DIARIO DI VIAGGIO ON THE ROAD: VALENCIA – secondo giorno

La seconda giornata a Valencia inizia come è finita la prima: mangiando churros e fritti simili. Partiamo bene!
Corriamo subito in soccorso al nostro stomaco prendendo un caffè bollente ai tavolini di un bar in Placa de la Virgen, al centro della quale troneggia una statua gigantesca della madonna che sarà poi ricoperta di fiori.

Non sono ancora le 10 e già la città è attraversata da piccole bande musicali e gruppi di donne in abiti tradizionali che saltano, ballano e si pavoneggiano sfoggiando abiti ampi ed elaborati. La festa è nell’aria. A qualunque ora del giorno e della notte!

La musica attraversa anche le mura gotiche della Cattedrale. Il sacro e il profano che festeggiano insieme. Da bravi turisti, con le nostre audioguide alle orecchie, noi continuiamo imperterriti a visitare cappelle, quadri, altari elaborati, un inquietante braccio mumificato di San Vincenzo e (udite udite) il Sacro Graal. Non ci si fa mancare nulla qui a Valencia!

Lungo le strade della città, nei vari rioni, incontriamo le sculture allegoriche (le fallas), tipiche della festa. Sono vere e proprie opere d’arte davanti alle quali si chiacchiera, si beve una birra o ci si fa un selfie.

Entrare nel Mercato Centrale è uno spettacolo per la vista, l’olfatto e ovviamente il palato. Sotto questa elegante  struttura di inizio ‘900 ci sono quasi 1000 banchi carichi di cibo e pronti ad accontentare anche il palato più esigente. Noi siamo facili da soddisfare: un succo d’arancia fresco, un sacchetto di frutta disidratata e usciamo felici come due bambini.

L’architettura gotica della città fa bella mostra di sé anche nella sofisticata sala della Lonja de la Seda dove le colonne salgono al soffitto torcendosi in spirali.

Dopo aver raggiunto e scalato le torri medievali de Serranos, che fungevano da porte di accesso alla città e dalle quali si gode un bel panorama sui tettie sui campanili, siamo fiacchissimi. “Di già?” starete pensando. In effetti non è da me. Ma un po’ di relax sulla panchina baciata dal sole è d’obblogo. “Relax” per modo di dire dato che abbiamo scelto proprio quella accanto al chiosco che vende i mortaretti (ecco perché era libera).

Dopo pranzo rieccoci in pista. Visitiamo il Museo de Bellas Artes de Valencia, al di là dei giardini del Turia. Ci sono molte opere e molte sale da visitare ma io ho preferito le opere tardo medievali e rinascimentali. Le tele dei secoli successivi sono troppo scure per i miei gusti!

Se le api saltano di fiore in fiore, noi migriamo di panchina in panchina. Rieccoci nuovamente seduti al sole in mezzo ad un bel parco verde, prima di rientrare in hotel.
Fuori i festeggiamenti proseguono. Si sentono continuamente petardi scoppiare, gente chiacchierare e il suono della banda. Dopo la siesta (decisamente fuori orario) ci ributteremo anche noi nella ressa. Dobbiamo ancora assistere all’offerta dei fiori alla Vergine, dobbiamo cenare, ci sono altri fuochi d’artificio da vedere e poi… non si va a letto senza frittelle e cioccolata calda. È una promessa!

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