti pure noi della sua bellezza!
Grazie ad un mix di storia, tradizioni e curiosità inaspettate, Bergamo è la meta perfetta per una gita fuori porta in Lombardia.
Ecco allora che, per visitarla con occhi diversi, in questo articolo ho raccolto alcune curiosità su Bergamo e sui sui abitanti che forse non conoscevi. Scopriamole insieme!
»» Ecco qui un facile itinerario tra le cose da vedere in Bergamo alta
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I due “duomi” di Bergamo visti dal Campanone
INDICE:
DUE CITTA’ IN UNA: Bergamo alta e Bergamo bassa
Quando dico di essere bergamasco, l’80% delle persone mi chiede: Bergamo de sùra o de sóta?
La città in effetti è divisa tra due anime distinte ma complementari:
- Bergamo alta (de sùra), circondata dalle antiche mura venete, è un gioiello medievale fatto di vicoli acciottolati, piazze storiche e bei panorami
- Bergamo bassa (de sóta) è la parte moderna e vivace della città, con ampi viali e negozi

Bergamo bassa e, sullo sfondo, la città alta
I 100 RINTOCCHI DEL CAMPANONE: curiosità su Bergamo
Se non sei mai stato in Bergamo alta alle 22 in punto forse non ti sarai mai accorto che, a quell’ora, il Campanone di Piazza Vecchia suona ancora oggi i suoi 100 rintocchi. Questa curiosità di Bergamo ha avuto origine molti secoli fa. Un tempo, infatti, questo segnale annunciava la chiusura delle porte delle mura venete, avvisando gli abitanti di rientrare prima del coprifuoco. Chi rimaneva fuori non poteva accedere fino al giorno successivo!
Oggi, pur non avendo più una funzione pratica, i rintocchi del campanone risuonano ancora vigorosi tra i vicoli della città alta e, secondo me, sono una delle tradizioni più curiose di Bergamo!
Ti suggerisco di salire sul Campanone perché da lassù potrai ammirare uno dei panorami più belli su Bergamo Alta!

Il Campanone di Bergamo alta
I DUE DUOMI DI BERGAMO: rivalità tra chiese
Bergamo ha una particolarità piuttosto insolita: nella città alta si trova due “duomi”, affiancati sulla stessa piazza. Su un lato si trova la solenne Cattedrale di Sant’Alessandro, dedicata al patrono della città e di proprietà della Chiesa. Su un altro lato di Piazza Duomo, si trova però anche la maestosa Basilica di Santa Maria Maggiore, ricca di affreschi e decorazioni barocche, le cui mura sono tutt’oggi di proprietà del Comune.
Per secoli, le due chiese furono simbolo di una rivalità tra il clero e la popolazione. Quest’ultima, con molta stizza del Vescovo, pare preferisse la basilica al duomo ufficiale. Non mancarono scaramucce, strategie politiche e vere e proprie gare per rendere una chiesa più bella dell’altra!

Santa Maria Maggiore: curiosità sui “duomi” di Bergamo
PERCHE’ BERGAMO SI CHIAMA COSI’
Forse non ti sei mai chiesto quale fosse l’origine del nome della città ma ti assicuro che si tratta di una cosa molto curiosa ed antica.
Secondo una delle teorie più accreditate, il nome Bergamo deriverebbe dal celtico “Berg-heim” che significa casa (heim) sulla collina (berg), in riferimento alla posizione elevata di Bergamo alta (scopri dove mangiare in città alta).

Porta San Giacomo, uno degli accessi a Bergamo alta
LE MASCHERE TRADIZIONALI BERGAMASCHE: Arlecchino, Brighella, Gioppino e Margì
Bergamo, pur non essendo particolarmente grande, vanta ben quattro maschere principali ed ancora oggi non è difficile imbattersi in uno spettacolo di burattini in cui le si vede prendere vita:
- Arlecchino, il più famoso, è l’astuto e buffo servo dal vestito multicolore, simbolo di ingegno e vivacità
- Brighella, più scaltro e furbo, rappresenta il servo intrigante e talvolta imbroglione
- Gioppino, la maschera più curiosa ed amata dai bergamaschi. Si tratta di un contadino rozzo ma dal cuore d’oro, riconoscibile per i suoi tre grandi gozzi situati sotto al mento
- la Margì, un’altra immancabile maschera bergamasca, è la paziente moglie di Gioppino

Alcuni burattini bergamaschi al Museo del Falegname Tino Sana
LA FIERA DI SANT’ALESSANDRO: ieri e oggi
La Fiera di Sant’Alessandro è una delle tradizioni più antiche e curiose di Bergamo e, stranamente, in molti ne ignorano la storia. La festività ha origini nel Medioevo ed è chiaramente legata al santo patrono della città.
Un tempo, nella zona di Bergamo bassa dove oggi si trova il Sentierone, in occasione del patrono si teneva un grande mercato dove, per tre settimane, commercianti ed artigiani arrivavano da tutta la regione per vendere stoffe, bestiame e spezie. Era un evento talmente importante che vennero costruiti numerosi edifici, poi smantellati durante la riqualificazione di inizio XX secolo della città bassa, utilizzati solamente in questo breve periodo di tempo!
Oggi la fiera si è trasferita in un’area moderna, al di fuori della città, ed ha mantenuto un aspetto prettamente agricolo con esposizioni zootecniche, macchine agricole, prodotti enogastronomici e innovazioni sempre relative al mondo dell’agricoltura.

