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MIVADO: due chiacchiere con Ilaria

Ti presento Mivado, il blog di Ilaria. Dopo aver letto l’intervista, ti consiglio di curiosare nel suo sito perché è molto vario. Non parla solo di viaggi ma anche di cucina (con tanto di ricette), di dove mangiare in viaggio, di lifestyle e molto altro.

Ho conosciuto Ilaria durante un’aperitivo su una bella terrazza di Milano. Mi hanno subito colpito la sua energia e… la quantità di drink che si è bevuta rimanendo perfettamente lucida!

Andiamo a conoscerla meglio in questa intervista in cui ci parlerà non solo di sé ma anche del suo recente viaggio in Marocco.

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INTERVISTA

 

Ciao Ilaria! Mi racconti un po’ di te e del tuo blog Mivado?

Ciao! Sono una veneta doc (come il vino che amo tanto) della provincia di Vicenza trasferita a Milano per lavoro ormai da 6 anni. Sono curiosa, eterna entusiasta e piena di energia (ecco qui non esageriamo).

Ho sempre avuto la passione per i viaggi e per il mondo enogastronomico. Ciò che ho sempre amato è stato organizzare, cercare e provare posti caratteristici, tipici, diversi dal solito. Per questo circa quasi due anni fa ho aperto il mio blog Mivado (nome coniato una sera bevendo un gin zen), che significa “io vado” e riassume il mio essere veneta e la mia voglia di viaggiare. In veneto si direbbe mivago, ma per non essere troppo “patriota” è diventato mivado.

E ora dopo un anno ho un sito nuovo, un sacco di gadget, e di idee e un team di 5 ragazze Serena, Sara, Selene, Giulia e Veronica che collaborano, scrivono sul blog e mi aiutano nella parte grafica e pubblicitaria. Ed è davvero molto soddisfacente, perché mi dà la possibilità di conoscere non solo nuovi posti ma anche nuove persone come voi.

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Sul tuo profilo Instagram ho visto che sei stata recentemente in Marocco. Cosa ti è piaciuto di più?

Il Marocco è stato un viaggio che mi ha toccato nell’animo: impegnativo dal punto di vista fisico per l’escursione termica, il cibo, il fatto di essere in due donne poi in alcune situazioni non ha aiutato. Ma sono state proprio queste difficoltò, le diversità della cultura, della religione che mi sono rimaste impresse. I profumi dei mercati, i colori del deserto, le tradizioni, gli scorci della città blu sono le cose che ricorderò di più.

Ti va di consigliarci un’esperienza o qualcosa da visitare assolutamente?

Il deserto. Il tramonto, le stelle di notte e l’alba viste e vissute in mezzo alle dune sono state sicuramente una delle esperienze più belle della mia vita. Ne è valsa la pena soffrire in tenda a -5 con solo una coperta, non dormire, rischiare di congelare e non lavarsi (eh si odori ovunque in camera, menomale che c’era confidenza con la mia compagna di viaggio). Ne è valsa la pena perché poi lo spettacolo che mi ha regalato il cielo è stato senza fiato. Da fare.

Come hai trovato la cucina locale? C’è un piatto o un dolce che ti è particolarmente piaciuto?

La cucina marocchina è buona, gustosa. Non variegata come altre cucine, infatti dopo 5 giorni si faceva pesare un pochino, però i piatti mangiati sono stati sicuramente gustosi, economici e saporiti.

Piatto più buono? Sicuramente il cous cous con le verdure e il pollo che mangiavo ogni giorno e mi piaceva tantissimo! Ho amato molto anche le pause con il loro buonissimo tè alla menta, cosi buono che ho portato a casa un sacco di menta per ricordare i bei pomeriggi marocchini (ora ho tutta la cucina che sa di menta, ecco il risultato)!

Comunque grazie per la bella intervista!

 

L’intervista con Ilaria di Mivado non finisce qui. Leggi anche la chiacchierata con Sentichiviaggia!

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