Caprette nella nuova Fiera di Sant’Alessandro
PERCHE’ BERGAMO E’ LA “CITTA’ DEI MILLE”? Chiediamolo a Garibaldi
Bergamo è conosciuta come la “Città dei Mille” per il grande contributo dato alla Spedizione dei Mille guidata da Giuseppe Garibaldi nel 1860. Pare che ben 180 volontari bergamaschi si unirono all’impresa per l’unificazione dell’Italia, il numero più alto tra tutte le città coinvolte.
Mia mamma mi racconta spesso che anche un mio antenato partecipò all’impresa!
Questo spirito patriottico ha reso Bergamo un simbolo del Risorgimento italiano, tanto che Garibaldi stesso la definì “Città dei Mille”. Ancora oggi, il legame con questa storia è forte, ricordato da monumenti, vie e celebrazioni.

Porta San Lorenzo o di Garibaldi da cui il condottiero entrò in Bergamo
IL MALIZIOSO STEMMA DI COLLEONI
Uno dei simboli più curiosi di Bergamo è sicuramente lo stemma di Bartolomeo Colleoni, celebre condottiero del XV secolo. Il suo blasone mostra infatti tre coppie di testicoli che, secondo la leggenda, pare siano legati al poliorchidismo del condottiero.
Colleoni trasformò però questa sua anomalia genetica in un simbolo di forza e fertilità, tanto da farla scolpire su palazzi e monumenti, tra cui la splendida Cappella Colleoni in Bergamo alta. Sulla cancellata che protegge la cappella funebre del condottiero, situata in Piazza Duomo, si trovano alcuni stemmi particolarmente luccicanti: sembra infatti che sfregare i testicoli di Colleoni porti fortuna! Chi siamo noi per mettere in dubbio questa tradizione bergamasca?

Il curioso stemma di Colleoni in Bergamo alta
LE PORTE DI BERGAMO ALTA: 4 ufficiali + 1 una segreta
Le Mura Venete di Bergamo Alta, costruite nel XVI secolo e dal 2017 uno dei siti Patrimonio UNESCO della Lombardia, hanno quattro porte ufficiali che permettevano l’accesso alla città:
- Porta San Giacomo, la più scenografica, realizzata in marmo bianco ed a cui si può accedere solo a piedi
- Porta Sant’Agostino, rivolta verso est e tra le più trafficate nonostante il suo stretto passaggio
- Porta Sant’Alessandro, che conduce verso Borgo Canale e San Vigilio
- Porta San Lorenzo (o Porta Garibaldi), la più nascosta e meno conosciuta che conduce verso la Valle Brembana
Ma c’è una curiosità: oltre a queste quattro porte principali, ne esiste una quinta chiamata Porta del Soccorso. Si trova sul retro del Castello di San Vigilio e aveva uno scopo prettamente militare in quanto costituiva una via di fuga nascosta. Oggi la porta è ancora visibile ma fa parte di un’abitazione privata e, proprio per questo, passa quasi inosservata. Prova a cercarla la prossima volta che passerai nei dintorni di via Sotto Mura di Sant’Alessandro!

La segreta Porta del Soccorso di Bergamo
LA PRIMA BRECCIA NELLE MURA DI BERGAMO: la funicolare
C’è un’altra curiosità sulle mura di Bergamo! Le imponenti Mura Venete rimasero intatte per secoli dato che non vennero mai attaccate. Però, verso la fine dell’Ottocento, venne aperta una breccia nelle mura. Non si trattava di un attacco militare alla città alta ma della realizzazione di un’opera innovativa per l’epoca: la funicolare.
Inaugurata nel 1887, questa ferrovia a cremagliera collegò per la prima volta Bergamo bassa con la città alta, rendendo più semplice l’accesso al centro storico. Ancora oggi, la funicolare è uno dei simboli della città, nonché uno dei modi più affascianti per raggiungere Bergamo alta.

Funicolare di Bergamo alta
IL DIALETTO BERGAMASCO: origine e curiosità
Il dialetto bergamasco è conosciuto per la cadenza pesante e la difficoltà ad essere compreso. Le sue origini risalgono alla lingua celtica palata dagli antichi Galli, che occuparono queste terre, con influenze germaniche legate invece al popolo longobardo.
Forse non tutti lo ricordano ma, nel 1978, il dialetto bergamasco divenne piuttosto famoso grazie al film “L’albero degli zoccoli” di Ermanno Olmi che vinse il festival di Cannes. Nel film si racconta la storia di una comunità di contadini della pianura bergamasca della fine del XIX secolo ed è quasi interamente recitato in dialetto.
Una delle parole più famose del bergamasco è probabilmente “pòta” che viene utilizzata spessissimo anche oggi per esprimere rassegnazione. Lo sapevi che probabilmente deriva dal latino “post ea” (dopo ciò)?

Alcuni modi di dire in dialetto bergamasco (tratto dal libro “Bergamascando”
BERGAMO E IL GELATO ALLA STRACCIATELLA
Chiudiamo questa carrellata di curiosità su Bergamo con il racconto più dolce e goloso: la città è famosa per la stracciatella, uno dei gelati più amati e conosciuti.
La tradizione vuole che questo gusto di gelato sia stato inventato proprio a Bergamo nel 1961 da Enrico Panattoni che, ispirandosi alla tradizione del gelato alla vaniglia, decise di aggiungere scaglie di cioccolato fondente creando così un mix perfetto di dolcezza e croccantezza.
La gelateria dove venne inventata la stracciatella si chiama “La Marianna”. C’è ancora oggi e si trova in Largo Colle Aperto dove si trova anche il capolinea della linea 1 del bus che porta in Bergamo alta.

Il gelato alla stracciatella della Marianna (photo credits Martinaway.com)





Ne sapevo circa metà e per me è poco, visto che a Bergamo, alta e bassa, vive una parte importante della mia famiglia, grazie!
Ciao Roberta! C’è sempre qualcosa di nuovo da imparare ed è proprio questo il bello! 😀